“Campagne di molestie di massa online organizzate da Elon Musk per condizionare i dibattiti politici nazionali ed esercitare pressione sui leader europei”. Con questo affondo diretto, il ministro degli Affari Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha aperto il suo intervento all’Ocse dedicato alla difesa della democrazia. Una denuncia senza precedenti rivolta al proprietario della piattaforma X, accusato di sfruttare l’algoritmo del social network per polarizzare lo spazio pubblico e destabilizzare la Francia in vista delle presidenziali del 2027.
Il piano per polarizzare l’Europa e il nodo del 2027
Secondo la diplomazia transalpina, le azioni di Musk si inseriscono in un quadro di guerra informazionale ben più ampio, condotta da regimi autoritari e forze estremiste per erodere le istituzioni democratiche occidentali. L’obiettivo di fondo, ha spiegato Barrot, è quello di mettere sotto pressione i contropoteri democratici per “impadronirsi del potere e creare le condizioni per non restituirlo mai più”.
In questo scenario, i fatti di cronaca e le tensioni sociali interne vengono sistematicamente usati come leva per alimentare le spaccature interne. Il ministro ha citato l’esempio emblematico delle recenti protesti degli studenti delle scuole superiori in Francia: dimostrazioni nate per chiedere maggiori risorse per l’istruzione, che sono state ricanalizzate da Musk e dall’ex presidente Usa Donald Trump verso la narrativa dell’”immigrazione di massa”, con il supporto coordinato di contenuti ostili provenienti da Russia, Cina, Iran e settori del movimento Maga.
La mappa delle ingerenze: da Tel Aviv a Baku, fino al Cremlino
L’intervento di Parigi ha offerto una mappa dettagliata dei diversi vettori di ingerenza straniera che minacciano la sovranità degli Stati membri dell’Unione europea:
- Falsi account sul Medio Oriente: l’attività di un’azienda israeliana accusata di aver creato una rete di profili civetta in lingua francese per mettere in scena scontri artificiali sul conflitto a Gaza.
- La pista azera in Nuova Caledonia: la regia di un gruppo legato all’Azerbaigian nell’organizzare congressi a Nouméa per incitare alla rivolta nei territori d’oltremare francesi.
- L’offensiva del Cremlino: la volontà esplicita di Mosca di scardinare le democrazie liberali, testimoniata dalle recenti misure di contrasto contro agenti di destabilizzazione russi come Xenia Fedorova, ex responsabile di Russia Today in Francia.
Dalla diplomazia alla difesa digitale: la strategia di risposta
Di fronte a queste minacce ibride, la Francia rivendica una linea di dissuasione pragmatica e trasparenza. Attraverso l’agenzia speciale Viginum e la propria rete diplomatica, Parigi punta a identificare e denunciare pubblicamente qualsiasi attore ostile, senza concedere alcuna immunità a chi cerca di alterare il dibattito democratico o di diffondere dubbi sulla regolarità delle future consultazioni elettorali.
Tuttavia, la sfida travalica i confini nazionali e chiama in causa la tenuta di tutta l’Unione europea. Come ha concluso Barrot, la tutela dello spazio pubblico digitale e la resistenza alla post-verità richiedono un’alleanza strategica tra istituzioni, media indipendenti e società civile per garantire l’integrità dell’informazione e proteggere i fatti condivisi.

