L’Europa sceglie le città più verdi del 2028: vincono Saragozza, Benidorm e Estarreja. Roma e Brescia escluse 

La Spagna conquista due riconoscimenti europei, mentre il Portogallo viene premiato per la riconversione industriale
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La città di Saragozza, in Spagna, vista dall'alto
La città di Saragozza, in Spagna, vista dall'alto (Canva)

L’Unione europea ha premiato Saragozza, Benidorm ed Estarreja come modelli di sostenibilità ambientale per il 2028. Saragozza, in Spagna, ha conquistato il titolo di European Green Capital 2028, mentre Benidorm, la località balneare spagnola famosa per i grattacieli e il turismo di massa, e la portoghese Estarreja hanno ottenuto l’European Green Leaf 2028, il riconoscimento destinato alle città di dimensioni medio-piccole. I vincitori sono stati annunciati a Guimarães, in Portogallo. Fuori dalla finale Roma e Brescia, entrambe candidate al titolo di capitale verde europea.

Dietro le tre vittorie ci sono modelli urbani differenti. Saragozza ha ridotto i consumi idrici complessivi di circa il 42% rispetto agli anni Ottanta e investito nella biodiversità urbana. Benidorm, che registra milioni di pernottamenti turistici ogni anno, ha raggiunto un’efficienza del sistema idrico del 95%, mentre Estarreja sta affrontando la propria eredità industriale attraverso interventi sulla qualità dell’aria, sulla mobilità sostenibile e sull’efficienza energetica degli edifici. Tre esperienze che mostrano quanto le politiche ambientali europee dipendano ormai da decisioni concrete sull’organizzazione delle città.

Il risultato interessa anche l’Italia. Roma e Brescia erano fra le 17 candidate all’European Green Capital 2028, ma nessuna delle due è riuscita ad accedere alla finale. Le città italiane dovranno quindi attendere ancora per un nuovo riconoscimento nella categoria principale, mentre Siena si prepara a diventare European Green Leaf nel 2027.

Saragozza capitale verde 2028

Saragozza, nel nord-est della Spagna, ha conquistato il titolo principale dell’European Green Capital 2028 superando le altre quattro finaliste: Aalborg in Danimarca, Bielsko-Biała in Polonia, Košice in Slovacchia e Porto in Portogallo.

La giuria ha valorizzato soprattutto la continuità delle politiche ambientali, la governance cittadina e la capacità di integrare interventi su acqua, biodiversità e adattamento climatico.

L’evoluzione dei consumi idrici offre una misura della trasformazione. Negli anni Ottanta Saragozza utilizzava complessivamente circa 105 milioni di metri cubi d’acqua all’anno. Il volume è sceso a 61 milioni, una riduzione prossima al 42%, nonostante lo sviluppo della città nel periodo considerato.

Nel 2024 il consumo domestico si è attestato a 100,4 litri per abitante al giorno. Secondo l’amministrazione comunale, il 99,5% delle acque reflue riceve un trattamento terziario, un processo avanzato di depurazione che permette di migliorare ulteriormente la qualità dell’acqua dopo i trattamenti tradizionali. L’impianto di Casablanca consente inoltre di recuperare circa tre milioni di metri cubi annui.

Sul fronte della qualità dell’aria, l’esposizione media ponderata della popolazione alle particelle sottili PM2,5 è di 9,79 microgrammi per metro cubo. Nel 2025 tutti gli inquinanti monitorati sono rimasti entro i limiti europei allora applicabili. Il valore delle PM2,5, pur contenuto nel confronto europeo indicato dal Comune, resta comunque superiore alla soglia di 5 microgrammi annui raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Anche il verde urbano è stato oggetto di una pianificazione pluriennale. Secondo i dati presentati per la candidatura, il 76,5% degli abitanti vive a meno di 300 metri da un’area verde pubblica di almeno 5.000 metri quadrati. È una misura dell’accessibilità degli spazi naturali che incide sulla possibilità di utilizzarli quotidianamente, in particolare per bambini, anziani e residenti dei quartieri più densamente edificati.

Il 27% del territorio comunale è protetto e dodici aree della rete europea Natura 2000 coprono complessivamente 35.978 ettari. La città sta inoltre portando avanti il progetto Bosque de los Zaragozanos, che punta alla piantumazione di 700.000 alberi una volta completato. Per il 2026 sono stati stanziati oltre 37 milioni di euro per interventi di rinaturalizzazione e verde urbano, secondo le informazioni diffuse dal Comune.

Gli investimenti rispondono anche alla necessità di limitare gli effetti delle temperature elevate. Alberi, suoli permeabili e aree verdi possono contribuire a contenere l’accumulo di calore nelle superfici urbane, favorire l’assorbimento delle piogge e migliorare la vivibilità degli spazi pubblici.

L’intervento delle amministrazioni locali si colloca in un quadro normativo europeo già operativo. Il regolamento Ue 2024/1991 sul ripristino della natura, entrato in vigore il 18 agosto 2024, stabilisce che entro il 2030 gli Stati membri debbano evitare una perdita netta di superfici verdi e copertura arborea negli ecosistemi urbani, considerando i rispettivi valori complessivi nazionali e le eccezioni previste dalla norma. Dal 2031 sono richieste tendenze crescenti secondo gli indicatori stabiliti dal regolamento.

Le città sono quindi chiamate a integrare la natura nella pianificazione urbana, mentre aumentano i rischi economici e sociali associati al cambiamento climatico. Nel settembre 2026 la Commissione ha rilanciato il tema della resilienza climatica europea di fronte a incendi, siccità e temperature estreme.

Benidorm, da capitale del turismo di massa a modello ambientale

A Benidorm il titolo di European Green Leaf 2028. La città spagnola è diventata famosa per un modello urbanistico molto riconoscibile: torri residenziali e alberghi concentrati lungo la costa, spiagge intensamente frequentate e un’economia costruita sull’accoglienza turistica. Secondo la documentazione pubblicata dalla Commissione europea nel 2025, la città registra 15,3 milioni di pernottamenti, una pressione considerevole su un territorio comunale di appena 38 chilometri quadrati.

È proprio la capacità di gestire questa pressione ad aver convinto la giuria europea. La densità edilizia, frequentemente associata al consumo di suolo e alla congestione, ha caratteristiche che possono consentire di concentrare servizi e infrastrutture in spazi relativamente limitati. Questo, però, non equivale automaticamente a una maggiore sostenibilità: i risultati dipendono dai consumi, dalla mobilità, dall’efficienza energetica e dalla tutela delle aree naturali.

A Benidorm il primo terreno di intervento è stato l’acqua. La città si trova in una regione mediterranea caratterizzata da precipitazioni limitate e da una crescente vulnerabilità alla scarsità idrica. In queste condizioni, la presenza di milioni di turisti rende essenziale limitare le perdite della rete e recuperare le risorse utilizzate.

Costa di Beniform in Spagna
Costa di Benidorm, in Spagna (Canva)

Secondo la Commissione europea, il sistema idrico cittadino raggiunge un’efficienza del 95%. La gestione intelligente della rete ha inoltre consentito una riduzione del 18% dei consumi d’acqua, mentre il riutilizzo delle acque trattate supera il 36%, secondo gli indicatori comunicati nel 2025. Le percentuali descrivono aspetti differenti della gestione idrica: efficienza della distribuzione, riduzione dei consumi e recupero dell’acqua.

Le misure comprendono la separazione delle acque piovane da quelle reflue, il recupero dell’acqua per l’irrigazione e alcuni servizi pubblici, oltre alla valorizzazione dei fanghi di depurazione per produrre biogas ed energia elettrica. Interventi che riducono la necessità di utilizzare acqua potabile per attività che possono essere alimentate da risorse recuperate.

Il tema è particolarmente rilevante per il Mediterraneo. L’alternanza fra periodi di siccità e precipitazioni intense impone alle amministrazioni di gestire contemporaneamente scarsità d’acqua e rischio di allagamenti. Una vulnerabilità che riguarda numerose destinazioni turistiche europee e che si inserisce nella più ampia esposizione dei cittadini dell’Ue ad alluvioni e siccità.

Il secondo elemento riguarda la biodiversità. Il 61% del territorio comunale di Benidorm è sottoposto a protezione ambientale. Fra le aree tutelate figurano il parco naturale della Sierra Gelada e la zona del Moralet, mentre nella baia si trovano 173 ettari di praterie di Posidonia oceanica, una pianta marina mediterranea fondamentale per gli ecosistemi costieri.

La strategia ambientale punta a collegare questi ambienti attraverso un sistema di infrastrutture verdi e blu: corridoi ecologici, parchi, aree rinaturalizzate e interventi che mettono in relazione il mare con gli spazi urbani e le zone naturali circostanti. Fra i progetti figura anche il recupero di una cava dismessa, destinata a diventare un’area vegetata capace di contribuire all’assorbimento di carbonio.

La città ha inoltre sviluppato strumenti digitali per distribuire meglio i visitatori, fornendo informazioni aggiornate sulle condizioni delle spiagge, sul meteo e sugli eventi. Sul fronte della mobilità, la Commissione segnala oltre 130 chilometri di percorsi ciclabili, parcheggi di interscambio e interventi per ampliare le aree pedonali.

Benidorm aveva già ricevuto un riconoscimento europeo nel 2025, quando era stata nominata European Green Pioneer of Smart Tourism. Il premio Green Leaf 2028 conferma quindi un percorso avviato da tempo.

La distinzione è rilevante in un continente dove molte amministrazioni cercano di conciliare gli introiti del settore turistico con la pressione esercitata su abitazioni, trasporti e servizi pubblici. Un equilibrio che riguarda anche la discussione europea sugli strumenti di gestione dell’overtourism e sulle tasse di soggiorno.

Estarreja premiata per la riconversione industriale. Roma e Brescia fuori dalla finale

Accanto a Benidorm, il titolo di European Green Leaf 2028 è stato assegnato a Estarreja, cittadina portoghese la cui storia economica è strettamente legata all’industria.

La Commissione europea ha premiato il percorso di trasformazione ambientale della città, che ha concentrato i propri interventi sulla qualità dell’aria, sulla riduzione delle emissioni, sulla mobilità sostenibile e sulla riqualificazione del patrimonio edilizio.

Fra gli indicatori considerati nella selezione emerge quello degli spostamenti: oltre la metà dei tragitti interni viene effettuata a piedi o con i trasporti pubblici. Gli interventi di rigenerazione urbana puntano anche a migliorare l’efficienza energetica degli edifici residenziali e ad ampliare gli spazi verdi e le infrastrutture legate all’acqua.

Il riconoscimento assume un significato particolare per un centro che deve fare i conti con le conseguenze delle attività industriali del passato. Le politiche ambientali sono chiamate a intervenire sulla qualità dell’ambiente urbano senza rinunciare alla dimensione produttiva del territorio. È un problema condiviso da numerose città europee, dove gli interventi di riconversione si intrecciano con i costi della decarbonizzazione industriale e del sistema europeo di scambio delle emissioni.

Estarreja e Benidorm riceveranno ciascuna 200.000 euro, mentre a Saragozza andranno 600.000 euro. I finanziamenti serviranno a sostenere le iniziative previste per il 2028, anno in cui le tre città porteranno i rispettivi titoli europei.

La selezione complessiva ha coinvolto 27 candidature ammissibili, di cui 17 per European Green Capital e dieci per European Green Leaf. Il premio principale è destinato ai comuni con più di 100.000 abitanti; quello Green Leaf ai centri fra 20.000 e 100.000 residenti. Le valutazioni si basano su sette ambiti: qualità dell’aria, acqua, biodiversità e uso sostenibile del territorio, rifiuti ed economia circolare, rumore, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

Gli esperti esaminano la situazione ambientale delle città, i risultati degli ultimi cinque-dieci anni e gli obiettivi futuri. La giuria valuta anche la capacità amministrativa e i programmi che i candidati intendono realizzare durante l’anno del riconoscimento.

Per l’Italia, l’edizione 2028 si è chiusa senza finaliste. Roma e Brescia erano entrambe presenti fra le candidate al titolo di capitale verde, ma non hanno superato la prima selezione tecnica. Il risultato non costituisce una classifica complessiva della qualità ambientale delle città europee: il riconoscimento tiene conto anche dei percorsi di miglioramento, della pianificazione e degli impegni futuri.

Il prossimo appuntamento italiano è già fissato. Nel 2027 Siena condividerà il titolo di European Green Leaf con Assen, nei Paesi Bassi, mentre Heilbronn, in Germania, sarà la capitale verde europea. Nel 2026 il titolo principale appartiene invece a Guimarães, la città portoghese che l’8 ottobre ha ospitato la proclamazione dei vincitori del 2028.