“Vicino, connesso e fondamentale per il nostro futuro”: la nuova Strategia Ue sull’Artico tra sicurezza e ambiente

La Commissione europea presenta il nuovo piano per rafforzare la presenza dell'Unione nella regione. Kallas: "L'Artico è diventato una prima linea della competizione" tra Russia, Cina e Usa
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La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in conferenza stampa
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (Ipa)

“L’Artico è il vicinato settentrionale dell’Europa: vicino, connesso e fondamentale per il nostro futuro. E sta cambiando”, ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in relazione alla nuova Strategia dell’Ue per l’Artico (New Arctic Strategy) presentata oggi 20 ottobre dal commissario ai Partenariati internazionali Jozef Síkela e dall’Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas. L’Artico infatti non è più soltanto una questione ambientale, ma una regione strategica per la sicurezza e gli interessi economici dell’Europa.

“Con Russia e Cina che aumentano la loro presenza e le loro ambizioni, l’Artico è diventato una prima linea della competizione tra potenze globali“, ha dichiarato Kallas. Ma non è solo un discorso di sicurezza. Come ha sottolineato von der Leyen, l’apertura di nuove rotte marittime, favorita dallo scioglimento dei ghiacci, e l’accessibilità crescente delle risorse naturali hanno trasformato una regione tradizionalmente associata alla cooperazione scientifica e alla tutela ambientale in uno spazio di crescente competizione geopolitica ed economica.

E su questa consapevolezza si basa la nuova Strategia, che si articola in quattro pilastri: sicurezza, clima, economia e popolazioni locali.

Sicurezza, sorveglianza e protezione delle infrastrutture

Tra le principali misure, come spiega una nota della Commissione, figura la creazione di un Maritime Security Hub, una struttura per migliorare la condivisione delle informazioni e il monitoraggio delle attività marittime nell’Artico. L’obiettivo è aumentare la preparazione, proteggere le infrastrutture critiche e rafforzare la capacità dell’Europa di operare in condizioni artiche e di individuare minacce alle infrastrutture critiche da parte della flotta ombra russa.

La Commissione propone inoltre un Arctic Cable Hub dedicato a monitorare, proteggere e contribuire alla riparazione dei cavi sottomarini, infrastrutture essenziali per le comunicazioni digitali e particolarmente vulnerabili a sabotaggi e incidenti, come gli ultimi anni hanno dimostrato.

Il piano comprende anche il potenziamento delle capacità satellitari di sorveglianza, un progetto pilota di monitoraggio satellitare e condivisione dei dati previsto per il 2027 e il rafforzamento della flotta europea di rompighiaccio, anche attraverso possibili acquisti congiunti.

Le iniziative saranno sviluppate in collaborazione con i Paesi artici e in complementarità con la Nato, che mantiene un ruolo centrale nella difesa militare della regione. La strategia propone inoltre il Northern Neighbourhood, un quadro di cooperazione politica e finanziaria con partner che condividono le priorità europee.

Un Artico economicamente sicuro

Nell’Artico stanno emergendo opportunità di cooperazione economica nei settori delle energie rinnovabili, delle materie prime critiche, dei trasporti a duplice uso, della connettività digitale e delle industrie marittime sostenibili. Di conseguenza, l’Unione punta a uno sviluppo economico sostenibile che crei posti di lavoro, migliori le infrastrutture e la connettività a beneficio delle comunità artiche e delle imprese europee.

L’Ue sosterrà inoltre una connettività sottomarina sicura e resiliente attraverso il cavo panartico, che collegherà direttamente la Groenlandia all’Europa. Allo stesso tempo, fornirà una connettività satellitare sicura per le comunicazioni governative tramite IRIS² Arctic Connectivity.

Inoltre si muoverà per integrare porti, collegamenti ferroviari, terminali energetici, infrastrutture satellitari e digitali nelle emergenti reti commerciali e di trasporto dell’Artico, in modo da migliorare i collegamenti con i mercati europei.

Ancora, un nuovo centro di ricerca polare dell’Ue rafforzerà il legame tra scienza e politica.

L’accelerazione dei cambiamenti climatici

Quanto all’aspetto ambientale, la nota della Commissione evidenzia che l’Artico si sta riscaldando quasi quattro volte più velocemente della media globale, con conseguenze che vanno ben oltre la regione, a cominciare dall’Europa: dalle ondate di calore mortali ai cambiamenti negli ecosistemi, il Vecchio Continente vede aumentare le temperature al doppio della velocità globale.

L’Unione dunque rafforzerà la ricerca, l’osservazione e il monitoraggio del clima per comprendere meglio questi cambiamenti e sostenere risposte efficaci. Tra le varie iniziative, il blocco collaborerà per la condivisione dei dati attraverso OceanEye, la nuova iniziativa europea di monitoraggio e osservazione degli oceani.

Petrolio e gas: cosa cambia rispetto al 2021

Uno degli aspetti più controversi riguarda l’estrazione di combustibili fossili.

La Commissione ribadisce la volontà di impedire lo sfruttamento di riserve di idrocarburi che possa danneggiare il fragile ecosistema artico. Tuttavia, nel nuovo documento scompare l’impegno chiaro a promuovere “un obbligo giuridico multilaterale” sulle nuove attività estrattive, presente nella strategia del 2021.

La questione è delicata soprattutto con la Norvegia, principale fornitore di gas dell’Unione, che ha chiesto a Bruxelles di rivedere la propria opposizione alle nuove esplorazioni nell’Artico. In sostanza, il piano mantiene gli obiettivi climatici, ma adotta un approccio diplomatico più flessibile sulla regolamentazione internazionale delle attività estrattive.

Le persone e le comunità dell’Artico al centrro

Infine, chi vive nella regione. “L’Artico appartiene alle persone che lo abitano. Alle famiglie, alle comunità, ai popoli indigeni e ai giovani che desiderano costruirvi il proprio futuro”, ha sottolineato la presidente della Commissione. Come ha ricordato Kallas, “più di 500mila cittadini dell’Ue vivono nell’Artico e tre Stati membri sono nazioni artiche“. Perciò, al centro della Strategia ci sono le comunità locali, i giovani e i popoli indigeni, con particolare attenzione all’istruzione, all’occupazione, alle competenze e all’inclusione sociale.

A tale proposito, l’Ue rafforzerà le opportunità Erasmus+ per i giovani artici e istituirà un comitato consultivo giovanile in Groenlandia. Lo sviluppo regionale dell’Artico beneficia già di oltre 1 miliardo di euro di sostegno di coesione dell’Ue per il periodo 2021-2027, ma l’esecutivo europeo intende continuare a sostenere gli enti locali artici nell’affrontare le sfide comuni, tra le altre cose ampliando la cooperazione esistente attraverso il Forum dei sindaci artici, che riunirà gli enti locali di tutta la regione artica.