La Romania ha un nuovo governo dopo quasi sei mesi di crisi politica. Oggi 20 ottobre, il Parlamento di Bucarest ha approvato l’esecutivo guidato dall‘indipendente Luca Niculescu che, con 280 voti favorevoli e 58 contrari, supera agevolmente la soglia dei 233 voti necessari per la fiducia. Il nuovo premier, ex diplomatico e giornalista, era stato incaricato dal presidente Nicușor Dan il 5 ottobre, dopo tre tentativi falliti di formare un governo. Il successo di Niculescu non era scontato, ma ora viene la parte più complessa, a partire dal risanamento dell’ampio deficit del Paese.
Fine della crisi
Il nuovo esecutivo sarà un governo di minoranza composto da esponenti del Partito socialdemocratico (Psd) e tecnocrati indipendenti. I socialdemocratici controlleranno 11 Ministeri, mentre altri sette saranno affidati a figure senza appartenenza politica. Il governo ha ottenuto il sostegno parlamentare anche del Partito nazionale liberale (Pnl), dell’Unione democratica magiara di Romania (Udmr) e dei rappresentanti delle minoranze nazionali. Contrari, invece, l’Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur) e l’Unione Salvate la Romania (Usr).
Il voto mette fine allo stallo iniziato a maggio, quando il precedente governo guidato dal liberale Ilie Bolojan era stato sfiduciato dopo la rottura della coalizione europeista per mano dei socialdemocratici, che avevano votato insieme all’estrema destra di Aur. La crisi ha aggravato le difficoltà economiche del Paese, alle prese con un deficit pubblico tra i più elevati dell’Unione europea, un’inflazione persistente e il rallentamento dell’economia.
Per Niculescu ora viene la parte (più) difficile
La principale sfida per Niculescu sarà proprio il risanamento dei conti pubblici, ormai ‘bestia nera’ di molti governi. La Romania deve riportare il deficit, attualmente superiore al 6% del Pil, sotto il 3% entro il 2030, in linea con gli impegni europei. Il Psd ha subordinato il proprio sostegno alla presentazione, entro il primo dicembre, di una legge di bilancio per il 2027 che non preveda nuovi aumenti delle imposte.
Tra le priorità annunciate dal premier figurano inoltre la sicurezza energetica e la riforma della pubblica amministrazione. La stabilità dell’esecutivo resta però legata agli equilibri parlamentari: i socialdemocratici hanno già annunciato che rivaluteranno il proprio sostegno tra sei mesi.
“È un momento importante per la Romania. Usciamo da sei mesi di crisi e ci mettiamo subito al lavoro”, ha commentato Niculescu dopo il voto. “A partire da questa sera, organizzeremo la prima riunione di governo. Le priorità sono note. La Romania non può più aspettare”.

