A Ventotene torna la Conferenza per la libertà e la democrazia: ecco cosa succederà

Dal 10 al 12 settembre l’isola pontina ospiterà tre giorni di incontri, dibattiti e cultura con rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, artisti, dissidenti e attivisti da tutto il mondo
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Bandiera dell'Europa che sventola
(Canva)

Cinema, arte e dibattiti tornano protagonisti a Ventotene, uniti da un ‘fil bleu’, il blu del mare e quello dell’Unione europea. Dal 10 al 12 settembre, infatti, l’isola pontina ospiterà la seconda edizione della Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia: un evento ideato e promosso dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, il patrocinio del Comune di Ventotene e il sostegno della Regione Lazio.

Un’iniziativa che trova tutto il suo senso nell’importanza e il dovere di tenere “in cima all’agenda politica” quello che è “il dibattito su come difendere l’indipendenza europea e le democrazie liberali”, come spiega Carlo Corazza, direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.

La Conferenza vedrà la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani, oltre a numerosi ospiti tra cui monsignor Vincenzo Paglia, l’ex direttore de La Stampa Maurizio Molinari, lo scrittore Paolo Giordano, la giornalista Stefania Battistini, lo storico Carmine Pinto e la cantante Noa Amini.

La novità: la Freedom Academy

Tre giorni di dibattiti, conferenze, musica e arte, con una novità: la Freedom Academy, uno spazio di formazione rivolto ai giovani, con incontri dedicati alla storia del continente, all’attualità internazionale, alla difesa dello Stato di diritto e alla lotta contro le autocrazie, e che coinvolge la Fondazione Pietro Nenni e la Anti-Corruption Foundation, fondata dal dissidente russo Aleksej Navalny.

Dissidenti e attivisti

La Conferenza accoglierà dissidenti e attivisti che, sottolinea la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, “ogni giorno combattono contro i regimi autocratici e dittatoriali, contro le torsioni dello Stato di diritto, insieme agli intellettuali, agli scrittori e ai giornalisti che contribuiscono alla costruzione di un’Europa giusta e libera”.

Una presenza rilevante, perché, continua Picierno, “la rete che abbiamo costruito nel corso dell’ultimo anno ha continuato a lavorare su molti fronti, dal contrasto alle interferenze russe nel nostro Paese alla tutela dei dissidenti e dei prigionieri politici nei Paesi europei e nel resto del mondo”.

Attesi Yulia Navalnaya, vedova del dissidente russo Aleksej Navalny, la leader dell’opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che racconterà la repressione esercitata dall’ultima dittatura d’Europa, il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura ‘La Tumba’ e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kiev.

Si parlerà poi diffusamente della crisi democratica in Georgia attraverso la vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana, premio Sacharov, attualmente detenuta e prima donna prigioniera politica nel Paese dalla caduta dell’Unione Sovietica. Spazio anche alle voci di Nona Mikhelidze, dell’Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze, responsabile delle politiche europee di Araminta, e Marika Mikiashvili, esponente del partito di opposizione georgiano Droa.

E spazio anche a Ahmad Massoud, figlio dello storico leader della resistenza antitalebana del Panjshir, insieme al suo vice Ali Nazary. Una testimonianza che Picierno considera “centrale”, perché anche se l’Afghanistan è “scomparso dalle prime pagine, il regime oscurantista e violento imposto dai talebani continua a rappresentare una minaccia per la popolazione afghana e uno dei principali centri di instabilità e radicalizzazione globale”.

Ci sarà poi Enes Kanter Freedom, ex cestista dei Boston Celtics, oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e da anni impegnato nella difesa dei diritti umani. “Enes ha scelto di aggiungere al proprio nome la parola ‘Freedom’, trasformando anche la propria identità pubblica in un atto politico”, spiega la vicepresidente dell’Europarlamento. “A Ventotene racconterà la sua storia e darà vita a una partita di basket insieme ai giovani e agli ospiti della Conferenza. Sarà un modo diverso, ma non meno significativo, per affermare che la libertà vive nella partecipazione, nell’incontro e nella condivisione”, sottolinea.

La Biennale del Dissenso

A Ventotene approderà la Biennale del Dissenso, con le opere degli artisti che a Venezia si sono opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa: Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e il collettivo Party of the Dead. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Certi Diritti e Arts Against Aggression.

La Fondazione Pietro Nenni curerà invece, in collaborazione con il Parlamento europeo, la mostra “Il Manifesto di Ventotene e l’europeismo nella lotta di Liberazione“, nell’ambito della quale verranno esposti per la prima volta sull’isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e data a Nenni da Eugenio Colorni, e un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi: una testimonianza di straordinario valore storico sulla formazione del progetto federalista europeo.

L’evento si concluderà con un concerto di Luca Barbarossa, aperto al pubblico.