Energia e Sicurezza, il 68% dei cittadini vuole che l’Ue svolga un ruolo più attivo nel difenderli

Dai dati dell'ultimo Eurobarometro emerge per la prima volta un desiderio profondo e condiviso di protezione
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Cittadini europei mani bandiera canva

Non solo burocrazia e regolamenti, per i cittadini dell’Unione europea Bruxelles è sempre più una vera e propria assicurazione sulla vita. I numeri dell’ultimo sondaggio Eurobarometro della primavera 2026 parlano chiaro: il 75% degli europei vede oggi l’Unione europea come un’oasi di stabilità in un mondo travagliato, un dato in crescita dell’8% in pochissimi mesi. Ma per mantenere questo status di “porto sicuro”, la ricetta dei cittadini è drastica e si concentra su due pilastri: difesa comune (39%) e indipendenza energetica (35%), con quest’ultima che ha scalato le classifiche delle preoccupazioni con un balzo di 6 punti percentuali dall’autunno scorso.

Lo “scudo” di Bruxelles: la sicurezza non è più un optional

Per la prima volta in modo così netto, la difesa e la sicurezza sono diventate la priorità assoluta per rafforzare la posizione dell’Ue nel mondo. Non si tratta solo di una questione militare, ma di un desiderio profondo di protezione: il 68% dei cittadini vuole che l’Unione svolga un ruolo molto più attivo nel difenderli dalle crisi globali e dai rischi per la sicurezza.

Questa richiesta di “corazza comune” è supportata da una volontà politica senza precedenti: il 73% degli intervistati è favorevole a concedere all’Unione “più mezzi” (risorse e poteri) per affrontare le sfide globali, e addirittura il 90% chiede che gli Stati membri siano più uniti nel far rispettare il diritto internazionale. Non a caso, il 40% degli europei indica oggi il contributo alla pace e alla sicurezza come il principale beneficio derivante dall’appartenenza all’Ue.

Italia “campione” dell’indipendenza energetica

Se la difesa è il tema dominante a livello continentale (con punte del 54% in Lituania e Paesi Bassi), l’Italia segue una rotta specifica e molto marcata. Il Belpaese è infatti la nazione che più di ogni altra (44%) indica l’indipendenza energetica come la priorità strategica numero uno per il futuro dell’Europa. Per gli italiani, la sovranità nazionale e continentale passa inevitabilmente per le bollette e per l’affrancamento dalle forniture estere di gas e risorse, un dato significativamente superiore alla media europea del 35%.

Interessante notare anche l’impegno civico degli italiani: il nostro Paese ha registrato il più alto incremento nell’Ue per quanto riguarda l’esposizione a informazioni sul Parlamento europeo (+13 punti percentuali), segno di un’attenzione crescente verso ciò che accade nelle stanze del potere a Bruxelles e Strasburgo. Inoltre, il 63% degli italiani si dichiara ottimista sul futuro dell’Ue, un dato superiore alla media continentale del 59%.

Ma le sensibilità all’interno dell’Ue sanno essere molto diverse. Mentre gli italiani sono concentrati sull’energia (44%) e sulla difesa (35%), la Svezia, ad esempio, è l’unica nazione dove la priorità assoluta rimane la difesa dei valori europei, come la democrazia e i diritti umani (41%). Se per l’Italia la priorità è “fare massa critica” su risorse e sicurezza, per gli svedesi il ruolo globale dell’Ue si gioca prima di tutto sul piano morale e dei diritti.

Il paradosso del benessere: tasche vuote, ma speranza

Sotto la superficie della stabilità geopolitica, però, l’ansia economica continua a mordere. Sebbene l’83% degli europei sia soddisfatto della propria qualità di vita, il futuro spaventa. L’inflazione e il carovita rimangono la preoccupazione principale per il 47% dei cittadini, un tema che ha guadagnato 6 punti percentuali dall’autunno scorso, diventando la priorità assoluta per l’agenda del Parlamento europeo.

C’è un divario emotivo profondo tra la sfera privata e quella pubblica: mentre il 76% degli europei è ottimista sul proprio futuro personale e familiare, solo il 38% nutre le stesse speranze per il futuro del mondo, che viene visto con crescente pessimismo (58%).

Un dato che lascia ben sperare è che la fiducia nelle istituzioni sembra tenere botta. La soddisfazione per il funzionamento della democrazia nell’Ue è salita al 59%, eguagliando i massimi storici. Come evidenziato nelle conclusioni del report, i cittadini chiedono un’Europa che sia “protettiva, stabilizzante e proattiva”, capace di trasformare questa fiducia in azioni concrete su difesa, energia e competitività economica prima che l’incertezza globale si trasformi in rassegnazione. Come ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, questa fiducia è “il più grande asset dell’Europa”.