Via libera ai negoziati con il Consiglio europeo sull’euro digitale. L’Europarlamento in seduta plenaria ha votato oggi per proseguire il percorso della nuova moneta con la quale il blocco europeo dovrebbe ridurre la propria dipendenza da strumenti di pagamento digitali in mano a Paesi terzi (fondamentalmente gli Stati Uniti, diventati alleati inaffidabili).
La decisione è passata con 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astensioni e con l’approvazione per alzata di mano per i fornitori di servizi di pagamento non in euro. Il processo legislativo passa così alla fase successiva.
A breve un primo round di negoziati
La Commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo aveva votato il 23 giugno la propria posizione sulla creazione dell’euro digitale e sulla fornitura di servizi in euro digitale da parte di fornitori costituiti in Stati membri la cui valuta non è l’euro, all’interno di un più ampio pacchetto sulla moneta unica. Econ si era espressa favorevolmente al progetto, con due punti importanti: mantenimento del ruolo del contante e utilizzo offline oltre che online della nuova forma di moneta elettronica emessa dalla Banca centrale europea.
L’estrema destra – Conservatori e Riformisti (Ecr) e Patrioti per l’Europa (Pfe) – ha contestato le decisioni della Commissione a tale riguardo ma il voto della Plenaria consente l’avvio dei colloqui con il Consiglio, il quale si è già espresso a favore della creazione dell’euro digitale.
Sarà il relatore spagnolo Fernando Navarrete Rojas, del Partito popolare europeo, a guidare la squadra negoziale dell’Europarlamento. Un primo round di negoziati con la Presidenza irlandese del Consiglio, in rappresentanza degli Stati membri, è previsto a breve.
Un terzo dossier, parte dello stesso pacchetto sulla moneta unica e riguardante il corso legale delle banconote e delle monete in euro, non è stato contestato: i negoziati dunque possono proseguire anche su questo.
Perché l’euro digitale è sempre più prioritario
Il progetto dell’euro digitale è in corsa da diversi anni, ma l’involuzione della situazione geopolitica e il deteriorarsi dei rapporti con Washington stanno spingendo verso un’accelerazione. L’ambizione della Bce è di riuscire ad effettuare una fase pilota di sperimentazione nel 2027 per poi procedere al lancio della moneta nel 2029. Per tagliare questo traguardo, è necessario approvare entro fine anno il quadro di riferimento normativo, senza il quale la Banca centrale non può operare.

