Chi sono gli eurodeputati più influenti dell’Ue (e dell’Italia)? La classifica

La classifica aggiornata di Mep Influence Index vede l'Italia al 3° posto per influenza totale ma al 19° per influenza media degli eurodeputati. Nel Parlamento europeo premia il tempo in carica, l'età diventa indifferente sopra i 40 anni e si registra una sostanziale parità di genere
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È Manfred Weber, presidente tedesco dei Popolari (Ppe), il legislatore più influente del Parlamento europeo, dopo anni alla guida del gruppo più potente dell’emiciclo in un contesto parlamentare ed elettorale delicato. Seguono la presidente maltese dell’Eurocamera Roberta Metsola (Ppe), al terzo mandato e abile nell’utilizzare la propria influenza istituzionale, e la capogruppo spagnola dei Socialisti (S&D) Iratxe Garcia Perez, sulla scia dell’influenza del suo gruppo e della resilienza del governo spagnolo. È quanto emerge dalla classifica aggiornata del Mep Influence Index, l’indice curato da Eu Matrix, piattaforma di ricerca socio-politica specializzata nell’analisi e nella previsione dei processi decisionali dell’Ue, che valuta il peso politico e l’efficacia dei deputati europei.

Completano i primi cinque posti dell’indice altri due esponenti di S&D: il vicepresidente romeno Victor Negrescu, che ha gestito dossier rilevanti come il bilancio dell’Ue, e René Repasi, tra i legislatori più attivi per mole di lavoro e per il suo ruolo nella delegazione tedesca. I prossimi cinque posti sono occupati dalla leader dei Liberali (Renew) Valerie Hayer, la cui influenza è legata alla tenuta della coalizione centrista e alla rete politica con il governo francese; due influenti membri del Ppe, Christian Ehler, il deputato più ricercato dai portatori di interesse e con un forte ruolo sui dossier industriali, e Markus Ferber, forte del lavoro normativo su temi economici e finanziari. La top 10 si chiude con il vicepresidente Ewa Kopacz (Ppe), Martin Hojsik (Renew) e Roberts Zile (Ecr).

La classifica italiana

Per quanto riguarda i deputati italiani, Pierfrancesco Maran (Pd/S&D), presidente della commissione Ambiente, guida la classifica nazionale con un punteggio di influenza di 48,1 e si piazza al 28 posto in termini assoluti. Al secondo posto (51° della classifica totale) figura Massimiliano Salini (Fi/Ppe), vicepresidente dei Popolari e relatore del dossier sulle emissioni automotive, con 42,9. Terzo (55°) Brando Benifei (Pd/S&D), relatore dell’AI Act, coordinatore di S&D in Commissione Commercio internazionale e a capo della delegazione Ue-Usa, con 42,7.

Completano la classifica dei legislatori italiani più influenti dell’Eurocamera il capo delegazione di Fratelli d’Italia (Ecr) Carlo Fidanza, con 42,5, l’esponente della Svp (Ppe) Herbert Dorfmann, con 39,6, la vicepresidente Pina Picierno (38,8), che è recentemente uscita dal Pd per fondare Spazio Pubblico, e il capodelegazione Pd Nicola Zingaretti (38,3). Chiudono i primi dieci Salvatore De Meo (Fi/Ppe, 35,0), il co-presidente di Ecr Nicola Procaccini (FdI, 34,7) e Camilla Laureti (Pd/S&D, 33,4).

Cosa rende un eurodeputato influente?

Guardando a tutti gli europarlamentari in carica, un fattore spicca su tutti gli altri: la permanenza in carica è l’indicatore più forte della loro influenza. Infatti i membri del Parlamento europeo che hanno servito nel mandato precedente ottengono un punteggio superiore di circa il 50% rispetto agli esordienti, come evidenzia il rapporto di Eu Matrix, che vede gli europarlamentari che hanno già servito nel mandato precedente registrare una media di 28,6 punti di influenza contro i 20,5 di quelli eletti per la prima volta nel 2024, anno delle ultime elezioni europee.

L’influenza aumenta bruscamente al di fuori della fascia degli under 40 per poi appiattirsi: una volta superati i 40 anni, l’influenza tipica di un eurodeputato è essenzialmente la stessa, indipendentemente dal fatto che abbia quarant’anni o settant’anni. E secondo il rapporto non si registra alcun divario di genere: anzi, le donne risultano leggermente più influenti con il 25,1 di media contro il 24,7 degli uomini, al netto della superiorità numerica maschile nell’emiciclo (433 contro 279).

Il Mep Influence Index assegna a ciascun eletto un punteggio da 0 a 100 in ogni area politica, basandosi su tre parametri. Il peso istituzionale, che include i ruoli di leadership e il lavoro legislativo formale in Aula, vale il 70% del totale, mentre le consultazioni dichiarate con gli stakeholder esterni incidono per il 15%. Il restante 15% è determinato dalle performance di voto, calcolate sui successi ottenuti e sulla centralità del deputato all’interno del proprio gruppo politico, come spiega Eu Matrix.