La Commissione europea ha aperto un’indagine formale nei confronti di Booking.com per verificare possibili violazioni del Digital Services Act (Dsa), il regolamento europeo sui servizi digitali. Al centro dell’inchiesta ci sono la gestione degli annunci fraudolenti, le truffe informatiche ai danni dei clienti e la trasparenza delle inserzioni pubblicitarie.
“Gli europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza temere di essere truffati“, ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, sottolineando le responsabilità previste dal Dsa.
Su cosa si concentrerà l’indagine
L’indagine, annunciata il 21 ottobre, si concentrerà su tre aspetti principali. Il primo riguarda la presenza sulla piattaforma di annunci falsi o non conformi, comprese offerte relative a strutture inesistenti e tentativi di impersonificazione. Bruxelles intende accertare se Booking.com abbia valutato adeguatamente questi rischi e adottato misure efficaci per rimuovere i contenuti fraudolenti.
Il secondo fronte riguarda le truffe di phishing che sfruttano i dati delle prenotazioni. La Commissione esaminerà le modalità con cui le informazioni degli ospiti vengono condivise con le strutture ricettive e il funzionamento del sistema di messaggistica, verificando l’esistenza di protezioni sufficienti contro richieste di pagamento fraudolente.
Infine, Bruxelles analizzerà la trasparenza degli annunci sponsorizzati. Le strutture possono ottenere maggiore visibilità nei risultati di ricerca pagando commissioni più elevate, ma gli utenti devono poter riconoscere chiaramente quando un’offerta è pubblicitaria.
L’indagine segue una valutazione preliminare che ha incluso i rapporti sui rischi presentati da Booking.com e le risposte alle richieste di informazioni inviate dalla Commissione nel settembre 2025 e nel maggio 2026.
Bruxelles potrà ora raccogliere ulteriori prove, effettuare ispezioni e adottare eventuali misure provvisorie. L’apertura del procedimento non anticipa alcuna conclusione sulla responsabilità della piattaforma.
La piattaforma: “Piena collaborazione con Ue”
Booking.com “collabora pienamente con la Commissione europea e partecipa in modo costruttivo al confronto sulle questioni sollevate nell’ambito del Regolamento sui servizi digitali. La sicurezza, la fiducia e la protezione dei dati personali sono priorità assolute per Booking.com. Confermiamo il nostro impegno a collaborare con i governi e le autorità di regolamentazione competenti, le forze dell’ordine e i partner del settore per contrastare la criminalità informatica e le frodi online e proteggere i viaggiatori e i partner”.

