Dal bilancio Ue al caldo estremo, dalla web tax ai diritti dei passeggeri: i temi all’Europarlamento

L'ultima Plenaria prima della pausa estiva al lavoro su temi scottanti. Le posizioni di Giuseppe Lupo, Leoluca Orlando e Mario Furore in videocollegamento con Spazio Europa a Roma
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Europarlamento esterno
(Canva)

Diritti dei passeggeri, caldo estremo e incendi boschivi. Pesca, automotive ma anche l’aderenza del partito Europa delle Nazioni Sovrane (Esn) ai valori europei e Gaza. L’ultima sessione plenaria del Parlamento europeo prima della pausa estiva ha molta carne al fuoco, e per parlarne sono intervenuti oggi in videocollegamento con ‘Esperienza Europa – David Sassoli’ di Roma i tre eurodeputati Giuseppe Lupo (S&D-Pd), Leoluca Orlando (Verdi-Avs) e Mario Furore (The Left-M5S).

Diritti passeggeri aerei

Si parte con il voto finale, martedì, del regolamento sulle modifiche dei diritti ai passeggeri aerei, frutto di un lunghissimo negoziato iniziato nel 2004. “Voteremo a favore perché abbiamo ottenuto non solo il mantenimento delle tutele dei consumatori ma anche un rafforzamento”, ha spiegato Lupo.

Tra le novità, l’eurodeputato ha citato l’obbligo per le compagnie aeree, in caso di cancellazione o ritardo, di inviare al passeggero una email con istruzioni chiare su come richiedere il rimborso; la gratuità dei posti per i bambini accanto ai genitori e il diritto a far stampare la carta d’imbarco cartacea alla compagnia aerea.

Diritti importanti arrivati dopo 22 anni di negoziati. A tal proposito, per Furore “questa vicenda dimostra che l’Unione Europea deve riformare i processi legislativi, perché non possiamo impiegare decenni per aggiornare norme che incidono sulla vita di milioni di persone”.

Concorde Lupo: “Bisogna che gli Stati capiscano che si difendono gli interessi nazionali solo contribuendo a rendere l’Europa più forte. Quindi bisogna respingere questa ondata di nazionalismo che penalizza in primis i propri cittadini. Questo riguarda i diritti e anche il bilancio pluriennale”.

Presidenza irlandese e Bilancio Ue

Proprio il bilancio pluriennale è stato uno dei temi più caldi trattati, nonché una delle sfide principali della presidenza irlandese del Consiglio, inaugurata il primo luglio.

Lupo ha avvisato: “Ci aspettiamo una risposta chiara sul tema del quadro finanziario pluriennale. La presidenza cipriota, da questo punto di vista, è stata molto deludente: ha proposto un taglio del 2% rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, mentre il Parlamento ha chiesto un aumento del 10% rispetto a tale proposta. Al momento, le distanze tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione sono davvero notevoli”.

Furore è stato netto: “Ulteriori tagli rispetto alla già magra proposta della Commissione non sono accettabili. Stiamo rischiando il fondo del barile. La Germania ha proposto ulteriori 400 miliardi di tagli e resterebbero a secco programmi popolari come l’Erasmus, i fondi di coesione e quelli per l’agricoltura”.

L’eurodeputato ha sottolineato che “i fondi per il riarmo sono quintuplicati rispetto alla programmazione precedente. Quindi, se si dovesse tagliare qualcosa, potremmo tagliare tranquillamente 130 miliardi di fondi destinati alla difesa. Non permetteremo che a pagare siano i cittadini”.

Ma il QFP non è l’unica questione complessa che l’Irlanda si trova di fronte, come ha precisato Orlando: “La presidenza irlandese è un’occasione per verificare lo stato dell’arte della politica estera europea, con riferimento a temi scottanti come l’aggressione russa in Ucraina, la drammatica situazione in Medioriente, oltre che le procedure di ammissione all’Unione Europea di Montenegro, Albania, Moldavia e Ucraina: sono tutti temi assolutamente delicati che si connettono anche alla strategia in materia di difesa europea”.

La politica estera europea è debole e ambigua, ha affermato ancora l’esponente verde, “condizionata da logiche aggressive, non soltanto da parte della Russia, ma anche da parte di Israele e dalla presenza forte e ingombrante degli Stati Uniti d’America, che non esitano a dar vita a aperte violazioni della legalità internazionale. Sarà interessante verificare come la presidenza irlandese possa armonizzarsi con quella che dovrebbe essere la vera finalità dell’Unione Europea: la promozione di una cultura di pace e dei diritti”.

Lupo invece ha affermato: “Ci aspettiamo un rilancio della politica di coesione che per l’Italia è assolutamente fondamentale. Penso al Fondo sociale europeo, ma anche all’agricoltura e alla pesca. Tutto questo si aggiunge ovviamente alla necessità di fronteggiare le nuove priorità, la transizione verde digitale, la competitività, la difesa comune”. “Ma per farlo servono risorse aggiuntive”, ha concluso Lupo sul tema.

Web Tax

Un’affermazione che richiama le cosiddette “risorse proprie”, in pratica tasse, e in particolare la web tax, la tassa dei servizi digitali. L’Europarlamento ad aprile ha approvato la necessità di avere 60 miliardi all’anno di entrate proprie, ha ricordato Lupo sottolineando che, “al momento, nella proposta della Commissione, la tassa dei servizi digitali non è inclusa”.

L’eurodeputato ha avvisato però che, “se dovessero venir meno altre entrate proprie ad oggi previste, sarà assolutamente una necessità compensare con la tassa sui servizi digitali”, perché “solo così si può contribuire a dotare il bilancio europeo di un’autonomia di cui ha assolutamente bisogno, al di là del contributo che versano gli Stati membri”.

Anche Furore si è detto “favorevole alla web tax: i grandi colossi del digitale devono contribuire in modo equo. La decisione spetta al Consiglio”.

Caldo e incendi

I tre eurodeputati sono poi intervenuti su uno dei temi più rilevanti del momento, concordando che non si tratta ormai più di eccezioni ma di un “disastro ordinario”, come lo ha definito Orlando: le ondate di calore e gli incendi boschivi.

Secondo Furore, è fondamentale la prevenzione, tema che verrà portato nella prossima Plenaria. “Servono sempre più investimenti nella prevenzione, nella gestione sostenibile delle foreste, nella protezione civile europea, nel rafforzamento del meccanismo di solidarietà tra gli Stati membri”.

Lupo ha concordato: “Siamo in piena emergenza, un’emergenza che conferma un forte impatto dei cambiamenti climatici”. Occorre dunque “accelerare sulla transizione verde, sulle rinnovabili, sulla decarbonizzazione, anche per quanto riguarda l’Italia”.

La prevenzione è importante in particolare per l’Italia, che “trovandosi nel bacino del Mediterraneo, sta subendo danni molto gravi” anche il settore agricolo e quello della pesca, per i quali servirà “approntare strumenti”. “Intanto ascolteremo la proposte della Commissione”.

Politica comune della pesca

Più in generale, per Lupo la politica comune della pesca “va rafforzata”. A tal proposito, Orlando ha auspicato “un percorso di maggiore chiarimento rispetto a un approccio sistemico alla pesca entro il 2040, anche con riferimento all’acquacoltura”: un tema rilevante come quello della “previsione di contributi per compensare l’aumento dei costi dei fertilizzanti” per gli agricoltori.  Anche se per l’eurodeputato si tratta di “una logica sbagliata: quand’è che si smetterà di dare con contributi che poi vengono divorati dal mercato speculativo agli agricoltori? E quand’è che si affronterà invece il tema dei costi di produzione e dei prezzi di vendita”.

Automotive

Da pesca e agricoltura ad un altro settore in difficoltà: l’automotive. Per Lupo bisogna fare il punto sulla situazione, dai prezzi dell’energia “strutturalmente troppo elevati” ai “rimedi possibili, alle catene di approvvigionamento, alla concorrenza di altri Paesi”. Così come “sulla digitalizzazione, sull’elettrificazione e sull’attuazione delle proposte della Commissione relative al piano d’azione industriale e al pacchetto del settore automobilistico”, ha continuato.

Per Furore servono risposte chiare, a partire da “una nuova politica industriale finanziata con i fondi europei, perché la competitività non arriva dalla deregolamentazione, ma dall’innovazione. A noi serve un debito comune non per la difesa, ma per programmare il nostro futuro e rilanciare il settore industriale in Europa”.

Il 28mo regime

Una delle proposte tese a rilanciare competitività e imprese è quella del cosiddetto ’28mo regime’, ovvero un nuovo quadro fiscale per imprese innovative e settore finanziario che sarà adottato martedì e giovedì, in due momenti diversi. Per i tre politici, il punto qui è il mantenimento della tutela dei diritti dei lavoratori, ed evitare che realizzare un’omogeneità dell’Unione, pur necessaria, non avvenga “ai livelli più bassi di garanzia” di chi lavora.

Per Furore “la competitività europea non la costruisce abbassando gli standard sociali o aggirando le regole nazionali, ma investendo nell’innovazione, nella ricerca, nella politica industriale”. Per questo, ha proseguito, “lavoreremo in Parlamento affinché il testo venga profondamente modificato e, se necessario, respinto”.

Euro digitale

C’è un altro tema che sta particolarmente a cuore all’eurodeputato di The Left: l’euro digitale, che potrebbe essere inserito in agenda martedì. “Lunedì Metsola annuncerà il mandato negoziale, sicuramente Patrioti ed Esn presenteranno un’obiezione e poi si voterà per confermare il mandato negoziale e l’apertura del trilogo”. Ma “per noi il regolamento sull’euro digitale, così come è uscito dalla commissione, rappresenta una grande vittoria per i cittadini e i piccoli esercenti”, perché fa dell’euro digitale “uno strumento di pagamento sicuro, istantaneo, gratuito, ma soprattutto sempre accessibile”.

Esn

Quanto a Esn, martedì gli eurodeputati decideranno se il partito, non il gruppo politico, sia o meno in linea con i valori europei. Se non lo è, la forza politica, in cui è il 26 giugno è entrato Vannacci, potrebbe non ricevere più finanziamenti europei. Per Orlando “lo scioglimento è un atto dovuto, perché un partito non può essere ammesso a contributi quando agisce in violazione dei diritti dell’Unione Europea”.

Gaza

Infine, la situazione a Gaza. Per la ricostruzione, ha spiegato Lupo, “è previsto uno stanziamento nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 28-34”. Secondo l’eurodeputato, “bisognerà destinare risorse adeguate”, come “anche alle altre emergenze a livello mondiale. Penso all’Ucraina, ma non solo”.

Orlando ha sottolineato che “Gaza si ricostruisce in primo luogo riconoscendo lo Stato di Palestina, applicando sanzioni a Israele, condannando Israele al pagamento dei danni che ha causato, umani ed economici”.

Concorde Furore, il cui gruppo chiederà “che i membri del governo Netanyahu rispondano a delle accuse di genocidio che pendono presso la Corte Penale Internazionale”. L’eurodeputato è inoltre sulla stessa posizione di Orlando, il quale ha ricordato che “non è consentito da parecchio tempo votare sulla situazione in Medio Oriente per l’opposizione del Partito Popolare Europeo insieme con l’estrema destra”, definendo tale fatto “molto grave e politicamente censurabile”.