Trump vuole gli asset russi congelati in Europa, Merz replica: “Decidiamo noi”

Washington propone di trasferire parte dei fondi russi a un veicolo finanziario sotto supervisione americana per rilanciare i negoziati con Mosca. L'Unione europea si oppone
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Il cancelliere tedesco Friedrich Merz
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Afp)

Gli Stati Uniti hanno chiesto ai Paesi europei di scongelare una parte degli asset sovrani russi bloccati dopo l’invasione dell’Ucraina e trasferirli a un fondo sotto la supervisione di Washington, con l’obiettivo di rilanciare i negoziati di pace tra Mosca e Kiev. La proposta, rivelata ieri dal Financial Times citando fonti informate sui colloqui, è stata respinta dai rappresentanti europei. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ribadito chiaramente che i beni russi congelati in Europa devono rimanere sotto controllo europeo.

Cosa chiedono gli Usa e a cosa mirano

Secondo il Financial Times, il piano sarebbe stato presentato dall’inviato speciale americano Steve Witkoff e da Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, durante una serie di incontri a Miami con rappresentanti di Ucraina, Unione europea, Nato e alcuni dei principali Paesi europei.

L’amministrazione Trump punta a utilizzare una parte dei capitali russi immobilizzati come leva diplomatica ed economica per favorire un accordo di pace con la Russia. La proposta non prevede quindi semplicemente di restituire il denaro a Mosca, ma di modificarne la destinazione e la gestione, attribuendo a Washington un ruolo diretto nel controllo delle risorse. A scapito degli europei.

E non è la prima volta che Washington ci prova. Già nel novembre 2025, il piano di pace in 28 punti dell’amministrazione Trump prevedeva di destinare 100 miliardi di dollari di fondi russi alla ricostruzione dell’Ucraina attraverso investimenti guidati dagli Stati Uniti, che avrebbero incassato il 50% dei profitti. Il resto delle risorse sarebbe confluito in un fondo d’investimento congiunto russo-americano, destinato a finanziare progetti economici comuni. La proposta non fu adottata, anche per le resistenze europee.

La risposta europea e le parole di Merz

I rappresentanti europei presenti ai colloqui avrebbero respinto la proposta americana. La posizione è stata ribadita dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, intervenuto oggi 15 ottobre a margine del vertice europeo a Bruxelles.

“Sono beni congelati in Europa e dovrebbero rimanere congelati in Europa. È affar nostro e decideremo noi”, ha dichiarato Merz, secondo quanto riportato dall’emittente tedesca N-tv.

Il cancelliere ha così rivendicato la competenza europea sulla gestione delle risorse, escludendo che il loro destino possa essere deciso unilateralmente da Washington.

Merz oggi è tornato sulla questione del sostegno a Kiev: considerando “l’ondata di attacchi sempre più spietati da parte della Russia (…), dovremo aumentare nuovamente i finanziamenti per fornire all’Ucraina un’assistenza davvero duratura”.

La posta in gioco: oltre 200 miliardi di euro

Nell’Unione europea sono immobilizzati circa 210 miliardi di euro di attività della Banca centrale russa, in gran parte custoditi presso la società Euroclear, società finanziaria belga che custodisce titoli e attività finanziarie. I beni sono stati bloccati in seguito all’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022 e da tempo tra i Ventisette è in corso un infuocato dibattito se utilizzare i proventi straordinari generati da queste attività per finanziare il sostegno a Kiev, con la premessa che il capitale non viene confiscato.

Finora questo dibattito non è arrivato a un accordo, soprattutto per la persistente contrarietà del governo belga, che teme di trovarsi a dover fronteggiare le rappresaglie di Mosca. Ma non è stato abbandonato, e nel dicembre 2025 il Consiglio ha deciso di vietare temporaneamente il trasferimento in Russia delle attività immobilizzate della sua Banca centrale, in modo da mantenerle nell’Unione.

La richiesta statunitense rischia di aprire un nuovo fronte di contrasto fra i due alleati, in questo caso su chi debba controllare gli asset, a quali condizioni possano essere sbloccati e quale ruolo debbano avere nel negoziato con Mosca.

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