Elezioni Svezia, centrosinistra in vantaggio di soli 3 seggi. E l’estrema destra perde (parecchi) voti

Il risultato finale resta appeso a pochi voti, mentre per la prima volta dal 2010 i Democratici Svedesi perdono consensi - e 11 seggi. I risultati definitivi sono attesi il 17 settembre
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Spoglio dei voti in Svezia
Spoglio dei voti in Svezia (Ipa)

Tre soli seggi. Questo in Svezia il risicato vantaggio del blocco guidato dalla socialdemocratica Magdalena Andersson rispetto alla coalizione di destra del premier uscente Ulf Kristersson: 176 a 173. Il vantaggio consente, per ora, di superare la maggioranza assoluta che è a 175 seggi. Per ora perché la partita non è ancora chiusa. Il voto si è tenuto domenica 13 settembre ma i risultati definitivi si sapranno solo giovedì 17, secondo quanto ha fatto sapere oggi l’Autorità elettorale. Il rallentamento è dovuto, ha spiegato l’Autorità, “all’elevato numero di voti anticipati giunti in ritardo, unito all’aumento dei voti provenienti dall’estero”. Ma intanto c’è un dato importante: il netto calo dell’estrema destra.

L’estrema destra perde voti per la prima volta dal 2010

I Democratici Svedesi infatti hanno perso 11 seggi, scendendo nelle preferenze per la prima volta da quando sono entrati in Parlamento nel 2010. Secondo gli analisti e gli stessi leader del movimento, il calo è dovuto in parte al sostegno esterno al governo uscente: negli ultimi quattro anni i Ds hanno avuto molta influenza sul governo Kristersson, soprattutto sull’immigrazione. Molte delle loro proposte sono quindi diventate politiche governative, con un forte irrigidimento delle norme e un crollo delle richieste d’asilo, cosa che ha ridotto in parte la loro capacità di presentarsi come forza “anti-sistema” distinta dagli altri partiti di destra.

C’è inoltre una certa diffidenza per le radici neonaziste e suprematiste del movimento, come ha sottolineato il parlamentare Richard Jomshof, membro del movimento: “C’è un gruppo di elettori che potrebbe apprezzare molte delle nostre politiche, ma che a livello emotivo fatica ad accettarci“.

La situazione attuale

Al momento il risultato elettorale consegna la vittoria al partito socialdemocratico (28,4%), che comunque scende rispetto al 30,3% di quattro anni fa, ovvero almeno due seggi in meno. Il Partito Moderato del premier uscente Ulf Kristersson si piazza secondo (19,9%), salendo di quasi un punto percentuale dal 2022. Terzi i Democratici Svedesi, con il 17,6% e il -3%.

Guadagnano consensi i Verdi (7,4%, in crescita dal precedente 2,3%), il partito de la Sinistra (8% e +1,2% dal 2022), e i liberali del Partito di centro (7,5%, crescita dello 0,8%).

Paese spaccato

La Svezia è dunque spaccata in due, con i due blocchi sono separati da poco più di 32mila voti, afferma l’Autorità elettorale, e poche schede possono ancora incidere sull’assegnazione dei seggi. La campagna si è concentrata su temi sui quali le differenze tra i partiti restano marcate: economia, scuola, clima, criminalità, integrazione e sanità sono state le questioni scelte anche per il confronto finale della televisione pubblica SVT.

Criminalità e immigrazione hanno assunto negli ultimi anni un peso particolare: i Democratici Svedesi hanno spinto il precedente governo verso politiche più restrittive e la loro influenza ha contribuito a spostare l’intero dibattito politico su questi temi, tanto che anche i Socialdemocratici hanno adottato posizioni sull’immigrazione più severe rispetto al passato. Secondo gli analisti, è improbabile in ogni caso che si possa tornare a politiche più aperte.

Quello che è certo è che, come ormai è diventato un ‘classico’ in Europa, e come sottolineato alla tv svedese dal presidente del Parlamento Andreas Norlen, “la formazione di un governo potrebbe rivelarsi un processo molto complicato“.

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