Dopo mesi di attesa Anthropic apre il potente modello AI Mythos 5 all’Ue (ma non Mythos 5.1)

L'Enisa può finalmente testare il modello avanzato, ma non ottiene l'upgrade. Un nuovo rapporto dell'azienda di Dario Amodei mostra come Claude venga sfruttato per cyberattacchi, costruzione di armi e propaganda di massa
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Intelligenza artificiale
Intelligenza artificiale (Canva)

Anthropic ha (finalmente) aperto all’Unione europea l’accesso a Claude Mythos 5, uno dei suoi modelli di intelligenza artificiale più avanzati e presentato come da ‘maneggiare con cura’ per i rischi in tema di cybersecurity. Proprio questa cautela aveva spinto l’azienda di Dario Amodei a rilasciarlo solo ad alcune organizzazioni, aziende ed entità, inserite nel Project Glasswing. Tra queste, non c’erano le istituzioni di Bruxelles. Ora, dopo mesi, a riceverlo non è formalmente la Commissione, ma Enisa, l’Agenzia dell’Ue per la cybersicurezza, che ha già iniziato a testarne capacità e rischi. La conferma è arrivata da Palazzo Berlaymont, che allo stesso tempo ha reso noto che di aver ottenuto l’accesso anche all’ultimo modello di OpenAI, GPT-6-Astra (in questo caso dopo una settimana).

Enisa potrà analizzare quanto il modello sia efficace nell’individuare vulnerabilità, quali capacità offensive possa sviluppare e quali siano i rischi derivanti da un suo eventuale utilizzo improprio. Ma Bruxelles arriva in ritardo rispetto all’evoluzione della tecnologia. Il 1° settembre Anthropic ha infatti già presentato Mythos 5.1, con ulteriori progressi nei campi della cybersecurity e della biologia. Quando alla Commissione è stato chiesto se l’Ue abbia richiesto anche l’accesso all’ultima versione, il portavoce Thomas Regnier ha risposto che al momento non c’è nulla da annunciare. In altre parole, Enisa ha ottenuto Mythos 5 mentre il modello di frontiera di Anthropic è già passato al successivo upgrade, di nuovo limitato a un ristretto gruppo di organizzazioni governative e di ricerca statunitensi.

Il precedente dello stop americano

Il ritardo europeo si inserisce inoltre in una vicenda più ampia che mostra quanto l’accesso ai modelli più avanzati sia ormai diventato una questione geopolitica. Lo scorso 12 giugno il governo degli Stati Uniti aveva imposto ad Anthropic di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per tutti i cittadini stranieri, anche residenti negli Usa, invocando ragioni di sicurezza nazionale. Anthropic aveva quindi disattivato temporaneamente i modelli per rispettare l’ordine.

Le restrizioni erano state revocate alla fine di giugno, dopo che Anthropic aveva lavorato con l’amministrazione guidata da Donald Trump sull’introduzione di ulteriori salvaguardie. Il caso ha però mostrato in modo molto netto come i modelli di frontiera possano essere trattati alla stregua di tecnologie strategiche sottoposte a controllo delle esportazioni.

Per l’Unione europea l’accesso appena ottenuto rappresenta quindi contemporaneamente un risultato e un limite: Bruxelles entra finalmente nel ristretto gruppo di soggetti in grado di esaminare direttamente Mythos, ma continua a dipendere dalle decisioni di una società americana e, indirettamente, dalle scelte di politica tecnologica di Washington. E rimane comunque indietro, non potendo valutare i progressi del modello.

Anthropic avverte: Claude viene già usato per cyberattacchi, armi e propaganda

Il tema dell’accesso a Mythos assume un peso ancora maggiore alla luce del nuovo rapporto di threat intelligence pubblicato da Anthropic. Tra dicembre 2025 e agosto 2026 la società afferma di aver individuato e bloccato numerose operazioni nelle quali soggetti malevoli hanno tentato di utilizzare Claude aggirando restrizioni tecniche, geografiche e di sicurezza. I casi riguardano cyberattacchi, sorveglianza, frodi, ricerca biologica pericolosa, sviluppo di armi convenzionali e operazioni di influenza.

Sul fronte militare, Anthropic descrive gruppi che hanno utilizzato Claude per sviluppare software destinato a razzi guidati, missili, sistemi anti-siluro, guerra elettronica e droni autonomi.

Anche la propaganda è diventata più industrializzata. Anthropic ha individuato reti che utilizzavano Claude per costruire centinaia o migliaia di profili falsi, siti di informazione, campagne elettorali manipolative e sistemi automatizzati di amplificazione. In un caso una piattaforma gestiva oltre mille account falsi su X e consentiva di impostare fino a un milione di visualizzazioni artificiali su un contenuto.

Va precisato che gli episodi valutati nel rapporto non riguardano, salvo un caso di distillazione illecita, i modelli Mythos, ma soprattutto Claude Haiku, Sonnet e Opus. Anche per questo l’accesso di Enisa a Mythos è fondamentale: se già i modelli meno sensibili vengono utilizzati per attività offensive, è essenziale poter valutare direttamente cosa diventa possibile quando le capacità in cybersecurity e ricerca scientifica aumentano ulteriormente.

L’inviato AI di von der Leyen finisce sotto indagine

Tutto questo avviene mentre l’Ombudsman europeo apre (l’8 settembre) un’indagine sul modo in cui la Commissione ha gestito le contestazioni relative alla nomina di Jim Hagemann Snabe a inviato speciale per l’intelligenza artificiale industriale. Snabe, presidente del consiglio di sorveglianza di Siemens ed ex co-ceo di Sap, è stato scelto a giugno per consigliare direttamente Ursula von der Leyen e la vicepresidente Henna Virkkunen sulla strategia europea per l’Ai industriale.

Il Mediatore non ha stabilito che esista un conflitto di interessi né sta giudicando nel merito la legittimità della nomina: l’indagine riguarda la risposta della Commissione a una denuncia presentata dopo che Corporate Europe Observatory, Transparency International EU, LobbyControl e The Good Lobby avevano sollevato dubbi sui rapporti professionali e finanziari di Snabe con società coinvolte nell’Ai, nelle infrastrutture digitali e nei data center. La Commissione ha sostenuto di avere effettuato le verifiche necessarie e di avere introdotto misure specifiche contro eventuali conflitti.

Le organizzazioni che hanno contestato la scelta ritengono però che l’indipendenza dell’inviato possa essere compromessa proprio perché il suo mandato riguarda settori come AI industriale, data center, infrastrutture, cloud e tecnologie foundational, nei quali operano direttamente aziende con cui Snabe mantiene o ha mantenuto legami professionali.

Il Mediatore europeo ha chiesto alla Commissione di fornire una risposta dettagliata entro il 29 settembre.