Elezioni in Brasile, l’Ue applaude Lula: le sfide geopolitiche tra accordo Mercosur e neutralità sui Brics

Le massime cariche europee, da Ursula von der Leyen ad António Costa, festeggiano la conferma di Lula alla guida del Brasile
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Il presidente brasiliano Lula e il presidente del Consiglio Ue Antonio Costa (Ipa/Ftg)

“Congratulazioni al mio amico Lula per la sua vittoria elettorale. La democrazia e il multilateralismo hanno vinto in Brasile”, così Ursula von der Leyen ha accolto il trionfo elettorale di Luiz Inácio Lula da Silva, confermato alla guida del Brasile dopo una storica rimonta su Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair. La presidente della Commissione Ue ha poi aggiunto che la partnership tra Europa e il Paese sudamericano è fiorente e che l’Unione continuerà a restare al fianco di Brasilia negli anni a venire. “Insieme – ha detto Vdl – continueremo a lavorare a stretto contatto a favore di un commercio libero e aperto. Un ordine globale basato su norme, e ambizioni ferme in materia climatica”.

Il presidente del Consiglio europeo, António Costa, ha detto che “il popolo brasiliano ha parlato”, e ha spiegato che ha già avuto una conversazione telefonica con Lula per esprimergli personalmente le sue congratulazioni. “L’Unione Europea e il Brasile sono partner solidi”, ha dichiarato Costa sui social, dichiarando che il blocco e il Brasile “continueranno a lavorare insieme” per “approfondire” legami, “affrontare le sfide globali” e “costruire un mondo più pacifico e prospero”.

I dati del voto in Brasile e la contestazione di Flavio Bolsonaro

Dopo la sconfitta al primo turno, Lula ha ottenuto il 51,79% dei voti validi, contro il 48,21% dello sfidante. Il figlio di Jair ha annunciato che chiederà l’annullamento del voto, giudicato falsato dalla decisione del giudice della Corte Suprema, Cristiano Zanin, di rinviare di due ore la chiusura dei seggi: “È impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l’annullamento del voto”, ha dichiarato Flavio Bolsonaro. La proroga, arrivata quando alcune sezioni avevano già chiuso i battenti, era stata chiesta da entrambi i candidati per garantire il diritto al voto degli elettori ostacolati dal maltempo e da gravi problemi nei trasporti pubblici.

La vittoria di Lula, eletto alla guida del Paese per la quarta volta, manda un messaggio forte anche a Donald Trump in vista delle elezioni di Midterm, che si terranno martedì 3 novembre. Il suo (inatteso) trionfo elettorale ferma l’avanzata della destra trumpiana in America Latina, che pareva inarrestabile dopo i trionfi dei partiti pro-Trump in Colombia, Cile, Honduras, Costa Rica, Bolivia, Ecuador, Perù, anticipata da quella di Javier Milei in Argentina nel 2023. I sostenitori di Lula affermano di aver vinto anche contro Meta, accusata di aver interferito sulla campagna elettorale, tentando invano di frenare la diffusione dei contenuti social di Lula.

A poche ore e molti chilometri di distanza, la destra veniva battuta anche in Serbia dove il conservatore Aleksandar Vučić, leader del sedicente partito progressista Serbia Unita, ha dovuto ammettere il trionfo del Partito degli Studenti. Anche in questo caso, l’apporto delle nuove generazioni sembra determinante: “Ringrazio la generosità dei giovani brasiliani che si sono battuti a difesa della democrazia”, ha detto a caldo Lula in una San Paolo in festa. 

Dietro la vittoria del leader del progressismo mondiale c’è anche il boom della partecipazione: mai un candidato ha conquistato tanti voti (oltre 64 milioni) e invertito l’esito del primo turno. Un segnale forte, confermato anche dal calo dell’astensione, crollata di due punti.

Le conseguenze geopolitiche per l’Europa: i tre fronti aperti con Brasilia

Per capire l’effetto della conferma di Lula, bisogna guardare a cosa è cambiato dal 2023, quando il leader progressista ha interrotto la presidenza del padre di Flavio Bolsonaro, Jair, avviando (e in parte riprendendo) le relazioni bilaterali con l’Unione Europea, invertendo il trend di isolamento e forti tensioni che aveva caratterizzato l’amministrazione Bolsonaro.

L’impatto e le conseguenze geopolitiche ed economiche per l’Ue si articolano su tre fronti principali:

Negoziati commerciali per il trattato Ue-Mercosur

  • Sblocco del negoziato: la vittoria di Lula ha riaperto i canali diplomatici per il completamento dell’accordo di libero scambio tra l’Ue e il blocco Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay). L’accordo era rimasto congelato a causa delle forti resistenze europee (in particolare di Francia e Austria) legate alle politiche ambientali della precedente gestione brasiliana;
  • Negoziati sulle tutele: nonostante la riapertura dei dialoghi, l’Ue ha richiesto ulteriori garanzie vincolanti in materia di deforestazione e rispetto degli Accordi di Parigi. Lula, pur dicendosi aperto al commercio, ha contestato l’approccio sanzionatorio europeo su questi temi, prolungando il braccio di ferro negoziale per tutelare la sovranità industriale e agricola brasiliana.

La svolta ambientale sull’Amazzonia e le critiche di Lula a Bruxelles

  • Tutela dell’Amazzonia: la promessa di Lula di raggiungere la “deforestazione zero” entro il 2030 è in linea diretta con il Green Deal europeo. Questo ha permesso la riattivazione del Fondo Amazzonia, a cui diversi Paesi europei (tra cui Germania e Norvegia) contribuiscono finanziariamente per sostenere progetti di conservazione;
  • Allineamento multilaterale: il Brasile è tornato a essere un partner strategico per l’Ue nei forum globali sul clima (come le Cop sul clima e sulla biodiversità), offrendo a Bruxelles una sponda fondamentale per le sue politiche di transizione ecologica. Sul tema, quando Bruxelles ha proposto modifiche vincolanti per sanzionare i Paesi inadempienti sul clima, Lula ha reagito duramente a difesa dell’autonomia sudamericana: “La lettera aggiuntiva che l’Ue ha inviato al Mercosur è inaccettabile perché punisce qualsiasi Paese che non rispetti l’Accordo di Parigi. Nemmeno loro lo hanno rispettato. L’Ue deve essere più sensibile e umile”, ha dichiarato in quella occasione il vecchio-nuovo presidente brasiliano.

Il posizionamento sui Brics e la neutralità sulla guerra in Ucraina

  • Divergenze sulla guerra in Ucraina: sebbene i rapporti generali siano migliorati, permane una distanza significativa sulla gestione della geopolitica globale. Lula mantiene la tradizionale linea di neutralità del Brasile e dei Brics: ha espresso riserve sulla strategia occidentale di invio di armi all’Ucraina e sulle sanzioni alla Russia, proponendo invece un “club della pace” mediato da Paesi non allineati;
  • Materie prime e transizione energetica: per l’Ue, il Brasile di Lula rappresenta un partner cruciale per diversificare le catene di approvvigionamento ed evitare la dipendenza esclusiva dalla Cina. Il Paese sudamericano è un fornitore chiave di idrogeno verde, biocarburanti e minerali critici necessari per l’industria tecnologica ed energetica europea.

La sinistra europea e le libertà fondamentali

Il 22 giugno 2023, commentando la crescita dei partiti conservatori e nazionalisti in Europa, Lula esortò i partiti progressisti europei a cambiare approccio: “La sinistra europea deve creare una nuova utopia. L’estrema destra sta crescendo con discorsi forti su famiglia e tradizioni, noi dobbiamo cambiare. Dobbiamo far circolare gli esseri umani liberamente come accade per il denaro, bisogna difendere i migranti. L’essere umano è per natura nomade perché cerca di migliorare la propria vita”. Il presidente brasiliano pronunciò queste parole a Roma, rispondendo alla domanda di un giornalista durante la conferenza stampa conclusiva della sua visita ufficiale in Italia, dopo aver incontrato le massime cariche dello Stato e Papa Francesco.