Il Parlamento europeo vuole mettere 47,39 miliardi di euro sul tavolo per Erasmus+ nel periodo 2028-2034, oltre 6,5 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione. Ma la partita non riguarda soltanto il numero di studenti che potranno partire: gli eurodeputati chiedono borse di studio più aderenti al costo della vita, contributi maggiori per chi affronta spostamenti costosi e nuove opportunità per chi finora è rimasto ai margini del programma. L’obiettivo è evitare che un’esperienza formativa all’estero continui a dipendere anche dalle possibilità economiche della famiglia.
Il 22 ottobre l’Eurocamera ha approvato la propria posizione negoziale con 454 voti favorevoli, 34 contrari e 93 astensioni. La richiesta è di aumentare del 16% il bilancio proposto dall’esecutivo europeo, fermo a 40,8 miliardi di euro, e di modificare alcune regole del programma che dal 2028 finanzierà scambi universitari, formazione professionale, attività giovanili, volontariato e sport.
Il voto non rende ancora disponibili le nuove risorse. Parlamento e Stati membri dovranno trovare un accordo sul regolamento Erasmus+ e sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione.
Borse Erasmus più alte dove vivere costa di più
Una borsa Erasmus può avere un valore molto diverso a seconda della destinazione. Studiare per alcuni mesi in una città con affitti elevati comporta spese difficilmente paragonabili a quelle di un centro universitario meno costoso. E quando il contributo europeo non basta, la differenza deve essere coperta dallo studente o dalla sua famiglia.
È su questo squilibrio che il Parlamento vuole intervenire. La proposta prevede di adeguare le sovvenzioni alle differenze nel costo della vita, negli affitti, nell’inflazione e nel potere d’acquisto tra Paesi, regioni e città. Gli eurodeputati chiedono inoltre importi maggiori per chi parte da località remote o deve raggiungerle, affrontando spese di viaggio superiori.
Non sono stati ancora stabiliti i nuovi importi. La posizione parlamentare indica i criteri da seguire, mentre la definizione concreta delle sovvenzioni dipenderà dal regolamento definitivo e dalle successive disposizioni attuative.
Il testo introduce anche un obiettivo quantitativo: almeno il 20% dei partecipanti alla mobilità dovrebbe provenire da contesti con minori opportunità. Il riferimento comprende ostacoli economici, sociali e geografici che possono rendere più difficile l’accesso alle esperienze internazionali.
Il Parlamento aveva già affrontato il tema durante l’esame del programma in commissione Cultura e istruzione, da cui era emersa la proposta di borse Erasmus più vicine al costo reale della vita e il ritorno del Regno Unito nel programma. Il voto dell’Aula trasforma ora quelle richieste nella posizione dell’intera Eurocamera per i negoziati con il Consiglio.
Più fondi per Erasmus+
I 47,39 miliardi richiesti dal Parlamento rappresentano circa 6,56 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione, equivalenti a quasi 940 milioni aggiuntivi all’anno. Le cifre sono espresse a prezzi correnti, quindi comprendono anche l’inflazione prevista nel prossimo settennio.
Il programma attuale dispone di risorse sensibilmente inferiori. La Commissione aveva già proposto un aumento consistente per il 2028-2034, ma l’Eurocamera ritiene necessario andare oltre, anche perché il futuro Erasmus+ dovrebbe finanziare una platea più ampia di attività.
Gli eurodeputati chiedono di destinare il 74,6% delle risorse all’istruzione e alla formazione, il 15% alle attività giovanili e al volontariato e il 4,1% allo sport. Sul bilancio richiesto dal Parlamento significherebbe assegnare rispettivamente circa 35,4 miliardi, 7,1 miliardi e 1,9 miliardi di euro. La parte restante riguarderebbe altre voci previste dalla struttura del programma.
La ripartizione è un punto di confronto con la Commissione, che aveva proposto maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse, senza fissare percentuali indicative tra i diversi settori. Il Parlamento preferisce invece individuare quote finanziarie riconoscibili, per proteggere le attività dalla possibilità di redistribuzioni durante il settennio.
L’ampliamento del programma punta a coinvolgere più persone al di fuori dei tradizionali percorsi universitari. Tra i destinatari figurano studenti, docenti e formatori dell’istruzione e formazione professionale, oltre agli atleti dello sport di base. Per questi ultimi, la mobilità potrebbe diventare un’opportunità di apprendimento e confronto internazionale anche lontano dalle competizioni professionistiche.
Un’altra novità riguarda l’integrazione del Corpo europeo di solidarietà e del Corpo volontario europeo di aiuto umanitario all’interno di Erasmus+. L’obiettivo è riunire in uno stesso programma esperienze educative e attività di volontariato, mantenendo però visibili e accessibili le opportunità di solidarietà.
Gli eurodeputati chiedono inoltre nuove borse di studio nei settori considerati strategici per l’Unione e un maggiore coordinamento con altri fondi europei, tra cui Horizon Europe, il futuro Fondo europeo per la competitività e Global Europe. La mobilità internazionale viene così collegata anche alla formazione delle competenze necessarie alla ricerca e all’economia europea.
I negoziati sul bilancio Ue
La richiesta di Strasburgo arriva mentre il confronto sul Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 è ancora aperto. Erasmus+ dovrà trovare spazio in un bilancio europeo sottoposto a pressioni crescenti: difesa, competitività, sicurezza e politiche tradizionali dell’Unione competono per risorse che gli Stati membri non sono tutti disposti ad aumentare.
Le difficoltà sono emerse anche nell’ultimo Consiglio europeo, concluso senza un’intesa sul nuovo quadro finanziario. Le divisioni tra i governi sul bilancio Ue 2028-2034 rendono incerta la possibilità di chiudere il negoziato entro la fine del 2026.
In questo contesto, la differenza tra i 40,8 miliardi della Commissione e i 47,39 chiesti dal Parlamento non è ancora una decisione di spesa, ma una delle questioni da risolvere nel confronto istituzionale.
La posizione dell’Eurocamera contiene anche un’apertura verso i Paesi esterni all’Unione. Gli eurodeputati vogliono facilitare l’accesso degli Stati candidati all’adesione, senza obbligarli a completare l’intera procedura di associazione al programma, e rafforzare gli scambi con Regno Unito e Svizzera.
Il dossier britannico è particolarmente rilevante: Londra e Bruxelles hanno già raggiunto un’intesa per la partecipazione del Regno Unito a Erasmus+ dal 2027, dopo l’uscita dal programma conseguente alla Brexit. Il ciclo successivo potrebbe consolidare questa cooperazione e ampliare le possibilità di mobilità tra le due sponde della Manica.
Per chi sta programmando un’esperienza Erasmus nei prossimi mesi, invece, il voto del 22 ottobre non cambia gli importi delle borse attualmente disponibili. Fino al 2027 continueranno ad applicarsi le regole della programmazione in corso. Le nuove condizioni potranno entrare in vigore con Erasmus+ 2028-2034, una volta conclusi i negoziati e approvato il relativo regolamento.

