Almeno sei marinai della portaerei Lincoln hanno tentato di buttarsi in mare per le gravi condizioni di stress che subiscono da mesi, senza alcuna prospettiva sulla fine della guerra in Iran. A bordo della nave si registrano problemi di salute mentale e di igiene, ma anche carenze di cibo fresco e di acqua.
Molti bagni della Uss Abraham Lincoln sarebbero non funzionanti e alcune docce avrebbero la muffa, mentre il dispiegamento prolungato senza scali ha reso critiche le condizioni dell’equipaggio.
Alcune mogli di militari presenti sulla nave hanno detto che i loro partner hanno pensato di farla finita, lanciandosi dalla portaerei. Le denunce dei familiari contraddicono la narrazione gloriosa della guerra in Iran, portata avanti dal presidente Donald Trump e dal Pentagono.
Cosa sta succedendo sulla Uss Abraham Lincoln
Secondo quanto riportato da Stars and Stripes , giovedì scorso a San Diego, durante una riunione con i vertici della Marina americana, i familiari hanno espresso forte preoccupazione per le sorti dei loro cari, impiegati sulla portaerei da ormai nove mesi. La moglie di un militare ha raccontato che quel giorno il marito le aveva mandato un messaggio dicendo: “Spero di non svegliarmi domani“.
Altri membri dell’equipaggio hanno detto ai loro congiunti che di recente alcuni marinai hanno cercato di lanciarsi fuoribordo e sono stati bloccati all’ultimo dai commilitoni. Come riporta la Cnn, il 17 luglio scorso un marinaio è riuscito a buttarsi in mare, ma è stato rapidamente recuperato e riportato sulla portaerei, dove è stato sottoposto a controlli. Anche gli atti di autolesionismo non sono rari, riferiscono.
Docce con muffa, bagni rotti e carenze: le denunce dei familiari
Molti partner hanno denunciato la situazione della portaerei Lincoln, che conta un equipaggio di circa cinquemila membri, alla rivista Military Times. Una donna, Annabelle Loma ha raccontato che il mediatore incaricato di assistere le famiglie le aveva riferito di un tentativo del marito di gettarsi in acqua prima di finire sotto osservazione medica e in congedo medico. Da allora, la donna è riuscita a parargli poche volte spiegando che il marito “Ha paura” di essere congedato con disonore dopo tredici anni di onorata carriera “solo perché era completamente esausto“.
I racconti emersi nell’incontro con i vertici della Navy
Durante l’incontro di giovedì scorso, Hung Cao, segretario alla Marina degli Stati Uniti pro tempore e, poi, i viceammiragli Douglas Verissimo e Joseph Cahill (intervenuti in videochiamata) hanno provato a tranquillizzare i familiari dei marinai. Gli uomini e le donne dell’equipaggio della nave, hanno assicurato, possono contare su medici e personale specializzato che si occupa della loro salute mentale. Secondo le fonti americane di settore, gli ufficiali avrebbero aggiunto che la Marina sta preparando un’altra portaerei, la Theodore Roosevelt, per sostituire la Lincoln.
I familiari hanno contestato duramente i comandanti per non aver fornito adeguatamente alle esigenze dell’equipaggio.
Cibo, acqua, igiene e turni di lavoro: cosa contestano i parlamentari democratici
Il caso della portaerei Lincoln getta ulteriori ombre sul successo dell’operazione Epic Fury, lanciata da Usa e Israele il 28 febbraio e che, secondo le dichiarazioni di Donald Trump, sarebbe durata quattro settimane.
Il gap tra la narrazione dei vertici Usa e la realtà denunciata dall’equipaggio sposta la vicenda dal campo militare a quello politico.
Il primo a muoversi è stato il senatore democratico Richard Blumenthal, che ha scritto una lettera al capo del Pentagono, Pete Hegseth, affinché la Marina renda conto della situazione a bordo. Blumenthal ha ricordato che la portaerei è schierata da più di 250 giorni e non attracca da oltre 200, raggiungendo il record di giorni consecutivi in mare.
Mike Levin, membro democratico del Congresso per la California, ha descritto su X la situazione dell’equipaggio, parlando di “docce ammuffite, servizi igienici rotti, lavanderia non disponibile da settimane, lunghi periodi senza acqua calda, un pasto ridotto a mezza tazza di riso e due tortillas. Niente sapone, deodorante o dentifricio”.
Jason Crow, membro democratico del Congresso del Colorado ed ex ranger dell’esercito con esperienza in Afghanistan e Iraq, ha avvertito che la pressione sui militari e sulle loro famiglie a bordo della portaerei Lincoln “aumenta di settimana in settimana”.
Sempre su X, il senatore Ruben Gallego ha sollecitato “una visita ufficiale di controllo condotta dalla delegazione bipartisan del Senato a bordo della Uss Lincoln per indagare sulle condizioni allarmanti segnalate”. Gallego ha elencato le stesse problematiche dei suoi colleghi, aggiungendo il riferimento a “turni estenuanti di 12-16 ore al giorno senza giorni di riposo”. “Il modo in cui Trump tratta i nostri militari mentre conduce questa guerra illegale non è solo rivoltante, è pericoloso”, ha chiosato il senatore dem dell’Arizona.
Così la missione nel Golfo è diventata un caso politico
La Uss Lincoln, nave della classe Nimitz, è partita da San Diego il 21 novembre 2025 per una missione nel Mar Cinese meridionale. Da lì è stata dirottata verso il Medio Oriente in vista dell’attacco contro l’Iran, lanciato da Usa e Israele il 28 febbraio scorso. La portaerei avrebbe dovuto terminare la missione a maggio e comunque non oltre i sette mesi complessivi (fine giugno 2026). Tuttavia, la missione si è allungato fino a diventare la più lunga permanenza di una portaerei statunitense nell’era moderna, a riprova delle difficoltà incontrate dagli Usa nella guerra in Iran.
Durante tutti questi mesi, la nave ha fatto solo due brevi soste in porto: a Guam (a dicembre) e in Oman (a luglio). Anche in quelle occasioni solo una parte dell’equipaggio ha potuto lasciare la portaerei e scendere a terra.

