Von der Leyen dal G7: “Deficit commerciale record con la Cina, situazione insostenibile”

360 miliardi di euro di deficit, la presidente della Commissione Ue, prima del G7, ha condiviso i numeri della crisi
3 ore fa
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Il presidente Usa Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping alle spalle della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen (ChatGpt)

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, sceglie il G7 per lanciare un monito chiaro ai Ventisette: “Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui, per la prima volta, tutti gli Stati membri hanno registrato un deficit commerciale nei confronti della Cina. L’Unione europea ha registrato il più elevato deficit commerciale della sua storia, pari a 360 miliardi di euro. Evidentemente questa situazione non è sostenibile”, ha dichiarato il capo dell’esecutivo Ue a Evian, in Francia, durante la conferenza stampa di apertura dei lavori.

Vdl ha quindi elogiato il lavoro del capo di Stato ospitante: “Accogliamo con grande favore l’attenzione del presidente Macron su questo tema”.

Poche ore prima, Macron aveva rispedito al mittente le minacce del presidente Usa Donald Trump di dazi al 100% sui vini francesi come risposta alla tassa Ue sul digitale: “Questa tassa è stata decisa dagli europei, diversi Paesi l’hanno implementata ed è parte del nostro ordinamento giuridico. Non sono gli Stati Uniti a decidere per i diritti degli europei, né per quelli dei francesi”, aveva detto il capo dell’Eliseo alla televisione TF1 di Evian, che da stasera ospiterà i lavori dei leader.

Ma come intende muoversi concretamente Bruxelles? Le parole di von der Leyen approfondiscono anche questo aspetto.

Ridurre i rischi, non disaccoppiare: la strategia dell’Ue sulla produttività interna

Nonostante le critiche esterne e i cambi di rotta in ambito commerciale, von der Leyen non ha dubbi: “La nostra strategia è molto chiara: ridurre i rischi, non disaccoppiare. In concreto, questo significa che dobbiamo davvero intensificare e accelerare la costruzione di capacità produttiva interna da un lato e, dall’altro, dobbiamo tessere la nostra rete globale di accordi di libero scambio, perché questo è il mezzo per diversificare le nostre catene di approvvigionamento“, ha sottolineato von der Leyen che cinque giorni fa, insieme al presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa e al presidente Sudcoreano Lee Jae-myung ha firmato lo storico Accordo sul Commercio Digitale (Digital Trade Agreement, Dta) rafforzando la partnership tra Bruxelles e Seul.

La concorrenza sleale e la necessità di fare gruppo

“Allo stesso tempo – ha aggiunto von der Leyen da Evian – dobbiamo proteggere il nostro mercato da pratiche sleali. Negli ultimi anni abbiamo sviluppato e messo in campo la nostra cassetta degli attrezzi, dagli strumenti di salvaguardia alle misure anti-sussidi, per affrontare la concorrenza sleale e persino casi di coercizione. Nel G7 c’è una comprensione generale del fatto che unità e coordinamento tra i membri del G7 siano fondamentali su questo tema. Stiamo tutti vivendo gli stessi schemi nelle nostre economie”, ha concluso.

Riprendendo il concetto della sfida comune, il presidente del Consiglio Ue ha aggiunto: “Nessun Paese può affrontare [le sfide globali] da solo. Le scelte che faremo qui saranno un segnale chiaro della nostra volontà di agire, cooperare e difendere i principi che sostengono la stabilità globale. In questo quadro, la pace è un obiettivo esistenziale”, ha detto Antonio Costa nel corso della conferenza stampa prima dell’inizio dei lavori del G7 a Evian.

Indiretto, ma chiaro, il richiamo agli Stati Uniti d’America e all’amministrazione Trump: “Le grandi economie devono ora assumersi le proprie responsabilità. L’Unione europea sta facendo la sua parte“, ha chiosato il presidente del Consiglio Ue.

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