Data center come gli elettrodomestici? Il 21 settembre la Commissione ha proposto un sistema comune di valutazione per misurare l’efficienza energetica e l’impatto ambientale dei centri dati nell’Unione, in pratica un’etichettatura, con l’obiettivo di rendere più trasparenti i consumi di risorse e favorire una crescita delle infrastrutture digitali compatibile con il sistema energetico europeo. “I data center sono essenziali per il futuro digitale dell’Europa“, spiega la Commissione in una nota, ma la diffusione dell’intelligenza artificiale sta aumentando rapidamente la domanda di capacità di calcolo e le risorse che un data center sono ormai una questione ambientale e sociale. Non a caso negli Stati Uniti, ma anche in Italia, i cittadini stanno protestando contro la loro costruzione.
“Questa crescita comporta delle sfide che devono essere affrontate”, afferma Palazzo Berlaymont citando “un maggiore consumo energetico, una pressione eccessiva sulle reti elettriche e sull’utilizzo delle risorse naturali, come l’acqua, e l’aumento delle emissioni di carbonio“. Per limitare questi impatti, spiega la Commissione, “è essenziale che i data center siano altamente efficienti dal punto di vista energetico e idrico e integrati in modo sostenibile nel sistema energetico”.
Chi riguarda il nuovo schema
Il nuovo schema riguarderà i singoli data center con una potenza installata superiore a 500 kW. La valutazione terrà conto, tra gli altri elementi, dell’utilizzo di energia e acqua e del contributo che le strutture possono fornire al sistema elettrico, per esempio attraverso il recupero del calore prodotto e l’integrazione di nuova capacità di generazione da fonti pulite.
Il sistema dovrebbe inoltre consentire di confrontare più facilmente data center situati nella stessa regione e incentivare soluzioni progettuali più efficienti. Secondo la Commissione, strutture in grado di adattare i propri consumi alle condizioni della rete possono contribuire alla stabilità del sistema elettrico e facilitare l’integrazione delle energie rinnovabili.
Uno degli aspetti considerati è il recupero del calore di scarto. Bruxelles stima che riutilizzare circa la metà del calore complessivamente prodotto dai data center europei potrebbe coprire una domanda di riscaldamento equivalente a quella di circa quattro milioni di famiglie.
Va specificato che le norme proposte non impongono limiti al consumo di energia e acqua né obbligano i data center a divulgare il loro consumo energetico totale.
L’impatto della crescita dell’intelligenza artificiale
Il provvedimento arriva mentre l’Unione europea punta ad aumentare fortemente la propria capacità di calcolo. La Commissione ricorda che l’obiettivo del blocco è triplicare la capacità dei data center europei nei prossimi cinque-sette anni, per rafforzare l’autonomia tecnologica europea e sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Nel 2024 i data center dell’Ue hanno consumato circa 68 TWh di elettricità. Secondo i dati forniti dall’organo esecutivo europeo, il consumo potrebbe raggiungere 114 TWh entro il 2030, pari al 3,2% della domanda elettrica complessiva dell’Unione. Le stesse previsioni potrebbero essere riviste al rialzo a causa della crescita dei servizi digitali e della diffusione accelerata dell’intelligenza artificiale.
Parallelamente sistema di rating, la Commissione ha avviato il percorso per valutare l’introduzione di standard minimi di prestazione per i data center europei.
Prime etichette nel 2027
La proposta sul rating è contenuta in un regolamento delegato che entrerà in vigore senza necessità di approvazione dei governi nazionali, a meno di opposizione da parte dell’Europarlamento e del Consiglio europeo nei prossimi due mesi. I due organi non possono modificare il testo. La Commissione prevede che le prime etichette di sostenibilità per i singoli data center saranno esposte nel 2027. Entro il 2028 è prevista una prima revisione del sistema per valutarne l’efficacia.
“Per garantire che la trasformazione digitale sia realmente vantaggiosa per la nostra società, dobbiamo affrontare il crescente fabbisogno energetico dei data center. Comprendere il loro consumo di energia e risorse è il primo passo essenziale per integrarli in modo sostenibile nel nostro sistema energetico. La sovranità digitale deve andare di pari passo con la responsabilità energetica”, commenta Dan Jørgensen, commissario per l’energia e l’edilizia abitativa.

