Il Parlamento europeo interviene su due dei principali strumenti della politica climatica dell’Unione: il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, il Cbam, e il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, l’Ets. Oggi la plenaria ha approvato la propria posizione per estendere il Cbam a un numero maggiore di prodotti, rafforzare le norme contro l’elusione e anticipare al 2027 il fondo temporaneo per sostenere le imprese europee sui mercati internazionali. Parallelamente, ha votato modifiche alla riserva di stabilità del mercato dell’Ets1 e approvato l’accordo con il Consiglio sulle regole della riserva per l’Ets2, con l’obiettivo di contenere le oscillazioni dei prezzi e ridurne gli effetti sui consumatori.
Cbam: si allunga l’elenco dei prodotti
Sul Cbam, il Parlamento ha adottato con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni la propria posizione negoziale sulle modifiche proposte dalla Commissione. Il meccanismo serve a fare in modo che il prezzo del carbonio sostenuto per determinati prodotti importati nell’Unione sia comparabile a quello sostenuto dalle imprese europee – che sono soggette all’Ets -, riducendo così il rischio che le produzioni più emissive vengano trasferite fuori dall’Ue.
Si allunga l’elenco dei prodotti
Uno dei principali cambiamenti riguarda l’ampliamento dei prodotti interessati. Gli eurodeputati condividono la proposta della Commissione di estendere il Cbam oltre le materie prime e i materiali di base, includendo numerosi prodotti a valle realizzati in acciaio e alluminio, come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa. Il Parlamento ha inoltre allargato ulteriormente l’elenco rispetto alla proposta originaria della Commissione. Prevista anche un’esenzione per i flussi di elettricità provenienti da Paesi extra-Ue quando vengono utilizzati dagli operatori delle reti, con l’obiettivo di garantirne la stabilità.
Misure contro l’elusione
Un altro aspetto riguarda le misure contro l’elusione. Il Parlamento vuole abbassare la soglia oltre la quale piccole modifiche apportate a un prodotto possono essere considerate un tentativo di aggirare il Cbam. Ma le regole vengono circoscritte alle operazioni organizzate specificamente per evitare l’applicazione del meccanismo, senza colpire normali decisioni aziendali finalizzate alla riduzione dei costi.
Gli eurodeputati hanno invece respinto la salvaguardia proposta dalla Commissione che avrebbe consentito di escludere temporaneamente determinati beni dal Cbam in caso di shock dei prezzi. Al suo posto, chiedono un meccanismo che permetta di reindirizzare temporaneamente verso i settori colpiti i ricavi Cbam derivanti dai prodotti interessati. Per i Paesi meno sviluppati vengono inoltre proposte procedure di rendicontazione semplificate e un quadro di assistenza tecnica. Il Parlamento ha poi eliminato la possibilità di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’Accordo di Parigi per compensare gli obblighi Cbam, rinviando di fatto la questione alla più ampia revisione dell’Ets su cui Bruxelles sta lavorando.
Fondo per la decarbonizzazione dal 2027
L’Eurocamera ha definito la propria posizione anche sul Temporary Decarbonisation Fund, il fondo temporaneo pensato per sostenere le imprese europee impegnate nella decarbonizzazione e contemporaneamente esposte alla concorrenza sui mercati internazionali. La proposta è stata approvata con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni.
Gli eurodeputati chiedono che gli aiuti vengano erogati dal 2027 al 2029, anticipandone di un anno l’avvio rispetto alla proposta della Commissione. Il fondo dovrebbe inoltre essere accessibile ai produttori di fertilizzanti e agli utilizzatori a valle esposti all’aumento dei costi legati al carbonio. Tra i prodotti che il Parlamento vuole rendere ammissibili figurano urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio. Tutte le imprese che utilizzano beni coperti dal Cbam come input produttivi dovrebbero poter beneficiare del sostegno, sostengono i Mep, mentre gli eventuali ricavi residui potrebbero infine essere destinati agli impegni europei di finanza climatica internazionale previsti dall’Accordo di Parigi, anziché essere restituiti agli Stati membri.
“Stiamo ampliando la copertura dei prodotti per migliorare la parità di condizioni e stiamo definendo norme antielusive più rigorose, in particolare contro il trasferimento di risorse dalla Cina“, ha sottolineato il relatore del fondo temporaneo per la decarbonizzazione, Pascal Canfin (Renew).
Ets1: soglia della riserva a 650 mln di quote
Sul secondo fronte, quello dell’Ets, il Parlamento ha affrontato separatamente le riserve di stabilità dell’Ets1 e dell’Ets2. La Market Stability Reserve, operativa dal 2019, serve a correggere gli squilibri tra domanda e offerta di quote di emissione, aumentando o riducendo il numero di permessi disponibili sul mercato.
Per l’Ets1, che riguarda il sistema europeo già esistente, le regole attuali prevedono la cancellazione delle quote presenti nella riserva oltre una soglia di 400 milioni. La Commissione aveva proposto di eliminare questo meccanismo di cancellazione e mantenere invece le quote come riserva disponibile per stabilizzare il mercato. Il Parlamento propone una soluzione diversa: mantenere la cancellazione, ma portare dal 1° febbraio 2027 la soglia da 400 a 650 milioni di quote.
Secondo l’Eurocamera, una riserva più ampia permetterebbe di assorbire meglio gli squilibri tra domanda e offerta, mantenendo allo stesso tempo un limite alla quantità di quote che potrebbe accumularsi. La posizione è stata approvata con 367 voti favorevoli, 240 contrari e 59 astensioni e costituirà la base per i negoziati con il Consiglio.
“La votazione odierna trova il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale“, ha commentato il relatore Pierfrancesco Maran (S&D).
Ets2: priorità agli effetti sociali
Diverso il percorso dell’Ets2, il nuovo sistema che interesserà edifici, trasporto stradale e altri settori. Con 467 voti favorevoli, 158 contrari e 41 astensioni, il Parlamento ha approvato l’accordo provvisorio già raggiunto con il Consiglio per modificare la riserva di stabilità del mercato e attenuare gli effetti di eventuali forti oscillazioni dei prezzi sui consumatori. Una volta approvato formalmente anche dal Consiglio, il provvedimento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione.
In base alla revisione, ha spiegato la relatrice Danuše Nerudová (Ppe), gli Stati membri dovranno dare priorità alle misure destinate ad affrontare gli effetti sociali dell’Ets2 quando utilizzeranno i proventi delle aste. La Commissione dovrà infine valutare entro ottobre 2027 l’applicazione dell’Ets2 agli edifici, al trasporto stradale e agli altri settori interessati e verificare l’adeguatezza delle misure previste per proteggere le famiglie vulnerabili.
Per Cbam, fondo per la decarbonizzazione ed Ets1 il voto del Parlamento non conclude comunque l’iter legislativo: l’Eurocamera ha fissato la propria posizione e ora dovrà negoziare con gli Stati membri il testo definitivo. Sullo sfondo resta inoltre la revisione più generale dell’Ets, sulla quale le istituzioni europee stanno lavorando con l’obiettivo di conciliare decarbonizzazione e competitività industriale.

