La Russia alza ancora il livello della tensione: dopo le recenti incursioni nei cieli europei, Mosca starebbe preparando attacchi con droni contro Italia, Francia e/o Spagna. Lo rivela El Mundo dopo aver parlato con una fonte vicina al ministero della Difesa della Lituania, il cui spazio aereo è stato violato da Mosca nella notte tra il 14 e il 15 settembre scorso prima che due caccia Eurofighter italiani della Nato abbattessero il drone proveniente dalla Bielorussia. La Lituania aveva subito altre violazioni, seppur meno gravi, a marzo e luglio 2026. Ora, il Cremlino starebbe puntando a Paesi storicamente considerati più al sicuro rispetto a quelli baltici.
La minaccia era già conosciuta dagli esecutivi, scrive El Mundo: dopo essere stato a Mosca il 25 agosto scorso, il direttore della Cia, John Ratcliffe, avrebbe informato i governi dei tre Paesi della possibilità di un attacco russo con droni sui loro territori. “Utilizzeranno droni lanciati dal mare, nascosti in un container; non è affatto difficile”, ha spiegato la fonte al quotidiano spagnolo, parlando del possibile impiego di droni Gerbera.
Cosa sono i droni Gerbera
I droni Gerbera sono lunghi circa due metri, hanno un’apertura alare di 2,5 metri, un peso di al massimo i18 chili, un’autonomia massima dichiarata di 600 chilometri e sono in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 km/h. Queste caratteristiche, spiega la Cia, li rendono agevoli da trasportare su una nave mercantile e molto più facili da lanciare rispetto a uno Shahed o la sua evoluzione, lo Geran.
Nella guerra in Ucraina, la Russia usa i Gerbera, che sono più economici, come droni-esca (decoy) in numero elevato per confondere ed esaurire le difese aeree ucraine o come strumento di ricognizione.
I droni di tipo Gerbera sono stati identificati nello spazio aereo della Lituania in tre occasioni principali tra il 2025 e il 2026. I primi due episodi risalgono a luglio 2025: il 10 luglio un primo esemplare in compensato e schiuma si è schiantato vicino al confine bielorusso, seguito il 28 luglio da un secondo drone che ha sorvolato la capitale Vilnius prima di precipitare in un’area di addestramento militare. Anche quello abbattuto due settimane fa dagli Eurofighter italiani della Nato era un drone di tipo Gerbera.
Perché questi tre Paesi nel mirino
Ma perché dopo i 19 droni senza munizioni sconfinati nello spazio aereo polacco, i droni sui cieli di Vilnius e quello all’aeroporto di Lipsia, Mosca ha messo nel mirino Italia, Francia e Spagna?
Secondo El Mundo, la ricostruzione è semplice: tutti e tre questi Paesi andranno al voto nel 2027 e all’interno del panorama politico hanno partiti amici del Cremlino, capaci di sfruttare la paura della popolazione per dissuadere i governi dal supporto all’Ucraina.
La Russia finora è sempre stata attenta a non superare la “soglia di guerra” con la Nato, e potrebbe continuare a giocare sul filo del rasoio: l’obiettivo, spiega il quotidiano spagnolo, non sarebbe quello di distruggere una grande struttura, ma di causare un incendio, danneggiare o far chiudere temporaneamente un porto o un aeroporto in modo da consolidare l’opinione pubblica degli europei, sempre più restii a inviare armi a Kiev.
Sul fronte dei partiti “amici di Putin”, una recente indagine del Financial Times spiega perché quello di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, potrebbe essere il cavallo di Troia di Mosca a Roma.
Il viaggio del direttore della Cia a Mosca
Il 25 agosto scorso John Ratcliffe, il direttore della Cia nominato da Donald Trump, ha trascorso otto ore a Mosca. La Casa Bianca non ha fornito alcuna spiegazione sulle ragioni di questa visita, la prima di un direttore della Cia dal 2021, quando l’allora numero uno William Burns era volato a Mosca per cercare di dissuadere Putin, senza successo. Anche il Cremlino non ha fatto luce sulla vicenda, limitandosi a dire che si è trattato di una faccenda “tra servizi segreti” e che Ratcliffe non ha incontrato il presidente Putin.
L’indomani, il 26 agosto, Donald Trump ha rilasciato una delle sue dichiarazioni ambigue a proposito della visita: “Potrebbe venirne fuori qualcosa, lavoriamo moltissimo per mettere fine a questa guerra, e francamente anche i due schieramenti vogliono che finisca”.

