In un contesto geopolitico sempre più instabile, l’Unione europea accelera sulla strada dell’autonomia strategica. La Commissione ha annunciato un investimento record di 1,07 miliardi di euro destinato a 57 progetti innovativi nel settore della difesa. Questi fondi, stanziati nell’ambito del Fondo europeo per la difesa (European Defend Fund) per il 2025, mirano a rendere l’Europa pronta a rispondere a minacce ad alta intensità entro la fine del decennio. Dai cieli ai confini: ecco i progetti destinatari dei fondi.
Quattro “scudi” per la sicurezza europea
Il cuore di questo massiccio investimento è rappresentato dalle quattro cosiddette “Iniziative faro per la preparazione” alla difesa (gli European Readiness Flagships), pilastri della strategia di difesa europea verso il 2030:
- Difesa contro i droni: per contrastare le minacce aeree di droni in territorio europeo.
- Scudo aereo europeo: per la protezione dello spazio aereo degli Stati membri.
- Eastern Flank Watch: per il monitoraggio costante del fianco orientale dell’Unione, soggetto a minacce ibride da parte delle forze russe impegnate nella guerra d’aggressione in Ucraina.
- Scudo spaziale europeo: per garantire la sicurezza delle infrastrutture satellitari.
Tra i progetti più ambiziosi, di quest’ambito, spicca Aether, che svilupperà sistemi di propulsione e gestione termica a supporto dell’iniziativa di difesa con droni, e Spider2, focalizzato su satelliti economici per l’intelligence e la sorveglianza.
Piccole imprese e startup al centro dell’innovazione
Una delle novità più rilevanti di questo ciclo di finanziamenti è il forte coinvolgimento delle piccole e medie imprese (Pmi), che rappresentano il 38% dei partecipanti e ricevono oltre il 21% del budget totale. L’Ue intende attirare anche startup attraverso 60.000 euro, aiutando chi non ha esperienza pregressa nel settore militare a integrare innovazioni nel mercato della difesa.
La collaborazione con l’Ucraina
L’integrazione dell’Ucraina nella base industriale europea compie un passo avanti concreto. Il progetto Stratus, ad esempio, svilupperà un sistema di cyber sicurezza basato sull’intelligenza artificiale per sciami di droni, avvalendosi dell’esperienza diretta maturata sul campo di battaglia dalle realtà ucraine. Complessivamente, i progetti selezionati coinvolgono 634 entità provenienti da 26 Stati membri dell’Ue e Norvegia e Ucraina.
Prossimi passi
Il successo dell’iniziativa è testimoniato da un interesse senza precedenti: le proposte presentate sono state oltre 400, con un incremento del 37% rispetto all’anno precedente. La Commissione europea avvierà ora i preparativi per la firma delle convenzioni di sovvenzione, con l’obiettivo di rendere operativi i finanziamenti entro la fine dell’anno.
Con questo nuovo pacchetto, il Fondo si classifica come il principale strumento dell’Ue a sostegno della cooperazione in materia di ricerca e sviluppo nel settore della difesa, con un bilancio di 7,3 miliardi di euro per il periodo 2021-2027.
