“Negli ultimi anni l’Azerbaigian si è dimostrato un partner energetico affidabile e di fiducia per l’Unione europea. Non abbiamo dimenticato che, nel momento in cui la Russia ha usato il gas come arma contro l’Europa, l’Azerbaigian è intervenuto”. Con queste parole, pronunciate martedì a Baku, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accompagnata dalla commissaria all’Allargamento Marta Kos, ha aperto una visita di due giorni nel Caucaso meridionale che segna un salto di qualità nei rapporti tra Bruxelles e la regione, in un momento in cui la sicurezza energetica resta una priorità strategica assoluta per l’Unione.
L’incontro è stata l’occasione per rilanciare il binomio tra autonomia energetica e pace: von der Leyen e il presidente azero Ilham Aliyev hanno annunciato il “Peace through Connectivity Package”, che prevede fino a 200 milioni di euro di sovvenzioni dall’Europa a Baku, con l’obiettivo di generare una leva e mobilitare fino a 2 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati in trasporti, energia e collegamenti digitali nel Caucaso meridionale. “Vogliamo promuovere la pace attraverso la connettività”, ha detto la presidente dell’esecutivo europeo, specificando che i progetti potranno includere il collegamento ferroviario attraverso la regione azera del Nakhchivan e lo sviluppo del porto di Baku.
Perché la tappa di Baku pesa più delle altre
Il viaggio di von der Leyen, che dopo l’Azerbaigian proseguirà in Armenia, non è una missione di routine. La Commissione europea lo inquadra come parte di un impegno duraturo e ad alto livello con tutti i partner del Caucaso meridionale, in un’area diventata cruciale per la diversificazione energetica dell’Ue dopo l’invasione russa dell’Ucraina.
Durante l’incontro con il presidente azero Ilham Aliyev, von der Leyen ha rivendicato il ruolo del Corridoio meridionale del gas come “una storia di successo straordinaria” per la sicurezza energetica europea, mentre Aliyev ha rilanciato i dati sul peso crescente di Baku negli approvvigionamenti Ue: “Oggi metà delle nostre esportazioni di gas è destinata agli Stati membri dell’Unione europea”, ha dichiarato, definendo il Corridoio “la principale arteria per il trasporto di gas naturale dall’Azerbaigian all’Europa”.
Gli impegni concreti: connettività, fondi e sminamento
Al di là delle dichiarazioni di cornice, la visita produce impegni finanziari precisi. Al “Peace through Connectivity Package”, nato all’interno dell’iniziativa Global Gateway, si aggiunge un programma da venti milioni di euro destinato a iniziative di pace, che include sminamento, sostegno alla sanità, sviluppo rurale e sussidi alle piccole e medie imprese.
Sul fronte diplomatico, von der Leyen ha voluto premiare pubblicamente l’accordo di pace avviato con l’Armenia: “Voglio congratularmi con lei per aver avviato uno storico accordo di pace con l’Armenia. Ha mostrato una leadership personale nella promozione della pace e della cooperazione in tutta la regione”, ha detto rivolgendosi ad Aliyev.
Il crocevia geopolitico tra Caspio e Asia centrale
La connessione dei trasporti è emerso come secondo pilastro strategico dell’incontro. Von der Leyen ha definito il Caucaso meridionale “un crocevia strategico che collega l’Europa, l’area del Caspio e l’Asia centrale”, mentre Aliyev ha rivendicato il contributo di Baku allo sviluppo dei corridoi est-ovest e nord-sud, con flussi merci in crescita attraverso il territorio azero. Aliyev ha inoltre parlato apertamente di una “fase molto attiva” nelle relazioni con la Commissione, citando un anno di visite reciproche ad alto livello senza precedenti, segno di un asse che Bruxelles considera sempre più centrale nella propria strategia di sicurezza post-invasione russa in Ucraina,
Una settimana di diplomazia coordinata
La tappa di Baku si inserisce in un disegno diplomatico più ampio. Nello stesso giorno, ad Ankara, l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, la commissaria per l’allargamento Marta Kos e il commissario per gli Affari interni Magnus Brunner incontravano il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il ministro degli Esteri Hakan Fidan per discutere sicurezza regionale, migrazione, commercio e connettività.
La convergenza temporale dei due appuntamenti riflette la volontà dell’Ue di consolidare simultaneamente i rapporti con Baku e Ankara, due snodi imprescindibili per garantire rotte energetiche e commerciali alternative a quelle russe, ancor più ora che Mosca ha chiuso sette punti di accesso da e verso l’Ue.
Ieri, dopo la visita a Baku, von der Leyen ha raggiunto Erevan, confermando l’intenzione di trasformare il riavvicinamento tra Armenia e Azerbaigian in un solido punto di riferimento per la regione per le partnership strategiche dell’Ue.

