G7, Usa-Ue uniti sull’intelligenza artificiale: “Così evitiamo che finisca in mani autoritarie”

Al G7 i leader discutono di governance dell’intelligenza artificiale, accesso ai modelli più potenti e standard condivisi tra Europa e Stati Uniti
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G7 di Evian tavolo sull'AI
Da sinistra, Sam Altman (ceo di OpenAI),il presidente Usa Donald Trump, Demis Hassabis (ceo di DeepMind), il presidente della Corea del Sud Lee Jae Myung e il cancelliere tedesco Friedrich Merz al tavolo sull'AI a Evian (Ipa)

Collaborazione tra Europa e Stati Uniti e standard sull’intelligenza artificiale, per non lasciare la governance in mano alle aziende. Sullo sfondo, ma non troppo, la competizione con la Cina, vero motore della necessità per l’Occidente di lavorare insieme. Senza cooperazione transatlantica “frattureremo il mondo e non avremo una soluzione efficace”, ha spiegato ieri il presidente francese Emmanuel Macron ospitando a Évian, nell’ultima giornata del G7, un pranzo tra i leader del gruppo e i vertici delle principali aziende mondiali dell’AI.

Durante i colloqui, dal titolo ‘Ensuring the safe, rapid and effective deployment of artificial intelligence (Garantire un’adozione dell’AI sicura, rapida ed efficiente, ndr)’, il G7 ha discusso di come accelerare l’adozione dell’AI in sicurezza, di accesso ai modelli più avanzati, di infrastrutture, di protezione dei minori e di rischi economico-finanziari.

Al tavolo, durato circa 110 minuti, erano presenti Dario Amodei di Anthropic (Stati Uniti), Sam Altman di OpenAI (Stati Uniti), Demis Hassabis di Google DeepMind (Stati Uniti) e Arthur Mensch, amministratore delegato di Mistral (Francia), la società europea più avanzata nel settore. Hanno partecipato anche i vertici di Black Forest Labs (Germania), Cohere (Canada), Domyn (Italia), Meta, Sakana AI (Giappone), Sarvam AI (India), Synthesia (Regno Unito) e Salesforce (Stati Uniti).

Una migliore regolamentazione: standard globali

Macron ha posto il tema in termini di sicurezza democratica: “La sfida che ci troviamo ad affrontare è un modello di frontiera. Serve una migliore regolamentazione per evitare che cada nelle mani di un regime autoritario”.

I leader dei 7 Paesi più ricchi del mondo intendono lavorare a standard comuni per gli sviluppatori dei modelli di frontiera. Anche diversi amministratori delegati presenti al pranzo avrebbero sostenuto la necessità di definire regole condivise per la valutazione, la verifica e la sicurezza dei modelli più potenti.

In particolare, Altman ha affermato che il dibattito sull’utilità dell’intelligenza artificiale è ormai superato e che nei prossimi anni arriveranno sistemi molto più potenti, in grado di incidere sull’economia globale e sulla scoperta scientifica. Allo stesso tempo, ha sottolineato che la governance non può essere delegata alle aziende: “Noi sviluppiamo la tecnologia, ma i cittadini del mondo libero fanno le regole”.

Il manager ha dunque proposto la creazione di un forum internazionale di discussione per contribuire alla definizione di standard globali sui modelli di AI. Alcuni tuttavia hanno riserve sulla possibilità che siano gli Stati Uniti, sede della maggior parte dei laboratori occidentali di frontiera, a guidare lo sviluppo di tali standard.

Dopo l’incontro, Macron ha spiegato che il G7 “creerà una piattaforma di cooperazione e discussione tra alcune democrazie per definire gli standard“. Una riunione ministeriale del gruppo è prevista a settembre proprio per proseguire il lavoro su questo fronte.

I ‘partner di fiducia’

Un altro punto centrale riguarda l’accesso ai modelli statunitensi più avanzati. Secondo il capo dell’Eliseo, sono possibili progressi nelle prossime settimane. A suo avviso, è anche nell’interesse di Washington rendere Mythos più ampiamente disponibile: nessuno comprerebbe tecnologia statunitense se avesse il timore che possa essere bloccata da un momento all’altro o che gli Stati Uniti possano “spegnere l’interruttore”.

In questo quadro si inserisce l’ipotesi di un programma di ‘partner di fiducia‘, che potrebbe consentire di superare alcune restrizioni statunitensi attraverso la condivisione delle innovazioni. I partner di fiducia potrebbero essere Paesi o aziende, che così avrebbero la possibilità di utilizzare i modelli più avanzati per fronteggiare l’ascesa della Cina nel settore.

Anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha richiamato la necessità di un coordinamento più stretto con “con il governo americano, perché il potenziale di queste nuove tecnologie dovrebbe essere a disposizione di tutti i Paesi”.

I leader hanno deciso intanto di incaricare ministri delle Finanze, governatori delle banche centrali, autorità di vigilanza, istituzioni finanziarie globali e imprese tecnologiche di approfondire opportunità e rischi dell’AI, compresi gli effetti sul settore finanziario, sulla produttività e sul mercato del lavoro. È stato inoltre chiesto al gruppo G7 di esperti cyber di rafforzare lo scambio di informazioni e individuare buone pratiche alla luce dell’evoluzione dei modelli di frontiera.

Von der Leyen: “Europa e Stati Uniti dovrebbero collaborare”

Anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha insistito sulla necessità di una collaborazione più stretta tra Stati Uniti e Unione europea. In un messaggio pubblicato su X ha definito l’intelligenza artificiale la “tecnologia più importante del nostro tempo”, sottolineando che “comporta un potenziale immenso, ma anche rischi per società libere e democratiche”.

Europa e Stati Uniti dovrebbero collaborare sull’AI”, ha scritto, indicando tre direttrici: investimenti comuni, accelerazione dell’adozione dell’AI in settori come industria e sanità, e garanzia che i modelli più potenti siano affidabili e sicuri.

Durante il pranzo, von der Leyen ha affermato che è nell’interesse reciproco che cittadini e imprese europee possano utilizzare in sicurezza i migliori modelli disponibili, dato che “usiamo la tecnologia fidata l’uno dell’altro e i nostri sistemi finanziari sono interconnessi”. “Abbiamo punti di forza complementari. I modelli all’avanguardia sviluppati dagli Stati Uniti hanno capacità senza precedenti, e l’Ue sta sviluppando un vivace ecosistema di innovatori e sta diventando un mercato leader per l’adozione dell’IA industriale”, ha aggiunto.

Ha poi fatto un paragone con la sicurezza aeronautica: “Testiamo gli aerei prima di usarli. Gli Stati Uniti e l’Ue sono leader mondiali nella sicurezza dell’aviazione, e possiamo anche mostrare la strada anche nell’AI”.

Trump: “Un ottimo incontro sull’intelligenza artificiale”

L’incontro è avvenuto meno di una settimana dopo che il presidente americano Donald Trump ha imposto ad Anthropic, l’azienda che ha sviluppato Claude, di bloccare agli stranieri l’accesso ai potenti modelli Mythos e Fable 5 citando non specificate ragioni di sicurezza nazionale. Una scelta che ha riacceso in Europa il tema della dipendenza tecnologica dagli Usa e del ritardo del continente nel settore, rendendo conveniente per il blocco l’idea di una collaborazione più stretta con l’altra sponda dell’Atlantico.

Gli europei hanno dunque evitato di sollevare apertamente la questione del blocco di Mythos e Fable 5, mentre Trump, al termine del pranzo, ha commentato: “Abbiamo avuto un ottimo incontro sull’intelligenza artificiale“. The Donald sedeva tra Sam Altman di OpenAI e Demis Hassabis, amministratore delegato di Google DeepMind. Davanti a sé, Amodei di Anthropic.