La Germania cerca hacker per i suoi servizi segreti

Berlino amplia i poteri di BND e BfV: potranno neutralizzare sistemi informatici, manipolare dati e condurre operazioni di sabotaggio all’estero
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Hacker canva
Un hacker al lavoro davanti a più schermi con righe di codice, immagine di archivio (Canva)

La Germania cerca hacker. Non per difendersi da loro, ma per assumerli nei suoi servizi segreti. Il Bundesnachrichtendienst (BND), l’intelligence tedesca per l’estero, ha già fissato per l’8 ottobre a Berlino una giornata di recruiting dedicata esplicitamente all’hacking. E adesso il governo di Friedrich Merz vuole dare a quei profili strumenti e poteri molto più ampi di quelli concessi finora.

Il 12 agosto Berlino ha approvato una vasta riforma dell’intelligence che dovrebbe entrare in vigore nel 2027, dopo il passaggio parlamentare, con un costo di attuazione stimato in diverse centinaia di milioni di euro. Il provvedimento amplia le competenze del BND e del Bundesamt für Verfassungsschutz (BfV), il servizio di intelligence interno, consentendo loro di intervenire operativamente contro minacce straniere.

“Stiamo aprendo un nuovo capitolo trasformando i servizi di intelligence in un vero e proprio servizio segreto”, ha dichiarato il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt. “Per la prima volta dalla loro creazione, conferiamo loro poteri operativi”.

Il cambio di passo nasce dalla convinzione che la Germania si trovi ormai in ritardo rispetto ai principali partner europei. Nina Warken, capo di gabinetto del cancelliere Friedrich Merz, ha ammesso che le capacità tedesche erano inferiori a quelle di altri Paesi e troppo dipendenti dal sostegno delle intelligence alleate.

Per decenni, i servizi tedeschi sono stati costruiti soprattutto per raccogliere informazioni, tanto da essere descritti da alcuni osservatori come “vegetariani tra feroci carnivori”. Ora Berlino vuole trasformarli in strutture capaci anche di agire.

Dall’osservazione all’hacking offensivo

Il punto più delicato della riforma riguarda proprio il passaggio dalla raccolta di informazioni all’intervento diretto. In caso di attacchi informatici, i servizi potrebbero neutralizzare sistemi, manipolare o cancellare dati e interferire con le infrastrutture utilizzate dagli avversari. In determinate situazioni di tensione o di particolare pericolo, il BND potrebbe inoltre condurre operazioni di sabotaggio all’estero.

Tra gli esempi citati figurano la possibilità di modificare istruzioni digitali per la produzione di armi o rendere inutilizzabili determinati sistemi. Resterebbe invece escluso il ricorso alla violenza diretta contro persone all’estero, una linea che continuerebbe a distinguere il modello tedesco da quello di servizi come la CIA americana o il Mossad israeliano.

La riforma amplia inoltre il ricorso a strumenti informatici invasivi, dagli accessi ai dispositivi elettronici ai software di sorveglianza e alle analisi basate sull’intelligenza artificiale.

Il governo sostiene che questa trasformazione sia necessaria in un contesto nel quale la Germania si considera al centro di un conflitto ibrido con la Russia e con altri attori stranieri. La cosiddetta Zeitenwende, la “svolta epocale” annunciata dall’allora cancelliere Olaf Scholz dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022, nata soprattutto sul terreno della difesa e della spesa militare, viene ora estesa anche al mondo dell’intelligence.

A rafforzare il senso di urgenza hanno contribuito episodi recenti, tra cui il ritrovamento di un drone carico di esplosivo nei pressi dell’aeroporto di Lipsia. Eventi di questo tipo hanno alimentato il timore che infrastrutture civili, aeroporti, reti energetiche e installazioni militari possano diventare bersagli di operazioni clandestine difficili da attribuire e ancora più difficili da prevenire.

Che tipo di hacker cerca il BND

Il reclutamento racconta bene come sta cambiando il mestiere dell’intelligence. Tra i profili di interesse ci sono specialisti di cybersecurity, analisi delle vulnerabilità, reti, crittografia, malware e sicurezza dei sistemi informatici: competenze sempre più centrali in attività che possono includere l’accesso a sistemi stranieri e la raccolta clandestina di informazioni digitali.

In uno dei profili pubblicati sul proprio portale, il BND racconta ad esempio il lavoro di un dipendente che, per ottenere informazioni utili alle missioni dell’agenzia, deve talvolta entrare in sistemi informatici situati all’estero. È una rappresentazione molto distante dall’immaginario tradizionale della spia, fatto di pedinamenti e microfoni nascosti: oggi una parte crescente del lavoro passa attraverso codice, vulnerabilità software e capacità di muoversi senza essere individuati all’interno di una rete.

Proprio questa evoluzione rende la riforma particolarmente delicata in Germania, dove i poteri dei servizi segreti sono stati storicamente limitati con grande severità. Il ricordo della Gestapo nazista e della Stasi della Germania Est ha contribuito per decenni a costruire un sistema di garanzie molto rigido sulla sorveglianza, sull’uso dei dati e sull’intrusione nella vita privata.

Il liberale Wolfgang Kubicki ha accusato il governo di voler “infrangere un tabù storico” e ha dichiarato di non volere “una polizia segreta in Germania”. La Gesellschaft für Freiheitsrechte (GFF), associazione impegnata nella tutela dei diritti fondamentali, ha denunciato un “massiccio aumento dei poteri dei servizi segreti”, mettendo in guardia dall’uso di Trojan sponsorizzati dallo Stato, analisi basate sull’intelligenza artificiale, accesso a telecamere di videosorveglianza private e operazioni di hacking.

Alcuni esperti ritengono possibile che almeno una parte della riforma venga impugnata davanti alla Corte costituzionale federale di Karlsruhe. È qui che si gioca l’equilibrio del progetto: aumentare la capacità di risposta alle minacce ibride senza arretrare sul terreno delle garanzie civili.

La direzione scelta da Berlino, tuttavia, è chiara. La Germania non vuole più limitarsi a sapere chi sta preparando un attacco. Vuole poter entrare nei sistemi dell’avversario, modificarli e, se necessario, renderli inutilizzabili.