“Se all’inizio di uno spettacolo, una pistola è appesa a un muro, prima o poi qualcuno sparerà”, Vladimir Putin ha citato il grande scrittore russo Anton Cechov a proposito dell’utilizzo del nucleare in guerra. Lo ha fatto in occasione dell’edizione annuale del club Valdai, un think tank e un forum di discussione russo, fondato nel 2004 quando Mosca su stampo dei think tank americani. Altri tempi.
Ora il Cremlino non solo ripudia l’apertura verso l’Occidente, ma ritiene che le scelte di quegli abbiano causato la polveriera attuale. Secondo il leader russo, infatti, la “cieca fiducia” dei leader dell’Urss (ovvero Mikhail Gorbaciov e Boris Eltsin) nei confronti dell’Occidente ha avuto un “ruolo distruttivo” per la stabilità globale.
L’incontro si sarebbe dovuto tenere a Sochi, ma gli attacchi dei droni ucraini sul Mar Nero hanno indotto gli organizzatori a ripiegare su Istra, una città a quaranta chilometri da Mosca.
“Le guerre sono parte della nostra vita”
“L’escalation – ha detto Putin – non è mai unilaterale, e il momento in cui non si può più cambiare o tornare indietro può arrivare molto rapidamente per tutti. I rischi di utilizzo a livello globale di armi in grado di distruggere ogni forma di vita sono sempre maggiori”.
Secondo il leader russo “Bisogna accettare il fatto che le guerre sono state, sono e saranno parte della nostra vita”. Quella in Ucraina, però, non è stata decisa da Mosca, ha detto Putin: “Non siamo stati noi a volere e non siamo stati noi a iniziare la guerra, ma con noi è stata iniziata una guerra: la Russia è stata deliberatamente messa in una situazione in cui è stata costretta a difendersi con le armi in mano”.
Il riferimento si trova nelle parole pronunciate pochi minuti prima: Putin sostiene che “nonostante i numerosi tentativi della Russia di diventare parte della civiltà occidentale”, l’Occidente ha cercato di “destabilizzarci per appropriarsi dell’eredità sovietica”. Per questo, sostiene, l’Ucraina, è “uno Stato che non può esistere in modo indipendente, perché è gestito dall’esterno e ormai ha perso la sua sovranità“.
La resistenza ucraina è da “idioti”
Dopo il discorso sul palco, Putin si è fatto intervistare dal politologo Fiodor Lukyanov, tra i dirigenti del Valdai e presidente del Consiglio per la politica estera e di difesa. Durante i quarantasei minuti di intervista, il presidente russo ha ribadito la convinzione di vincere la guerra in Ucraina: “Ognuno può sbagliare, ma solo un idiota può insistere. Gli alti ranghi ucraini dicono di poter tenere l’11% rimanente del territorio del Donetsk per un anno e mezzo. In Europa si dice che l’Ucraina reggerà per due anni. Noi invece pensiamo che reggerà molto meno, considerando i tempi di avanzata delle nostre truppe. Ma se la perdita di questi territori è inevitabile, che senso ha rimanervi aggrappati?”, chiede retoricamente Vladimir Putin criticando Zelensky e il sostegno dei suoi partner occidentali. A proposito di Bruxelles, il presidente russo ha detto che “L’Europa sta spingendo i propri cittadini verso una pericolosa linea di confronto con la Russia”. Pochi giorni fa, l’Alta rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, ha invitato gli Stati membri ad accelerare sul riarmo per aumentare la deterrenza nei confronti della Russia.
I colloqui e il trilaterale con Xi Jinping e Donald Trump
Parlando con Lukyanov, il presidente russo ha definito “assurda” la proposta di interrompere i bombardamenti su obiettivi economicamente importanti per l’Ucraina in cambio della rinuncia di Kiev ad attaccare le raffinerie russe. “Siamo pronti ad iniziare i colloqui e a concluderli al più presto ma alle condizioni che sono oggi accettabili per la Federazione russa”, ha aggiunto. Putin ha poi avanzato l’ipotesi di un trilaterale con Xi Jinping e Donald Trump, a patto che prima si definisca un agenda dei lavori.
Rutte risponde a Putin: “Nessuna escalation nucleare”
Le parole di Putin hanno fatto il giro del mondo, ma ricalcano toni già utilizzati dal presidente russo. Di questo avviso è Mark Rutte, che prova ad abbassare la temperatura mediatica del conflitto: “No, non è così”, ha risposto il Segretario generale della Nato alla domanda di Euronews su una possibile escalation nucleare.
“La Nato – ha aggiunto – è molto più forte della Russia; non c’è quindi alcuna possibilità che possano mai sconfiggerci” e “Putin sa che non potrà mai vincere contro la Nato”.
Rutte ha invitato i Paesi europei dell’Alleanza a non lasciarsi condizionare dalla strategia della tensione adottata dal Cremlino e a proseguire nel sostegno all’Ucraina. “Putin non sta vincendo questa partita. Possiamo quindi presumere che sia un po’ preoccupato e scosso”, ha osservato, ribadendo che “non c’è alcuna minaccia imminente per il territorio della Nato”.

