Kallas: “Mosca moltiplica gli attacchi, Ue deve riarmarsi più velocemente”

L'Alta rappresentante ha preannunciato il Defence Readiness Report dell'Unione per aumentare la deterrenza
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Kaja Kallas in camicia
L'Alta rappresentante Kaja Kallas in un'immagine di repertorio (Ipa/Fotogramma)

L’Unione europea deve accelerare la produzione militare e gli investimenti nella difesa se intende rendersi capace di proteggersi entro la fine del decennio. Lo ha detto l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza, Kaja Kallas, secondo cui i ritmi attuali dell’industria bellica comunitaria non bastano a fronteggiare l’incombere delle manovre russe.

Le dichiarazioni di Kaja Kallas

L’intervento è arrivato ieri, 28 settembre, a margine del Consiglio Difesa con i ministri dei Ventisette a Bruxelles. “Senza anticiparne il contenuto, vorrei solo dire che l’Europa deve riarmarsi più rapidamente e in modo più efficace per raggiungere il nostro obiettivo del 2030“, ha dichiarato l’ex premier lettone, che nel 2024 è stata inserita dalla Russia nella lista dei ricercati.

Le parole di Kallas si riferiscono al Defence Readiness Report dell’Unione, il documento strategico di valutazione interna sulla preparazione militare dei Paesi membri. Secondo l’Alta rappresentante, per colmare i divari accumulati e centrare i target fissati per il 2030 serve “un cambiamento decisivo nella portata e nel ritmo degli investimenti nella difesa, nello sviluppo delle capacità, nell’innovazione e nella capacità industriale”.

L’Alta rappresentante ha inoltre sollecitato le cancellerie europee a sbloccare missili e munizioni dalle proprie riserve per sostenere Kiev a fronte dei tempi di produzione degli stabilimenti.

Perché lo ha detto: l’escalation e le azioni ibride di Mosca

Il richiamo ai governi europei scaturisce dall’intensificarsi della pressione militare su due fronti distinti: l’aggressione sul territorio ucraino e la moltiplicazione degli attacchi ibridi contro lo spazio comunitario. In Ucraina, le forze armate russe continuano a condurre raid missilistici e con droni contro infrastrutture critiche, snodi energetici e centri urbani, tra cui i recenti bombardamenti con bombe guidate che hanno colpito edifici residenziali a Kharkiv provocando decine di feriti.

Ieri, 28 settembre 2026, la Russia ha sferrato un violento attacco combinato di droni e missili contro la capitale ucraina e la sua periferia, provocando due morti nel distretto di Buchansky e diversi feriti a Kiev. I raid, avvenuti sia di notte sia in pieno giorno, hanno preso di mira infrastrutture civili e istituti strategici, tra cui la sede dell’Accademia Nazionale delle Scienze, rimasta parzialmente distrutta. Nella capitale si registrano danni rilevanti nei distretti di Podilskyi, dove sono rimasti feriti tre adolescenti, Shevchenko, dove è stata colpita un’area uffici, e Obolonsky, dove un drone ha centrato delle pompe di benzina, mantenendo la popolazione sotto costante allarme antiaereo anche nelle ore successive all’attacco.

Accanto al fronte convenzionale, Kallas ha posto l’accento sui dati forniti dall’intelligence europea, dai quali emerge che Mosca pianifica una nuova ondata di sabotaggi, incendi dolosi e minacce allo spazio europeo. “I nostri servizi indicano che la Russia sta pianificando ulteriori atti di sabotaggio e attacchi contro le nostre democrazie, per dividere le nostre società e intimidirle affinché smettano di aiutare l’Ucraina”, ha dichiarato l’Alta rappresentante.

Per Kallas, gli episodi che violano lo spazio aereo e i confini dei Paesi membri richiedono una capacità di deterrenza e risposta preventiva che l’Europa non ha ancora raggiunto.

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