“Più forti insieme”: Carney apre all’alleanza per il futuro’ di von der Leyen

Il premier canadese davanti all'Europarlamento accoglie l’idea di una membership associata, ancora tutta da definire, e propone un’alleanza più stretta su difesa, AI, energia, minerali critici e commercio
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Mark Carney parla all'Europarlamento
Mark Carney parla all'Europarlamento (Ipa)

Il Canada ci sta. Ma nel concreto, sarà tutto da vedere, anzi da definire “insieme”. “Ieri, la presidente (della Commissione europea, ndr) Ursula von der Leyen ha parlato di un’alleanza per il futuro, aprendo la porta affinché il Canada diventi il primo membro associato dell’Unione europea. Il Canada accoglie con favore questa ambizione”, ha affermato il premier Mark Carney, oggi (17 settembre) nel suo atteso discorso alla plenaria dell’Europarlamento.

Ieri tuttavia il futuro ambasciatore del Canada presso l’Ue, Jonathan Wilkinson, è parso frenare: “Non siamo ancora a quel punto“, ha affermato ai giornalisti a Strasburgo riferendosi all’ipotesi dello status di membro associato. “Ciò su cui ci stiamo concentrando è ottenere risultati concreti”.

“Un’alleanza per il futuro che definiremo insieme”

Proprio perché lo status di membro associato (ancora) non esiste in concreto, Carney ha ripreso il concetto di “un’alleanza per il futuro” come “un approccio unico e positivo che definiremo insieme“, costruendolo sui “nostri punti di forza comuni” e basandolo “sui nostri valori condivisi”.

Una prudenza necessaria, dato che nessuno al momento ha idea di cosa significhi in pratica un tale status e dunque sarebbe impensabile che venisse data ‘carta bianca’. L’ipotesi di una ‘associated membership’ infatti non è contemplata nei Trattati e richiederebbe l’unanimità dei Ventisette, peraltro irritati dal fatto di non essere stati preventivamente messi al corrente della novità – secondo quanto riporta Politico. Incontra poi l’ostilità aperta dei Paesi che stanno cercando di entrare nel blocco da tempo (come quelli balcanici) o con urgenza (l’Ucraina), o che ne sono usciti malamente e se ne sono pentiti (il Regno Unito).

Oltre a quella, prevedibile, di Donald Trump, che ha già definito l’iniziativa “ostile” e minacciato l’Unione di “severe tariffe”. D’altronde proprio l’approccio aggressivo del presidente degli Stati Uniti è stato uno dei motori principali di questo ulteriore avvicinamento tra Canada e Ue, che condividono da tempo legami economici e valoriali ampiamente sottolineati anche da Carney oggi.

Dimmi che parli di Trump senza parlare di Trump

Il nome del tycoon non è mai stato pronunciato né dal premer canadese né da von der Leyen, ma non ce ne era bisogno. “Le nostre società sono scosse da nuove tempeste, sconvolgimenti legati al cambiamento climatico, all’erosione delle norme democratiche, all’uso del commercio come arma”, ha detto Carney. “Oggi la sovranità richiede un accesso sicuro all’intelligenza artificiale, ai semiconduttori, ai minerali critici, ai sistemi di pagamento, alle tecnologie per l’energia pulita, ai vaccini, alle comunicazioni spaziali”, ha sottolineato aggiungendo che solo collettivamente si possono superare le inevitabili vulnerabilità che si hanno singolarmente: “Canada ed Europa sono forti ciascuno per conto proprio. Europa e Canada sono più forti insieme“.

Insieme dunque, ma con un salto in più, perché per Carney “l’ecosistema che abbiamo costruito (partnership, accordi commerciali, intese settoriali, ndr) non è ancora all’altezza della ferocia del cambiamento climatico, né si sta muovendo abbastanza rapidamente da tenere il passo con la velocità degli sconvolgimenti”.

Cosa propone il Canada

In questo senso va detto che la membership associata, che vedrà passare molta acqua sotto i ponti, potrebbe non essere velocissima, ammesso che si realizzi. Ma quello che il Canada sta certamente proponendo, ha spiegato Carney, è “una profonda cooperazione nell’intera gamma delle capacità strategiche, compresi i minerali critici, la capacità industriale della difesa, l’intelligenza artificiale e la capacità di calcolo, la sicurezza energetica, lo spazio e i pagamenti”.

Non solo: “Dovremmo procedere verso un commercio digitale senza soluzione di continuità dei beni non agricoli e di un’ampia gamma di servizi” e “prendere in considerazione l’esplorazione di un mercato integrato dei servizi finanziari”, ha proposto Carney, oltre ad “approfondire i nostri legami tra le persone”, attraverso l’adesione al programma Erasmus+, e nella ricerca, prendendo parte alla “prossima generazione di Horizon”.

In sostanza, per il premier nordamericano, “la nostra alleanza può contribuire a soddisfare il bisogno dell’Europa di approvvigionamenti affidabili, il desiderio del Canada di disporre capacità avanzate di lavorazione e il nostro obiettivo comune di completare le catene del valore nella transizione e nella nostra difesa”.

Bandiere dell'Ue e del Canada all'Europarlamento
Bandiere dell’Ue e del Canada all’Europarlamento (Ipa)

Cosa non sta proponendo il Canada

Quello che invece il Canada non sta proponendo è “un terzo blocco per diventare una grande potenza rivale, soltanto con modi migliori”. “Non cerchiamo il potere per dominare gli altri”, ha detto il canadese con evidente frecciatina a Trump, con il quale ha praticamente rotto dopo il fallimento dei negoziati commerciali e l’imposizione reciproca di dazi, a inizio agosto. Ma “nessuno può controllare i nostri mercati aperti, compromettere la nostra sovranità, minacciare la nostra integrità territoriale o indebolire le nostre libertà, le nostre democrazie, il nostro Stato di diritto”.

Un’alleanza Canada-Ue creerebbe un faro per le altre democrazie. Un’alleanza fondata su ciò che sosteniamo: libertà, solidarietà, prosperità, sostenibilità”, per “contribuire a creare il prossimo ordine mondiale giusto, stabile e prospero”.

Una foresta transatlantica

Libertà è forse il termine più usato dal premier di Ottawa nel suo discorso. Come von der Leyen ieri ha citato Charles Dickens e il celebre incipit di ‘Racconto di due città’ – “Era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi”-, così anche Carney ha pescato in ambito letterario, nel Faust di Johann Wolfgang von Goethe, nel quale “l’ultima visione del vecchio è quella di un popolo libero su una terra libera”.

Ma come aveva compreso lo scrittore tedesco, “la libertà e la vita devono essere conquistate ogni singolo giorno”, ha avvisato il premier canadese. “Ogni giorno, non una volta nel 1945 o nel 1956 o nel 1989. Ogni giorno, compreso questo”.

E nella lotta nella difesa dei valori da lui citati, Carney ha usato una metafora, quella della terra e degli alberi – un elemento distintivo del suo Paese – per invitare europei e canadesi ad “approfondire le radici” comuni, e “allargare la chioma” protettiva di fronte “all’attuale rottura geopolitica”. “Facciamo crescere una foresta transatlantica sotto la quale i nostri cittadini possano prosperare come persone libere su una terra libera”.

Perché il senso della collaborazione è questo: “Un singolo albero può cadere. Una foresta no“.

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