Omicidi mirati e sabotaggi alle infrastrutture: l’allarme Fbi sulla rete russa che colpisce i Paesi filo-Ucraina

L'incriminazione statunitense getta luce su una zona d'ombra dell'attività russa: l'uso di proxy a basso costo, spesso arruolati attraverso il dark web per compiere atti violenti su commissione
21 ore fa
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Vladimir Putin preoccupato di profilo
Il presidente russo Vladimir Putin (Ftg)

I servizi segreti russi stanno pianificando da almeno due anni omicidi mirati negli Stati Uniti e nei Paesi europei che sostengono l’Ucraina. È questa l’accusa formalizzata dal Dipartimento di Giustizia statunitense e l’Fbi, che hanno incriminato a Manhattan cinque affiliati ai servizi segreti della Federazione Russa. L’ordinanza federale delinea le attività della rete clandestina dei servizi di Mosca, specializzata nel reclutamento di intermediari locali incaricati di sorvegliare ed eliminare figure dell’opposizione in esilio e personalità legate al sostegno diplomatico e militare all’Ucraina, secondo quanto ricostruito dagli apparati investigativi.

Cosa c’è nell’atto d’accusa

I cinque indagati, attualmente latitanti, avrebbero coordinato operazioni dal 2024 a oggi per orchestrare attentati transnazionali. Il procuratore generale ha evidenziato come le disposizioni impartite dalla centrale operativa moscovita non si limitassero al pedinamento di dissidenti politici, ma comprendessero mandati per condurre atti di matrice terroristica e sabotaggi contro infrastrutture civili e complessi militari situati sul territorio dei Paesi dell’Unione europea allineati con Kiev.

Le carte documentano tentativi di ingaggiare operativi locali tramite pagamenti mirati per pedinare e colpire obiettivi specifici, includendo missioni di monitoraggio pre-operativo non solo sul suolo americano, ma anche in Stati membri dell’Unione come la Lituania. Proprio nella capitale del Paese baltico, a Vilnius, un drone aveva violato lo spazio aereo prima di essere abbattuto da due caccia italiani della Nato. Come spiegato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, intervenuto sul posto, il drone abbattuto conteneva un ordigno ed “era probabilmente russo”.

La matrice dell’intelligence russa evidenzia una transizione tattica: dalle rappresaglie verso disertori e oppositori storici a una campagna offensiva concepita per colpire direttamente il tessuto decisionale e logistico dei Ventisette.

La sequenza di attacchi e provocazioni delle ultime settimane

L’allarme dell’Fbi trova arriva a ridosso di una catena di incidenti che nelle ultime settimane ha interessato confini e hub strategici dell’Unione europea:

  • Violazioni dello spazio aereo e droni intercettati sul fianco orientale, con caccia dell’Eurofighter schierati dalla Nato per neutralizzare vettori senza pilota penetrati nei cieli della Lituania e della Polonia;
  • Provocazioni marittime nel Baltico, tra cui il lancio di razzi di segnalazione da parte di una fregata russa verso elicotteri militari danesi operanti in acque internazionali;
  • Sabotaggi incendiari e deflagrazioni misteriose presso snodi logistici, depositi di stoccaggio e centri commerciali in Polonia, Germania e nelle repubbliche baltiche, attribuiti dagli apparati di sicurezza interni a cellule locali coordinate dal Gru;
  • Tentativi di destabilizzazione industriale, come i complotti sventati per assassinare dirigenti di primarie industrie della difesa europee impegnate nella fornitura di munizioni e veicoli corazzati;
  • Manomissioni persistenti dei segnali di navigazione satellitare Gps sull’area del Mar Baltico, con rischi diretti per il traffico aereo civile e le rotte commerciali marittime.

Le implicazioni di sicurezza per l’Unione europea

La convergenza tra l’inchiesta giudiziaria di Manhattan e la guerra ibrida ai confini comunitari dimostra che il teatro dello scontro tra Mosca e il blocco occidentale ha ormai superato la linea rossa.

Per i governi dei Ventisette e le agenzie di intelligence del continente, la minaccia di omicidi mirati impone un innalzamento dei protocolli di protezione attorno a delegazioni diplomatiche, rifugiati politici, centri di ricerca strategici e catene logistiche di rifornimento.

Infine, l’incriminazione statunitense getta luce su una zona d’ombra dell’attività russa: l’uso di proxy a basso costo, spesso arruolati attraverso il dark web per compiere atti violenti su commissione. La risposta delle istituzioni europee passerà inevitabilmente dal rafforzamento dei controlli sui movimenti finanziari opachi e dall’integrazione tra i servizi di controspionaggio nazionali, chiamati a neutralizzare cellule dormienti prima che gli ordini di eliminazione fisica vengano eseguiti nelle città comunitarie.

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