Frattura nella destra polacca: cosa vuol dire per l’Europa e per l’Ucraina

Il premier Tusk potrebbe ricevere "un'incredibile ancora di salvezza" dalla spaccatura del principale partito di opposizione Pis
1 ora fa
4 minuti di lettura
Donald Tusk
il premier polacco Donald Tusk (Afp)

Dividi et impera, ti dividi e perdi. Questo è quanto si augura il premier polacco Donald Tusk che potrebbe ricevere “un’incredibile ancora di salvezza” dalla spaccatura del principale partito di opposizione Pis (Diritto e Giustizia). La prospettiva di una rottura è diventata realtà dopo che decine di parlamentari alleati dell’ex primo ministro Mateusz Morawiecki sono stati espulsi dal partito.

La divisione interna alla destra d’opposizione polacca cambia radicalmente i pronostici sulle elezioni parlamentari nel 2027, dove la Piattaforma Civica (in polacco Koalicja Obywatelska, Ko) di Donald Tusk era data in netto svantaggio fino alla spaccatura di Diritto e Giustizia. Il futuro politico della Polonia, in bilico tra europeisti e euroscettici, riguarda da vicino l’Unione europea, perché il Paese rappresenta un avamposto geopolitico cruciale nei confronti della Russia nonché uno dei più ostili nei confronti di Vladimir Putin. Almeno finché ci sarà Donald Tusk al governo.

Come è nata la spaccatura di Diritto e Giustizia

Le tensioni all’interno del partito di destra fondato dall’acerrimo nemico di Tusk, Jarosław Kaczyński, sono culminate in primavera, quando Morawiecki ha annunciato la creazione di Development Plus, un sottogruppo di parlamentari del Pis.

La scorsa settimana Kaczyński, leader del Pis, ha lanciato un ultimatum ai parlamentari, intimando loro di rinunciare all’appartenenza ad altre associazioni politiche. Le intimidazioni non hanno cambiato i piani dei parlamentari, dal momento che, come annunciato dallo stesso Kaczyński giovedì scorso: “40 parlamentari, un senatore e tre europarlamentari” sono stati “espulsi” da Diritto e Giustizia.

Secondo quanto dichiarato al Financial Times da Janusz Cieszyński, alleato di Morawiecki ed ex ministro, i membri di Development Plus si aspettano di essere “formalmente” espulsi da Pis questo pomeriggio. Cieszyński ha descritto la vicenda come un “complotto ordito da un piccolo gruppo vicino al presidente”, ovvero Kaczyński.

Morawiecki lancia la sfida a Tusk

Il leader di Development Plus ha lanciato la sfida ai suoi ex alleati e al premier in carica: “So come vincere contro Donald Tusk“, ha affermato Morawiecki, sottolineando il suo “impegno verso la tradizione, la fede, la cultura e i valori familiari polacchi”. Intanto, la sua espulsione dal Pis, con conseguente spaccatura del partito, potrebbe aver fornito a Donald Tusk quella che Andrzej Bobiński, analista di Polityka Insight, definisce al Ft “un’ancora di salvezza incredibile”.

La politica polacca è da tempo dominata dalla rivalità tra il Pis, partito socialmente conservatore ed euroscettico di Kaczyński, e la Piattaforma Civica di Tusk (Ko), filo-europea, ma le ultime evoluzioni potrebbero giocare a favore del premier in carica.

Con il Pis, Development Plus di Morawiecki, e due gruppi di estrema destra (la Confederazione di destra libertaria e la Confederazione della Corona Polacca) in competizione per lo stesso bacino di elettori conservatori, potrebbe essere più difficile per i partiti di opposizione raggiungere la maggioranza parlamentare e quindi il governo del Paese. Fatti i dovuti distinguo, la dinamica è analoga a quella della politica italiana, dove i partiti di centrosinistra sono troppo divisi per presentarsi uniti alle elezioni sotto l’ombrello del campo largo. E, quindi, non rappresentano una concreta minaccia elettorale per la coalizione di centrodestra che è al governo.

Come sottolineato da Bobiński in merito alla situazione polacca: “Sarebbe molto diverso se la destra vincesse e formasse un governo di coalizione“. Un’ipotesi al momento al quanto improbabile a causa delle varie divisioni tra i partiti di destra.

Le spaccature interne alla destra polacca

Il 77enne Kaczyński ha cercato a lungo di esercitare uno stretto controllo su Diritto e Giustizia, ma le tensioni sono aumentate dopo le elezioni presidenziali dello scorso anno, in cui il candidato del partito, Karol Nawrocki, ha sconfitto il candidato del premier Tusk, Rafał Trzaskowski.

Il punto è che “Nawrocki ha vinto perché ha preso in prestito voti dall’estrema destr”, come spiegato da Michał Szułdrzyński, caporedattore del quotidiano di Varsavia Rzeczpospolita. “Entrambi i partiti si sono spostati a destra in quelle elezioni: persino i candidati liberali del partito di Tusk si presentavano come conservatori”.

L’ondata di destra, presente anche a livello europeo con ricadute importanti nella legislatura von der Leyen bis, ha favorito due partiti minori, più intransigenti del Pis: la Confederazione di destra libertaria e la Confederazione della Corona Polacca, di orientamento più etnonazionalista. Come avviene anche in altri Paesi europei, in risposta, “Kaczyński ha deciso di virare a destra”, ha spiegato Szułdrzyński.

La Polonia vira a destra e cambia posizione sull’Ucraina

Temendo di perdere voti, Diritto e Giustizia ha cambiato posizione sulla guerra tra Russia e Ucraina, che un tempo era stata oggetto di consenso nella politica polacca. Il mese scorso Kaczyński ha annunciato una campagna per bloccare la candidatura dell’Ucraina all’adesione all’Ue, mentre il presidente della repubblica polacca Nawrocki ha revocato a Volodymyr Zelensky la più alta onorificenza statale polacca.

Al contrario, il premier Tusk ha sempre usato una linea molto dura nei confronti del presidente russo Vladimir Putin arrivando a dire che “La Russia finirà come l’Urss” a margine del Consiglio Ue dell’agosto 2025.

Al Ft, Bobiński spiega che Morawiecki, e quindi il suo nuovo partito Development Plus, “è più progressista in ambito sociale e più orientato al business” rispetto a Kaczyński. “I suoi sostenitori sono più giovani e comprendono l’economia di mercato meglio di molti membri del Pis”, ha aggiunto l’analista di Polityka Insight.

I membri di Diritto e Giustizia sono consapevoli di fare un favore al premier in carica con la loro spaccatura: “Non volevamo questo… e abbiamo lottato fino alla fine per la riconciliazione”, ha dichiarato Morawiecki sabato scorso. Di diverso avviso i suoi ex alleati di partito “È un peccato che non dedichiate altrettanta energia a criticare il disastroso governo di Tusk quanta ne dedicate ad attaccare noi”, ha scritto su X Rafał Bochenek, portavoce di Kaczyński.

Secondo gli analisti, la nuova forza politica guidata da Morawiecki potrebbe attrarre i conservatori moderati e l’elettorato più vicino al mondo delle imprese, verosimilmente rosicchiando voti al Ko. Più che eliminare la concorrenza per la coalizione di governo, sostengono, la scissione interna al Pis potrebbe prospettare una sfida a tre per le elezioni politiche del 2027.

Gli ultimi articoli