Arriva il 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia, ma a Manila Rubio e Lavrov cercano l’intesa

L’Unione europea ha varato il suo ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia tra price cap, flotta ombra e il compromesso sul Gnl
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Ursula von der Leyen
La presidente della Commissione europea in una conferenza stampa in Armenia (Afp)

L’Unione europea ha varato il suo ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, una mossa definita “storica” per dimensioni e portata. In un momento in cui l’Ucraina cerca di mantenere l’iniziativa sul campo di battaglia, Bruxelles ha deciso di colpire ancora più duramente le basi economiche che finanziano la macchina bellica di Mosca. Con ben 218 nuovi inserimenti tra individui e società, si tratta del pacchetto più massiccio degli ultimi quattro anni. Ma cosa cambia concretamente? E perché alcune banche restano fuori dai divieti?

Il 21° pacchetto di sanzioni Ue: un colpo al cuore dell’economia russa?

Il nuovo pacchetto di sanzioni europee alla Russia si presenta come una strategia mirata a isolare ulteriormente Mosca dal sistema finanziario globale. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha accolto con favore l’accordo, sottolineando come le sanzioni stiano già portando a un brusco rallentamento dell’economia di Putin, con una crescita del Pil prevista solo dell’1,3% per il 2026. Un dato politico rilevante emerge dai corridoi di Bruxelles: dopo anni di veti sistematici da parte dell’Ungheria di Viktor Orbán, la nuova trasparenza politica a Budapest ha rivelato come molti altri Stati membri in passato usassero la posizione ungherese come “scudo” per proteggere i propri interessi nazionali senza esporsi direttamente.

Banche e criptovalute: l’assedio finanziario e il caso Gazprom Bank

Un esempio di questo svelamento si ha con il sanzionamento di altre 33 banche russe, portando il totale degli istituti colpiti a oltre cento. Queste banche non potranno più utilizzare il sistema Swift per i pagamenti internazionali né i servizi di messaggistica finanziaria, un duro colpo alla capacità di Mosca di muovere capitali. Tuttavia, c’è un’esclusione che ha fatto discutere: Gazprom Bank non è stata sanzionata. Il motivo è puramente strategico: l’Europa “non può chiudere tutti i canali”, poiché questa banca è fondamentale per gestire i pagamenti del gas che alcuni Paesi membri ancora importano dalla Russia. Per evitare che il Cremlino usi le monete digitali per aggirare i blocchi, sono state sanzionate anche 14 piattaforme di criptovalute in Paesi terzi come Georgia, Panama e Emirati Arabi Uniti, colpendo in particolare la valuta A7A5, molto usata per eludere i controlli sul rublo.

Petrolio e flotte ombra

Il petrolio resta la principale fonte di ricchezza per il Cremlino. L’Ue ha deciso di congelare per un intero anno (fino a luglio 2027) l’aggiustamento del tetto al prezzo del petrolio russo (Urals), mantenendolo a circa 44 dollari al barile, ben al di sotto del prezzo di mercato di 65 dollari. Questa misura punta a sottrarre alla Russia circa 3,5 miliardi di dollari.

La vera novità riguarda però la lotta alla “flotta ombra”, ovvero quelle navi vecchie o senza assicurazione che trasportano greggio russo in segreto. L’Ue ha sanzionato altre 41 navi e introdotto una norma senza precedenti: gli Stati membri potranno confiscare e vendere le merci trasportate da queste navi illegali se fermate in mare, incamerandone il ricavato. Per quanto riguarda il Gas Naturale Liquefatto (Gnl), è stata concessa un’esenzione di un anno per i trasferimenti verso Paesi terzi, per evitare che operatori cinesi subentrassero immediatamente nel mercato a causa di complessi contratti di leasing europei.

Dalla difesa ai visti: il nodo dei reduci e le nuove restrizioni commerciali

Sul piano militare, l’Europa ha vietato l’esportazione di componenti chiave per la produzione di droni a lungo raggio e ha sanzionato il sistema che Mosca sta sviluppando come alternativa russa a Starlink. Sono state colpite anche diverse raffinerie in Russia e Bielorussia per ostacolare la riparazione degli impianti danneggiati dagli attacchi ucraini.

Un punto molto discusso ha riguardato il divieto di ingresso nell’Ue per i reduci russi della guerra in Ucraina. La misura è stata approvata in linea di principio, ma l’attuazione è stata rinviata all’autunno (ottobre) per non interferire con la stagione turistica e chiarire i dettagli tecnici sui visti Schengen. Italia e Francia hanno spinto per un approccio che eviti punizioni “indiscriminate” alla popolazione civile, ricordando che i flussi turistici russi in Italia sono già crollati sotto l’1%. Curiosamente, è sparito dal pacchetto il divieto di importare pesce dalla Russia: una decisione influenzata dalle proteste dei consumatori portoghesi di baccalà e dell’industria tedesca dei bastoncini di pesce.

L’incontro Lavrov-Rubio e lo scudo per le imprese Ue

Mentre Bruxelles varava le sanzioni, a Manila si è tenuto un raro incontro tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio. Lavrov ha dichiarato che la Russia è “pronta a porre fine al conflitto per via diplomatica”, pur mettendo in guardia gli Usa dal continuare a inviare armi a Kiev.

Infine, l’Ue ha creato uno “scudo legale” per proteggere le proprie aziende, come la belga Euroclear, dalle ritorsioni dei tribunali russi. Le sentenze di Mosca che chiedono risarcimenti per i beni russi congelati non avranno alcun valore legale nell’Unione, e i giudici europei potranno emettere ordini per bloccarne l’esecuzione anche in Paesi extra-Ue. In sintesi, il 21° pacchetto conferma la volontà dell’Unione di non fare passi indietro, aumentando la pressione economica per costringere il Cremlino a una trattativa reale.