Ok alla Schengen militare per muovere truppe in 48 ore: così l’Ue si prepara al vertice Nato

La mobilità militare approvata in via preliminare dall'Europarlamento sarà tema centrale anche al vertice italofrancese del 25 luglio a Antibes
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Soldati corrono Canva

Spostare truppe dalla Francia all’Italia e poi in Spagna in sole 48 ore? Presto sarà possibile. Le commissioni Trasporti e Difesa del Parlamento europeo hanno dato il primo via libera ufficiale alle nuove norme sulla mobilità militare. Si tratta di una vera e propria “Schengen militare”: un piano per abbattere le barriere burocratiche e permettere ai soldati di attraversare i confini europei senza restare bloccati tra scartoffie e permessi, garantendo una risposta lampo del continente in caso di crisi.

Il cuore della rivoluzione sta nella velocità: le autorizzazioni per i movimenti urgenti dovranno arrivare entro due giorni lavorativi, mentre un sistema di emergenza (Emers) scatterà in sole 48 ore per dare priorità assoluta ai mezzi militari su strade, ponti e ferrovie.

Questo scudo logistico sarà al centro del vertice di domani ad Antibes tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. In Costa Azzurra, Italia e Francia sigleranno una nuova alleanza per la difesa fino al 2031, puntando tutto sul Samp/T Ng, il super-missile europeo che rappresenta l’ambizione di una difesa aerea sovrana. È la prova generale in vista del vertice Nato di Ankara di inizio luglio: un appuntamento cruciale che si svolgerà in un clima teso, tra la necessità di blindare la sicurezza europea e le polemiche per i recenti arresti di massa effettuati dalle autorità turche.

Verso un “Schengen militare”

L’Eurocamera spinge per una trasformazione radicale: la creazione di un vero e proprio “Schengen militare” entro il 2027, anticipando la scadenza del 2030 inizialmente proposta. La posizione dei deputati si articola su diversi punti chiave. Il primo vede l’introduzione di un sistema informatico sicuro per gestire i permessi di transito, con tempi di risposta ridotti a soli due giorni lavorativi per le richieste urgenti. Il secondo, riguarda la creazione di un “pool di solidarietà” per condividere capacità logistiche (mezzi, personale, unità mediche) tra Stati membri, aperto anche ad alleati Nato extra-Ue come Ucraina e Moldova. In caso di crisi, inoltre, un meccanismo attivabile entro 48 ore (il sistema di emergenza “Emers”) garantirebbe alle forze armate l’accesso prioritario alle infrastrutture, riducendo al minimo i disagi per il traffico civile. Infine, mentre i gruppi liberali chiedono di escludere fornitori da Paesi terzi ad alto rischio per le infrastrutture strategiche, i socialisti hanno insistito sulla protezione dei diritti dei lavoratori e dei servizi civili essenziali durante i movimenti militari.

Cos’è e perché servirà all’Europa?

La mobilità militare è la capacità di spostare rapidamente personale e armamenti da un punto all’altro dell’Unione, fondamentale per la resilienza e la deterrenza. Si poggia su tre pilastri: infrastrutture fisiche adeguate (ponti, tunnel, ferrovie), asset di trasporto appropriati e regole amministrative efficienti.

L’aggressione russa all’Ucraina ha reso questo tema vitale: le operazioni di supporto hanno mostrato che i ritardi burocratici e le “strozzature” infrastrutturali sono vulnerabilità critiche. Potenziare la mobilità significa investire in infrastrutture a “duplice uso” (dual-use), come ponti rinforzati o ferrovie potenziate, che servono alla difesa in tempo di crisi ma migliorano i trasporti quotidiani per tutti i cittadini in tempo di pace.

Per finanziare questi sforzi, è stato proposto un aumento massiccio del budget dedicato, passando a 17,65 miliardi di euro per il periodo post-2028.

Il vertice italo-francese ad Antibes

Proprio mentre l’Europa accelera sulla logistica, domani a Antibes si terrà il vertice franco-italiano tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, segnando un “ritorno ai fondamentali” nelle relazioni bilaterali. Al centro dei colloqui ci sarà la firma di una nuova tabella di marcia per la difesa 2026-2031. Il protagonista tecnologico dell’incontro sarà il Samp/T Ng (New Generation), il sistema missilistico di difesa aerea sviluppato dalla joint venture Eurosam (Mbda Italia, Mbda Francia e Thales). Descritto come l’alternativa europea al Patriot statunitense, il Samp/T Ng è in grado di rilevare minacce a oltre 350 chilometri e intercettarle oltre i 150. Questo programma è considerato il fiore all’occhiello dell’ambizione franco-italiana per una difesa aerea sovrana, e si inserirà nel dibattito proprio sulla mobilità militare che sarà oggetto di discussione tra i ministri presenti.

Verso il vertice Nato di luglio

Questi movimenti preparano il terreno per il vertice Nato che si terrà ad Ankara il 7 e 8 luglio, presieduto dal segretario generale Mark Rutte. Tuttavia, il clima attorno al summit è teso: le autorità turche hanno recentemente condotto una raffica di oltre 200 arresti (tra cui sindacalisti, avvocati e giornalisti) motivati da presunti legami terroristici, scatenando denunce di arresti arbitrari in vista dell’evento internazionale.

La Difesa rimarrà comunque la grande protagonista assoluta dell’agenda alleata, con l’obiettivo di rafforzare il pilastro europeo della Nato e la prontezza operativa complessiva entro il 2030. Il pacchetto sulla mobilità militare, che passerà al voto in sessione plenaria a Strasburgo a luglio, rappresenterà il contributo concreto dell’Ue a questa strategia di sicurezza collettiva.