Bye bye UK, EU is better: dopo il Canada, anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord si avvicinano a Bruxelles

I leader hanno firmato a Cardiff un memorandum congiunto che allontana le rotte dei tre Paesi dal Regno Unito e li avvicina all'Unione europea
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Ursula von der Leyen ue azerbaigian
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen in un'immagine di repertorio (Ipa/Fotogramma)

Quella di ieri, mercoledì 16 settembre 2026, è stata una giornata storica per l’Ue: davanti agli europarlamentari riuniti per il discorso sullo Stato dell’Unione e al presidente canadese Mark Carney, Ursula von der Leyen ha annunciato che “Il Canada sarà il primo membro associato dell’Unione europea”.

Questo potrebbe essere solo il primo passo: due giorni prima, infatti, i leader di Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno firmato a Cardiff un memorandum congiunto che allontana le rotte dei tre Paesi dal Regno Unito. I tre leader hanno formalizzato un’alleanza strategica fondata sul diritto all’autodeterminazione, con un testo orientato a ridisegnare i confini costituzionali e a riportare i relativi Paesi nell’orbita dell’Unione europea.

Il documento approvato nella capitale gallese definisce quattro pilastri di convergenza:

  • lo sviluppo economico e fiscale autonomo;
  • la cooperazione sulle energie rinnovabili e l’eolico offshore;
  • la proiezione internazionale condivisa;
  • la reintroduzione di legami organici con Bruxelles per sanare le fratture provocate dalla Brexit.

È la prima volta nella storia recente britannica che i tre Stati periferici si muovono con un coordinamento simultaneo di natura indipendentista rispetto al governo centrale di Londra.

Le posizioni dei leader al tavolo di Cardiff

Il fronte comune siglato in Galles riflette le sensibilità politiche delle singole amministrazioni, accomunate dal rifiuto dell’isolamento commerciale imposto dall’uscita dall’Unione europea.

John Swinney e l’adesione a pieno titolo della Scozia all’Ue

Il primo ministro scozzese e leader dello Scottish National Party (Snp), John Swinney, ha ribadito che il destino democratico della Scozia deve essere deciso unicamente dal suo popolo. Nel suo intervento, Swinney ha sottolineato che l’elettorato scozzese ha espresso a larga maggioranza la propria contrarietà alla Brexit e che l’obiettivo prioritario dell’amministrazione di Edimburgo rimane l’ottenimento di un referendum formale di autodeterminazione per accedere all’Unione europea come membro sovrano a pieno titolo, ripristinando la libertà di circolazione di merci e persone.

Rhun ap Iorwerth e il Galles contro la centralizzazione di Westminster

Il leader gallese di Plaid Cymru e padrone di casa del summit, Rhun ap Iorwerth, ha contestato il progressivo accentramento di poteri operato da Londra ai danni dell’Assemblea di Cardiff. Ap Iorwerth ha spiegato che il Galles non può più subire passivamente le conseguenze del declino commerciale legato all’uscita dal mercato unico, rivendicando l’autonomia legislativa necessaria per negoziare accordi bilaterali diretti con i partner comunitari e pianificare il percorso verso una futura emancipazione dello Stato.

Michelle O’Neill, Mary Lou McDonald e il border poll per l’Irlanda riunificata dentro l’Ue

La First Minister dell’Irlanda del Nord, Michelle O’Neill, affiancata dalla presidente del partito Sinn Féin, Mary Lou McDonald, ha ricordato la specificità giuridica dell’Ulster sancita dagli Accordi del Venerdì Santo e dal quadro di Windsor. Il partito sostiene con forza la riunificazione dell’Irlanda per creare un unico Stato che unisca la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Per la leadership repubblicana, il percorso di rientro nell’Unione europea passa attraverso lo strumento del border poll per la riunificazione dell’isola: un processo che consentirebbe ai cittadini nordirlandesi di riacquisire automaticamente lo status di cittadini europei integrandosi nella Repubblica d’Irlanda. Il border poll (letteralmente “referendum di confine”) è il termine con cui si indica un referendum sull’unità irlandese. Si tratta della consultazione elettorale con cui i cittadini dell’Irlanda del Nord verrebbero chiamati a decidere il proprio futuro costituzionale: rimanere nel Regno Unito o separarsi per unirsi alla Repubblica d’Irlanda, dando vita a un’Irlanda unita.

Il modello canadese al Soteu 2026: la nuova frontiera dei membri associati

A conferire un peso geopolitico inedito alle rivendicazioni delle tre nazioni devolute è l’annuncio storico giunto ieri da Strasburgo, seguito da un abbraccio tra Ursula von der Leyen e il premier canadese Mark Carney.

Questa nuova architettura a cerchi concentrici, pur non codificata nei trattati originari, introduce un precedente istituzionale fondamentale: la possibilità per democrazie occidentali avanzate di allinearsi al mercato unico, cooperare sui dossier industriali e partecipare a programmi comunitari senza dover passare attraverso la piena adesione politica.

Per Scozia, Galles e Irlanda del Nord, la rottura del tabù sull’adesione tradizionale offre una sponda immediata: la prospettiva di relazioni speciali e accordi di associazione progressivi con Bruxelles prima ancora che si compiano le complesse tappe di una formale secessione dal Regno Unito.

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