Sabotaggio Nord Stream, per la prima volta la Germania accusa Kiev

Indagini su una presunta catena di comando riconducibile ai piani alti dell'esercito ucraino
3 ore fa
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nord stream sabotaggio germania accusa ucraina
Una perdita di gas dal Nord Stream 2 (settembre 2022, Ipa/Ftg)

Dopo quasi quattro anni di accuse reciproche tra Russia e Ucraina, la Germania accusa Kiev per il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. Secondo l’atto di accusa della procura federale tedesca, Serhii Kuznietsov, all’epoca ufficiale dell’esercito di Kiev, avrebbe elaborato insieme ad altri membri delle forze armate ucraine un piano per distruggere i gasdotti 1 e 2, interrompere definitivamente le forniture di gas dalla Russia alla Germania e impedire a Mosca di utilizzare i proventi del commercio di gas naturale per finanziare l’invasione.

Sull’uomo la Germania aveva emesso un Mandato d’arresto europeo nell’agosto 2025, poco prima che venisse arrestato a Rimini. A novembre dello stesso anno, l’ex militare ucraino, 50 anni, è stato estradato in Germania e ora si trova in detenzione preventiva ad Amburgo. Kuznietsov è accusato di crimini di guerra (attacco a una infrastruttura energetica civile), provocazione di esplosione e distruzione di opere edilizie.

Il prossimo e cruciale punto delle indagini riguarda i mandanti: secondo Afp (France press), che cita fonti vicine all’indagine, gli inquirenti tedeschi ritengono che l’operazione sia stata commissionata dalle autorità ucraine.

È la prima volta che l’ipotesi investigativa non si limita a ricostruire l’azione del commando che avrebbe piazzato gli esplosivi, ma indaga su una presunta catena di comando riconducibile ai piani alti dell’esercito ucraino.

Spetta ora alla Sezione per la sicurezza dello Stato della Corte d’Appello Anseatica di Amburgo decidere se aprire il processo.

Come è stato effettuato il sabotaggio

Secondo la ricostruzione della Procura federale tedesca, il commando avrebbe noleggiato lo yacht Andromeda per raggiungere i gasdotti nel Mar Baltico trasportando esplosivi e attrezzature da immersione. Per l’accusa, il gruppo ha collocato le cariche sui gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2, provocando le esplosioni del 26 settembre 2022 che fecero saltare tre delle quattro linee sottomarine. Per l’attuazione del piano sono intervenuti diversi sommozzatori professionisti, uno skipper e un esperto di esplosivi, sotto la guida dell’imputato.

In seguito all’invasione russa dell’Ucraina, le forniture di gas verso Berlino tramite Nord Stream 1 erano progressivamente diminuite fino alla sospensione. Il Nord Stream 2, invece, non era mai entrato in funzione dopo il blocco deciso dalla Germania alla vigilia della guerra.

La difesa di Serhii Kuznietsov: “Violate le regole del Mandato d’arresto europeo”

L’avvocato di Serhii Kuznietsov, Nicola Canestrini, accusa la Procura federale tedesca di aver violato il principio di specialità, uno dei cardini del Mandato d’arresto europeo (Mer) secondo il quale, salvo eccezioni tassative, una persona estradata può essere perseguita solo per i reati in relazione ai quali lo Stato che l’ha consegnata ne ha autorizzato l’estradizione.

Secondo la difesa, quando l’Italia autorizzò la consegna di Kuznietsov, nell’agosto 2025, il Mer faceva riferimento esclusivamente alle accuse di sabotaggio e distruzione di edifici. Il reato di crimine di guerra, invece, sarebbe stato aggiunto ai capi d’imputazione solo dopo l’estradizione (novembre 2025). “L’imputazione di diritto penale internazionale più grave è stata deliberatamente trattenuta nel mandato d’arresto e aggiunta solo dopo l’avvenuta consegna, in un momento in cui l’autorità italiana di esecuzione non poteva più esaminarla né far valere i propri motivi di rifiuto”, accusa Canestrini, che annuncia una battaglia legale in difesa dello “Stato di diritto”.

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