Viktor Orbán non c’è più. E si vede. Per la prima volta nell’ultimo anno e mezzo, il Consiglio Europeo ha approvato all’unanimità le conclusioni del summit sull’Ucraina. Finalmente, Bruxelles può puntare di nuovo su un’Unione a Ventisette Stati, abbandonando quella laconica formazione a “Ventisei più uno” che aveva dato all’ex presidente ungherese una sorta di potere di veto sulle sanzioni verso Mosca.
Per la prima volta dal dicembre 2024 (quando la guerra in Ucraina era iniziata da dieci mesi), i Paesi hanno anche approvato una modifica procedurale alle sanzioni contro la Russia, che oggi sono state rinnovate ancora una volta: da ora in avanti non dovranno essere rinnovate semestralmente, ma annualmente.
Le sanzioni contro Mosca
I 27 leader hanno approvato il prolungamento formale per altri sei mesi, fino al 31 gennaio 2027, dell’intero blocco delle sanzioni settoriali e individuali contro la Russia. Si tratta di una decisione non scontata, che ha richiesto di superare le resistenze pregresse di Paesi come Ungheria (ora guidata da Peter Magyar) e Slovacchia (guidata dal primo ministro Robert Fico, filorusso) e che mantiene in vigore restrizioni su oltre 2.600 individui e le misure di blocco su oltre 200 miliardi di euro di asset della Banca Centrale Russa.
La compattezza del Consiglio si inserisce in una fase di forte accelerazione diplomatica: proprio in questi giorni, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen ha annunciato i dettagli del 21° pacchetto di sanzioni. “Il nostro obiettivo è colpire la flotta ombra russa e chiudere le scappatoie nei Paesi terzi”, ha chiarito la Commissione, presentando misure che mirano a sanzionare ulteriori banche, navi e piattaforme crittografiche usate dal Cremlino per aggirare l’embargo. António Costa ha rivendicato il risultato del vertice sottolineando l’efficacia della tenuta europea.
La soddisfazione di Costa
La coesione di tutti i membri era già stata anticipata da un post sui social del presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa: “Oggi, tutti i 27 leader sono uniti e impegnati a sostegno dell’Ucraina. Stiamo procedendo con i colloqui di adesione, rafforzando la difesa ucraina attraverso il nostro prestito di supporto e aumentando la pressione sulla Russia con nuove sanzioni”, si legge nel post. “La nostra strategia sta funzionando. Insieme, stiamo invertendo la tendenza. È stato un piacere accoglierla al Consiglio Europeo, presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky“.
Today, all 27 leaders stand together, united and committed to supporting Ukraine.
We are moving forward on accession talks, strengthening Ukraine’s defence through our support loan, and increasing pressure on Russia with new sanctions.
Our strategy is working. Together, we are… pic.twitter.com/CW3kOGviqF
— António Costa (@eucopresident) June 18, 2026
Senza accordo, Russia esclusa dagli eventi sportivi
Nelle conclusioni sull’Ucraina approvate all’unanimità dai Ventisette, si legge inoltre: “Il Consiglio europeo sottolinea che, finché non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non si dovrebbe normalizzare la partecipazione della Russia agli eventi sportivi e culturali internazionali”.
Questa parte è stata aggiunta nell’ultima stesura della bozza di conclusioni, a seguito di un dibattito tra gli sherpa che hanno discusso anche la partecipazione del padiglione russo alla Biennale.

