Cina, l’avvertimento all’Ue: “Se ci colpite sul commercio, risponderemo”

L'ambasciatore cinese Cai Run avverte Bruxelles sulle nuove restrizioni commerciali: "Una guerra commerciale non ha vincitori". Sullo sfondo il piano del blocco per proteggere il mercato europeo
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Container cinesi
Container cinesi (Canva)

“Se l’Unione europea insiste nell’adottare misure economiche e commerciali restrittive e discriminatorie contro la Cina, saremo costretti ad adottare contromisure per difendere fermamente i nostri interessi”. È l’avvertimento lanciato dall’ambasciatore cinese presso l’Ue, Cai Run, intervenuto ieri 5 novembre a Bruxelles al 14esimo Forum Cina-Europa, organizzato dalla missione diplomatica cinese insieme al think tank Friends of Europe e alla China Public Diplomacy Association.

Il diplomatico ha criticato la possibilità che Bruxelles introduca nuove restrizioni commerciali nei confronti di Pechino, ribadendo l’opposizione cinese alla “politicizzazione delle questioni economiche e commerciali” e all’uso eccessivo delle motivazioni legate alla sicurezza per giustificare interventi sul mercato.

“Una guerra commerciale non ha vincitori”

“Una guerra commerciale non ha vincitori“, ha sottolineato Cai Run, invitando Bruxelles a privilegiare il dialogo e il negoziato per risolvere le controversie economiche.

Secondo l’ambasciatore, Cina e Unione europea devono considerarsi partner e non avversari. Il diplomatico ha richiamato i progressi ottenuti nei recenti colloqui bilaterali su commercio e investimenti, sottolineando che le due economie hanno interessi complementari e possono affrontare le divergenze attraverso il confronto.

A settembre le due parti hanno infatti raggiunto un accordo su auto e terre rare che però lascia irrisolte le questioni strutturali: nel 2025 il deficit commerciale dell’Ue con la Cina ha raggiunto quasi 360 miliardi di euro, equivalenti a circa un miliardo al giorno. Uno squilibrio che la Commissione ha più volte definito “insostenibile” e che alimenta le preoccupazioni di Bruxelles (e dei governi) per le conseguenze sull’industria europea, già alle prese con difficoltà strutturali e una concorrenza internazionale sempre più intensa.

Il nuovo strumento commerciale europeo

Per questo, le capitali hanno chiesto all’esecutivo europeo di predisporre nuovi strumenti di difesa commerciale. Palazzo Berlaymont sta dunque preparando il cosiddetto ‘kill switch‘, che consentirebbe a Bruxelles di reagire rapidamente a gravi perturbazioni del mercato europeo, anche limitando le importazioni.

Il meccanismo, sollecitato anche da Francia e Germania, dovrebbe essere presentato entro la fine del 2026. Pur essendo concepito per essere applicato a qualsiasi Paese, viene considerato soprattutto una risposta alla crescente pressione delle importazioni cinesi sull’industria europea.

Il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, ha spiegato che il nuovo strumento permetterebbe all’Ue di intervenire più velocemente rispetto alle tradizionali procedure antidumping e anti-sovvenzioni.