L’endorsement dell’ambasciatore americano a Meloni: “Italiani faranno scelta giusta”

Il suo yacht non passa inosservato con una lunghezza di117 metri, due eliporti, piscine, una spa, una palestra e persino un piccolo campo da golf
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L'ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Timan Joseph Fertitta, a Napoli con il mega yacht Boardwalk (Ipa)

Venezia ha protestato al suo arrivo. Lo yacht sul quale viaggia (e vive) attira più critiche che complimenti. Oggi si è congratulato con Giorgia Meloni per la sua leadership, definendola senza mezzi termini un “leader di livello mondiale” che gode del rispetto di tutto il mondo.

Parliamo di Tilman J. Fertitta, l’insolito e ricchissimo ambasciatore degli Stati Uniti in Italia nominato dal presidente Donald Trump. Nel corso della tappa a Genova del suo tour estivo lungo le coste italiane – battezzato dallo stesso diplomatico “coastal diplomacy” (diplomazia costiera) – Fertitta ha lanciato un pesantissimo endorsement politico alla premier italiana.

L’endorsement di Fertitta a Giorgia Meloni

Fertitta ha dichiarato che “l’Italia non ha solo una guida per il Paese, ma ha una figura di rilievo internazionale in questo momento”, aggiungendo che “gli italiani si renderanno conto che piace avere una persona che non sia solo il leader del vostro grande Paese, ma qualcuno che gode del rispetto di tutto il mondo”.

Poi, spingendosi oltre i confini del consueto protocollo diplomatico, ha concluso: “I governi americani tendono a rimanere neutrali, ma penso che il popolo italiano sia molto intelligente” e che “farete la scelta giusta“. Un messaggio decisamente forte, in occasioni delle prossime elezioni italiane del 2027, e che rompe la tradizionale neutralità formale dei diplomatici d’oltreoceano.

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Il mega yacht dell’ambasciatore Tilman Fertitta a Napoli (Ipa)

Lo yacht Boardwalk e la rabbia di Venezia

Ma chi è Tilman J. Fertitta e perché è finito nel mirino dell’opinione pubblica? La risposta sta nello stile di vita decisamente fuori dagli schemi di Fertitta. Il diplomatico, un miliardario texano di origini siciliane che ha costruito la sua fortuna tra ristorazione di lusso, casinò e l’acquisto della squadra di Nba degli Houston Rockets, ha rinunciato a vivere stabilmente nella storica residenza ufficiale di Villa Taverna a Roma. Ha preferito fare del suo nuovo giga-yacht, il Boardwalk, la sua dimora permanente e il suo ufficio galleggiante.

Parliamo di un gigante del mare lungo 117 metri, dotato di due eliporti, piscine, una spa, una palestra e persino un piccolo campo da golf, per un valore stimato di oltre 450 milioni di euro. Ed è proprio questa reggia galleggiante ad aver scatenato la protesta in Laguna.

Al suo arrivo a Venezia, lo scorso 17 luglio, in coincidenza con la storica Festa del Redentore, circa 300 attivisti del centro sociale Morion e cittadini hanno organizzato una dura manifestazione di dissenso. Al grido di “Venezia non si usa. Fuck Trump, fuck Fertitta“, i manifestanti hanno contestato le politiche dell’amministrazione Trump (accusate di alimentare conflitti globali e instabilità economica) e le imponenti misure di sicurezza che hanno blindato la città. Anche l’Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) è intervenuta duramente, accusando il governo italiano di aver sottratto centinaia di agenti di polizia ai loro normali compiti di sicurezza pubblica per trasformarli nei “bodyguard” personali dell’ambasciatore durante il suo tour.

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Proteste a Venezia contro l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia Tilman Fertitta (Ipa)

Ricucire lo strappo tra Trump e Meloni (dal ponte di una barca)

Al di là del folklore dei piedi scalzi obbligatori a bordo, la mossa di Fertitta ha un valore geopolitico cruciale per i rapporti transatlantici. Le relazioni tra la Casa Bianca di Trump e Palazzo Chigi si erano infatti raffreddate dopo una serie di scontri pubblici tra il presidente statunitense e la presidente italiana. In particolare, Giorgia Meloni aveva smentito con decisione l’affermazione di Trump di aver “elemosinato” una foto con lui durante l’ultimo vertice del G7.

Dal ponte del suo yacht, Fertitta ha lavorato costantemente al telefono con Meloni e con vari esponenti del governo italiano per calmare le acque e fare da ponte diplomatico. Negando l’esistenza di una vera rottura, l’ambasciatore ha assicurato che tra i due leader c’è in realtà un forte rapporto personale.

Perché questa storia riguarda l’Europa e il mondo?

Questa bizzarra “diplomazia costiera” non è solo una curiosità estiva, ma tocca temi caldissimi per il futuro dell’Unione europea nei suoi rapporti con il mondo. Durante le sue tappe, Fertitta ha infatti continuato a insistere su un punto geopolitico fondamentale per Washington: la necessità che i Paesi europei aumentino i propri investimenti nel settore della difesa.

È un tema cruciale per la Nato, specialmente in un momento di forte instabilità globale che vede lo stesso Fertitta commentare dossier delicati come la complessa situazione nello Stretto di Hormuz e le tensioni con il regime iraniano.

In un’Europa che cerca faticosamente la propria autonomia strategica, l’ambasciatore-miliardario che governa dai mari ci ricorda, tra un brindisi a bordo e un elogio alla premier, che l’asse tra Roma e Washington oggi passa anche attraverso le rotte del lusso privato e i difficili compromessi della difesa comune.