La decisione del ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, di nominare Mykhailo Fedorov (ex ministro della Difesa ucraino) come proprio advisor per l’Innovazione della Difesa ha scatenato una dura e ironica reazione da parte del Cremlino. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha infatti definito la nomina “ridicola” durante un briefing a margine del Forum economico orientale. “Se Gianni Rodari fosse vivo, credo che scriverebbe una specie di fiaba satirica su questa vicenda, ma non sono sicura che sarebbe più divertente di questa storia realmente accaduta”, ha rinfacciato con sarcasmo la portavoce russa.
Kicked off an international working trip with our team, focused on advancing our new initiatives in digitalization and defense tech.
First stop — a meeting with Italian Minister of Defense @GuidoCrosetto.
I expressed my gratitude to Guido for his personal support and for the… pic.twitter.com/EeFqvd1srO
— Mykhailo Fedorov (@FedorovMykhailo) August 28, 2026
La replica di Crosetto al Cremlino
“Capisco che preferirebbero che le scelte per l’Italia potesse farle qualcuno che senta Mosca prima ma per adesso non è ancora così e si ragiona pensando solo a Roma e non Mosca, Kiev o Washington – ha risposto il ministro Crosetto -. Però qualcosa di positivo c’è: se ha letto Rodari, cosa che dubito, avrà capito che non vogliamo fare la fine del topo che mangiava i gatti e quindi serve anche l’esperienza sul campo. Ma dubito che lei o i nostri connazionali, che con il suo messaggio ha voluto mettere in moto, vogliano accettarlo, perché ci vorrebbero deboli e indifesi”.
Ma perché Crosetto ha nominato Fedorov?
La scelta di Guido Crosetto poggia sulla significativa e concreta esperienza di Fedorov nell’applicazione dell’innovazione digitale alla pubblica amministrazione e al settore della difesa. Lo scenario geopolitico globale caratterizzato da repentine e inedite trasformazioni, ha mosso Crosetto a ricercare opportunità di scambio e confronto.
Fedorov ha infatti il merito di aver rivoluzionato la strategia bellica dell’Ucraina, promuovendo una decisiva svolta tecnologica in cui i droni, i sistemi autonomi e la difesa aerea sono diventati centrali per le sorti del conflitto. Per il ministero della Difesa italiano, l’eccellenza tecnologica deve oggi sapersi coniugare rapidamente con la capacità industriale e la rapidità di risposta operativa su larga scala. Dal canto suo, Fedorov si è detto grato per la partnership strategica, dichiarandosi pronto ad aiutare l’Italia ad adottare le tecnologie della guerra moderna per adattarsi alle nuove sfide globali della sicurezza.
Chi è Fedorov? Le diatribe con Zelensky
A soli 35 anni, Fedorov è stato il più giovane ministro della Difesa nella storia dell’Ucraina, anche se rimasto in carica per appena sei mesi prima di essere bruscamente silurato. Ex vice primo ministro con delega alla trasformazione digitale, si era costruito la reputazione di mente e motore trainante dello sviluppo dei droni ucraini. Il suo stile di gestione fortemente improntato al mondo delle start-up lo ha però alienato dall’establishment politico tradizionale e ha urtato i vertici militari.
Il presidente Volodymyr Zelensky lo ha infine rimosso dall’incarico, citando il fallimento nella gestione della mobilitazione militare e le sue insanabili divergenze con il comandante in capo Oleksandr Syrsky (licenziato a sua volta pochi giorni dopo). Il siluramento di Fedorov ha gettato Zelensky nella più grave crisi politica del suo mandato, scatenando ampie proteste di piazza a Kiev. Una volta fuori dal governo, Fedorov ha rotto il tabù del silenzio patriottico criticando apertamente la gestione statale, invocando elezioni in tempo di guerra e scatenando forti polemiche in patria con la dichiarazione secondo cui l’Ucraina, senza un rapido contrasto ai nuovi droni e missili russi, starebbe “gradualmente e lentamente perdendo la guerra”.

