Schengen, l’ombra della Russia sulle frontiere europee: tre Paesi prorogano i controlli

Minacce ibride, sabotaggi e infrastrutture energetiche a rischio: i tre Paesi nordici mantengono i controlli ai confini interni fino all'11 maggio 2027
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Cartello aeroportuale che indica gli arrivi dell'Area Schengen
Arrivi Area Schengen in aeroporto (Canva)

Tre Paesi del Nord Europa manterranno i controlli alle frontiere interne dello spazio Schengen fino all’11 maggio 2027. Svezia, Danimarca e Norvegia hanno notificato alla Commissione europea la proroga delle misure, motivandola con la crescita delle minacce alla sicurezza, tra sabotaggi, terrorismo e operazioni ibride.

Ieri 5 novembre la Svezia ha annunciato il rinnovo dei controlli dal 12 novembre 2026, data di scadenza della decisione precedente. Il governo di Stoccolma cita apertamente le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina e la “rave situazione di sicurezza” che ne è derivata, con “minacce ibride e attori ostili che si sono mossi e hanno operato all’interno dell’area Schengen”. Le verifiche potranno riguardare le frontiere terrestri, marittime e aeroportuali.

“Persistenti minacce per sabotaggi, terrorismo e criminalità organizzata”

“Anche diversi altri Stati membri di Schengen, come Francia, Germania, Norvegia e Danimarca, hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne. Come in precedenza, è l’autorità di polizia a decidere dove e come effettuare i controlli”, specifica Stoccolma.

Anche Copenaghen dunque ieri ha deciso di mantenere i controlli ai confini terrestri e marittimi con la Germania, richiamando “persistenti minacce alla politica pubblica e alla sicurezza interna derivanti da possibili azioni di sabotaggio, nonché da continui episodi di terrorismo e criminalità organizzata”.

In Norvegia, invece, i controlli riguardano i porti con collegamenti marittimi verso altri Paesi Schengen. Oslo segnala soprattutto le minacce al settore energetico e il rischio di sabotaggi alle infrastrutture.

Non è una sospensione di Schengen

Non si tratta di una sospensione di Schengen. Le norme europee consentono agli Stati di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne in presenza di gravi minacce per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale.

Per i viaggiatori significa che, pur restando garantita la libera circolazione secondo le regole europee, le autorità possono effettuare verifiche sui documenti e sui requisiti di ingresso.