Scorte in casa e difesa civile: Londra si prepara alla minaccia russa

Acqua, cibo, blackout e cyberattacchi entrano nella nuova preparazione britannica, mentre la tensione con la Russia torna a salire
2 ore fa
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Big Ben Londra Uk Regno Unito
Londra, il Big Ben e il Palazzo di Westminster (Canva)

La Russia minaccia possibili attacchi contro obiettivi militari britannici e Londra rafforza la preparazione sul fronte interno. Il governo del Regno Unito sta lavorando a una campagna nazionale che inviterà le famiglie a tenere in casa acqua e alimenti a lunga conservazione, insieme ad altre precauzioni utili in caso di interruzione dell’elettricità, delle comunicazioni o dei rifornimenti.

La tensione con Mosca è tornata a salire il 27 agosto, quando la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha avvertito che la Russia potrebbe colpire obiettivi militari britannici anche al di fuori dell’Ucraina, in risposta all’impiego di missili Storm Shadow contro il territorio russo. Le dichiarazioni arrivano dopo la decisione di Londra di condividere con Kiev tecnologia classificata per sostenere la produzione ucraina di missili a lungo raggio.

Intanto il governo britannico sta aggiornando la propria preparazione alle emergenze. Secondo il Financial Times, la campagna destinata alla popolazione dovrebbe consigliare di conservare in casa beni essenziali come acqua imbottigliata e cibo in scatola, in modo da poter affrontare le prime fasi di una crisi anche in caso di difficoltà nell’accesso ai servizi pubblici o alla distribuzione commerciale.

Il piano prende in considerazione anche i cyberattacchi, come quello che ha colpito gli aeroporti di Manchester, Stansted ed East Midlands e coinvolto i dati di circa 8,7 milioni di passeggeri, oltre a eventi meteorologici estremi e interruzioni in grado di compromettere elettricità, acqua, segnale telefonico e accesso ai negozi. A luglio Londra aveva già annunciato una campagna pubblica sulla resilienza, prevista entro la fine dell’anno, per indicare ai cittadini quali precauzioni adottare prima di un’emergenza.

Acqua e cibo in casa

Le indicazioni puntano a rendere le famiglie meno dipendenti dai servizi esterni nelle prime ore o nei primi giorni di una crisi. Un cyberattacco ai sistemi di pagamento, un blackout o un’interruzione delle infrastrutture possono rendere più difficile utilizzare carte, prelevare denaro, raggiungere i supermercati o acquistare beni essenziali.

Il governo non ha ancora pubblicato l’elenco definitivo dei prodotti raccomandati, ma acqua e alimenti conservabili sono già tra quelli indicati. La campagna dovrebbe includere anche istruzioni su come comportarsi in caso di interruzione dei servizi essenziali e su quali preparativi effettuare in anticipo.

Una parte consistente del lavoro riguarda la vulnerabilità delle infrastrutture. Energia, telecomunicazioni, acqua e trasporti dipendono sempre più gli uni dagli altri e un problema in un settore può avere conseguenze rapide sugli altri.

A questo si aggiunge l’attività militare russa intorno al Regno Unito. La Royal Navy ha comunicato che nei primi sette mesi del 2026 le attivazioni per monitorare unità russe nelle acque britanniche e nel Nord Atlantico sono aumentate del 25% rispetto al 2025. Nel solo mese di luglio navi ed elicotteri britannici hanno trascorso 21 giorni impegnati in operazioni di sorveglianza.

Negli ultimi mesi la Marina ha inoltre mantenuto una presenza quasi continua per seguire fregate e altre unità russe in transito nelle acque di responsabilità britannica. Il monitoraggio riguarda sia navi militari sia imbarcazioni legate alla cosiddetta flotta ombra utilizzata da Mosca per il trasporto di petrolio sottoposto a sanzioni.

Il ritorno della “home defence”

Le scorte domestiche rientrano in una revisione più ampia della preparazione britannica. Il governo sta riportando al centro della pianificazione il concetto di home defence, la difesa del territorio nazionale attraverso il coordinamento tra strutture civili e militari.

A luglio l’esecutivo ha annunciato che nel 2027 si terrà la più grande esercitazione britannica di difesa interna degli ultimi decenni, destinata a verificare il funzionamento dei piani in caso di una grave crisi e il coordinamento tra amministrazioni, forze armate, servizi essenziali e alleati.

Londra sta inoltre rivedendo i protocolli per garantire la continuità delle funzioni dello Stato durante un’emergenza e prepara nuove strategie per la resilienza dell’energia e dei trasporti. Il governo ha avviato anche una revisione del Civil Contingencies Act del 2004, la legge che regola la preparazione e la risposta britannica alle emergenze, per adeguarla a rischi molto diversi da quelli di vent’anni fa.

Nel nuovo quadro rientrano anche scenari nei quali un Paese ostile può esercitare pressione senza arrivare a un conflitto aperto: cyberattacchi contro reti energetiche, sabotaggi, interferenze nelle comunicazioni e operazioni contro infrastrutture marittime. Un tema che Londra aveva già messo al centro della propria strategia di sicurezza e riarmo, con una maggiore attenzione alla preparazione del Regno Unito a scenari di guerra e minaccia nucleare.

Anche l’Europa prepara i cittadini alle prime 72 ore

Il Regno Unito non è l’unico Paese europeo a chiedere ai cittadini di prepararsi a gestire autonomamente le prime fasi di una crisi. Nel marzo 2025 la Commissione europea ha presentato la Preparedness Union Strategy, che considera nello stesso quadro guerre, cyberattacchi, crisi climatiche, pandemie e interruzioni delle infrastrutture essenziali.

Tra gli obiettivi c’è quello di permettere alla popolazione di essere autosufficiente per almeno 72 ore in caso di emergenza, insieme al rafforzamento dei sistemi di allerta, alla preparazione nelle scuole e al coordinamento tra autorità civili e militari.

Nel luglio 2025 Bruxelles ha affiancato a questa strategia un piano europeo sulle scorte di beni essenziali, con l’obiettivo di garantire disponibilità di cibo, acqua, carburanti e medicinali durante blackout, conflitti, emergenze sanitarie o gravi eventi naturali.

La preparazione riguarda anche i pagamenti. La Bce ha raccomandato alle famiglie di tenere una piccola quantità di contanti per affrontare le prime 72 ore di un’interruzione dei sistemi elettronici, con indicazioni nazionali che in alcuni casi hanno individuato una soglia orientativa intorno ai 100 euro per persona.

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