La Germania si ritrova al centro di un complesso caso di sicurezza che minaccia le sue infrastrutture critiche. La scoperta di un terzo drone nei pressi dell’aeroporto di Lipsia/Halle ha spinto l’intelligence tedesca (Bundeskriminalamt) e il procuratore generale federale Jens Rommel ad accelerare un’indagine ad altissima tensione. Lo scalo di Lipsia è un hub logistico di vitale importanza, utilizzato anche per il transito di beni militari destinati a Kiev tramite i velivoli cargo della compagnia ucraina Antonov.
La ricostruzione della notte del sabotaggio
Secondo le informazioni rivelate dalle testate giornalistiche tedesche SZ, NDR e WDR, gli inquirenti lavorano sull’ipotesi che i responsabili abbiano impiegato più droni per colpire l’aeroporto:
- Il primo drone (4 agosto, ore 23:42): è stato individuato sulla pista direttamente accanto a un aereo cargo Antonov. Secondo l’ipotesi degli investigatori, il piano era far atterrare il drone, carico di esplosivo, sulle ali del cargo piene di carburante. Il disastro sarebbe stato evitato solo a causa del mancato funzionamento dell’innesco della bomba.
- Il secondo drone (5 agosto, ore 00:02): circa venti minuti dopo, mentre lo scalo veniva chiuso a causa dell’allarme, un aereo DHL in fase di atterraggio interrotto avrebbe impattato, a circa 300-400 metri di quota, con un secondo oggetto volante di circa 30 centimetri. L’aereo, che ha riportato danni al timone di coda, è atterrato a Hannover. Di questo secondo drone non sono ancora stati trovati resti.
- Il terzo drone (14 agosto): è stato rinvenuto nel tardo pomeriggio in un campo agricolo a Kabelsketal, un comune confinante con l’area ovest dell’aeroporto. Gli esperti della scientifica hanno individuato sul posto residui di una sostanza che, secondo le prime stime, potrebbe essere costituita da circa 50 grammi di esplosivo militare Hexogen.
- I sospetti su un quarto velivolo: l’11 agosto la polizia pare abbia anche recuperato nell’area circostante lo scalo un motore e un rotore appartenenti a un drone, sollevando il forte sospetto che i velivoli coinvolti potessero essere addirittura quattro.
A Kursdorf, poco a nord dell’aeroporto, è stata inoltre scoperta un’antenna con apparati elettronici fissata a un albero con nastro adesivo, che si ipotizza sia servita per controllare i droni. A pochi metri di distanza, una zona bruciata con parti metalliche deformate indica che qualcosa è stato fatto esplodere; gli inquirenti stanno accertando se si sia trattato di un incidente o di una distruzione intenzionale di prove.
I sospetti sulla Russia e la risposta politica di Merz
Le indagini sono ancora in corso, ma gli investigatori ipotizzano che dietro l’operazione possa esserci la Russia: la polizia ha espresso il timore che la recente serie di voli non autorizzati su installazioni sensibili tedesche possa essere opera di Mosca.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha reagito con estrema fermezza a margine di un vertice a Neuhardenberg, avvertendo che i responsabili di questi attacchi “la pagheranno cara”. Merz ha confermato il pieno sostegno della Germania all’Ucraina e ha annunciato lo sviluppo di nuove contromisure, tra cui il potenziamento delle difese anti-drone e la pianificazione di nuove basi legali per permettere ai servizi di sicurezza di effettuare contrattacchi informatici attivi (hack back) contro i server degli aggressori, sia in patria sia all’estero.

