La Norvegia arma il confine con la Russia, Mosca pronta a prendere “misure”

Il rafforzamento militare nel Finnmark porta nuove capacità di fuoco vicino alla Russia e alla strategica penisola di Kola, dove sono allocati la Flotta della Federazione e asset nucleari
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Carri armati e veicolo d'artiglieria
Dimostrazione di tiro con K9. Due carri armati d'assalto CV90 sulla destra e il veicolo d'artiglieria K9 Vidar (Foto Julie Wågenes/Forze Armate Norvegia)

“Senza dubbio, un simile rafforzamento militare, diretto contro il nostro Paese (…) non può non essere percepito come una minaccia alla sicurezza della Russia”. E costituisce motivo valido per Mosca “per adottare ulteriori misure volte a garantire la nostra sicurezza”, misure già sul tavolo del “Ministero della Difesa e gli altri servizi competenti”. L’avviso arriva dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in seguito al rafforzamento delle capacità belliche norvegesi a un tiro di schioppo dal confine che i due Paesi condividono. Mosca ha criticato anche il dispiegamento, nel territorio del vicino, di un avanzato sistema missilistico statunitense che utilizza lanciatori Mk-41, capaci di sparare missili da crociera Tomahawk.

Il Ministero degli Esteri russo ha affermato che tale posizionamento è preoccupante per la Federazione, perché rende possibile colpire con i missili buona parte della Russia europea, compresa la capitale. Nella nota ha dunque fatto sapere che Mosca presterà “particolare attenzione” ai siti coinvolti e ai centri di comando e controllo dei sistemi missilistici statunitensi, specificando che verranno considerati obiettivi in caso di conflitto militare.

Artiglieria e difesa antiaerea

Il Cremlino non ha apprezzato nemmeno che a fine agosto Oslo abbia rafforzato con tre nuove divisioni la Finnmarksbrigaden, la brigata artica norvegese creata l’anno scorso e dispiegata a 180 km in linea d’aria dal confine russo. Si tratta dell’Artilleribataljonen, il Kampluftvernbatteriet e la Sambandskompaniet. Ovvero Battaglione di Artiglieria, Batteria Contraerea e Compagnia Comunicazioni.

Un rafforzamento reso necessario, si legge sul sito delle forze armate norvegesi, alla “guerra di aggressione illegale della Russia contro l’Ucraina” e al “peggioramento della situazione di sicurezza“. “La creazione (delle tre divisioni, ndr) rappresenta una risposta a questa esigenza e rafforzerà, tra l’altro, la capacità di comando, di autodifesa e di infliggere perdite all’avversario”, prosegue la nota.

Il ministro della Difesa norvegese, Tore O. Sandvik, ha affermato: “Stiamo accelerando il programma della Brigata Finnmark per rafforzare la nostra preparazione militare e la capacità di deterrenza nel nord. (…) È fondamentale per garantire la sicurezza del Paese in tempi turbolenti”.

Sul pratico, la Finnmark Brigade ha il suo quartier generale a Porsangmoen e dispone già dei primi quattro obici semoventi K9 VIDAR (Versatile Indirect Artillery), con una gittata fino ai 40 km. Entro il 2028 è previsto l’arrivo di altri 24 K9 Thunder. Il sistema è già predisposto in futuro per munizioni Ramjet con gittate superiori ai 120 km.

Potenzialmente a tiro in futuro Flotta russa e asset nucleari

Inoltre, secondo quanto riportato dall’agenzia statale russa Tass, l’ambasciatore russo in Norvegia Nikolay Korchunov ha affermato che Oslo dovrebbe ricevere entro il 2030 16 sistemi lanciarazzi K239 Chunmoo, con missili che potrebbero raggiungere i 500 km.

Il dato è strategicamente rilevante perché, dal nord della Norvegia, entrerebbero nel raggio potenziale anche infrastrutture militari russe nella penisola di Kola, sede della Flotta del Nord e di asset nucleari di Mosca. Oslo prevede anche di creare un ulteriore battaglione di artiglieria autonomo nella contea di Troms.

La missione della Brigata Finnmark

Finora la Brigata Finnmark aveva la missione di sorvegliare e pattugliare i 198 km di confine tra i due Paesi, ma ora, spiega ancora la nota delle forze armate, “viene costituita ed equipaggiata per difendere la Norvegia dal primo metro, con il supporto di altre divisioni dell’esercito, compreso il fuoco di precisione a lungo raggio, e in cooperazione con forze operative congiunte e alleate“.

La sua costruzione dovrebbe essere completata entro il 2033 e avrà una struttura di circa 4.000 soldati, tra personale di ruolo e riservisti. Ma sono previsti inoltre incrementi in altri settori della difesa del Finnmark, come la difesa cibernetica, l’organizzazione logistica della difesa e le infrastrutture militari.

“Con la creazione di questi reparti, siamo diventati una brigata, abbiamo una presenza maggiore e una migliore capacità di portare a termine le missioni, guidare i reparti e proteggerci dalle minacce aeree”, ha commentato il comandante della Brigata Finnmark, il generale John Olav Fuglem.

La Danimarca ha inviato in Groenlandia coscritti

Un’ultima nota riguarda la Danimarca, che a sua volta sta rafforzando la propria presenza militare in Groenlandia: ad agosto ha inviato sull’isola coscritti danesi per la prima volta nella storia recente, nell’ambito dell’esercitazione Arctic Endurance. Il dispiegamento rientra in un piano più ampio per aumentare uomini, navi e aerei nell’Artico e si collega alla nuova missione Nato Arctic Sentry. Circa 400 militari di dieci Paesi dell’Alleanza atlantica partecipano inoltre all’esercitazione Arctic Shield 2026 iniziata ieri in Groenlandia, un altro segnale della crescente attenzione dell’Alleanza verso una regione sempre più contesa strategicamente.