Von der Leyen su Lipsia: “Guerra ibrida nuova normalità. Ma l’intimidazione non funziona”

La presidente della Commissione europea incontra il segretario generale della Nato e rafforza la linea contro Mosca: più sanzioni, difesa aerea europea e aiuto all’Ucraina
20 ore fa
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Ursula von der Leyen e Mark Rutte (Ipa)

“Si è trattato di un attacco con materiale bellico, condotto da agenti russi sul suolo dell’Ue. E non lo tollereremo. Siamo pienamente solidali con la Germania. E se l’intento era quello di farci riflettere sul nostro sostegno all’Ucraina, posso assicurarvi che ha solo rafforzato la mia determinazione. L’intimidazione non funziona”. Così si è espressa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al termine dell’incontro di oggi con il segretario Generale della Nato Mark Rutte. Incontro già in calendario ma arrivato con discreto tempismo. Ieri il governo tedesco ha accusato la Russia di essere dietro all’incursione con droni carichi di esplosivo nell’area dell’aeroporto di Lipsia-Halle lo scorso 4 agosto. Mosca ha negato e promesso contro-ritorsioni.

La nuova normalità della guerra ibrida

“Lipsia segna una nuova escalation sul suolo europeo, direttamente attribuibile alla Russia. Ma si inserisce in un quadro più ampio di incidenti sempre più pericolosi. Ripetute incursioni nel nostro spazio aereo. Droni che paralizzano i nostri aeroporti. Interferenze con le nostre infrastrutture critiche. Gli europei si trovano di fronte alla dura realtà che questa è la nuova normalità“, ha sottolineato von der Leyen.

“Dobbiamo fare di più. E questo significa essere pronti a rispondere all’imprudenza della Russia in modo più rapido ed efficace. Dobbiamo considerare le nostre infrastrutture quotidiane come obiettivi di prima linea e proteggerle di conseguenza. (…) L’Europa dispone già di squadre di intervento rapido in grado di rispondere a questo tipo di attacchi, sia che si verifichino all’interno o all’esterno della nostra Unione. La nostra forza, la nostra preparazione, la nostra determinazione, sono la nostra deterrenza”.

Una deterrenza che passa anche dal lato economico, e non potrebbe essere altrimenti per l’Unione: “Le nostre sanzioni hanno indebolito l’economia russa. Possiamo imporre ulteriori sanzioni e le abbiamo pronte ad agire non appena verranno attribuiti atti così pericolosi e che mettono a rischio la vita delle persone”, ha continuato la tedesca.

“L’Europa e la Nato non solo manterranno la pressione sulla Russia, ma la intensificheranno. E non ci fermeremo. Non finché la Russia non smetterà di bombardare e uccidere bambini, uomini e donne innocenti in Ucraina”, ha precisato ancora.

Sostegno a Kiev

La capa dell’esecutivo europeo ha infatti ricapitolato il sostegno del blocco a Kiev: “Posso confermare che abbiamo ricevuto una nuova richiesta di pagamento. Si tratta di un importo di diversi miliardi di euro, che coprirebbe le difese aeree ucraine, compresi i sistemi di difesa aerea altamente avanzati PAC-3 Patriot”.

“Allo stesso tempo, noi in Europa stiamo lavorando con l’Ucraina al progetto Freya, un progetto europeo per la costruzione di un nostro sistema di difesa antimissile balistico. Tutto ciò si aggiunge al prestito di sostegno di 90 miliardi di euro per l’Ucraina, già in corso. Da giugno, abbiamo stanziato 8,5 miliardi di euro per droni e missili destinati all’Ucraina. Questi fondi serviranno anche per l’acquisto di aerei da combattimento dall’industria europea”.

“Una nuova era della sicurezza europea”

“Facciamo tutto questo insieme alla Nato. Io e Mark ci siamo ripetutamente schierati fianco a fianco per esprimere questa solidarietà, e lo facciamo anche oggi per dimostrare che l’Europa è unita. E che l’Europa deve mobilitare le sue forze di difesa ancora più rapidamente. La difesa aerea è fondamentale. Abbiamo bisogno di un sistema di allerta più rapido e integrato in tutta Europa. E poi dobbiamo intercettare le minacce più velocemente”, ha sottolineato von der Leyen ricordando il piano ReArmEurope da 800 miliardi di euro, 150 miliardi dei quali per i prestiti agevolati Safe.

“Gli investimenti europei nella difesa rafforzano la Nato e rivitalizzano la nostra base industriale”, ha aggiunto, per poi concludere: “Siamo in una nuova era della sicurezza europea”.