Dall’Ue via libera alla riforma delle dogane, nuove regole per e-commerce e (altra) tassa su piccoli pacchi

Il ministro Urso: "Le nuove misure doganali difendono la competitività". E arrivano gli 'operatori economici di fiducia e certificati', che beneficeranno di procedure doganali semplificate
3 ore fa
2 minuti di lettura
Container porto
Container al porto (Canva)

Il Consiglio europeo ha approvato ieri in via definitiva una revisione del quadro doganale dell’Ue, con nuove regole per l’e-commerce. In una nota, viene spiegato infatti che il codice doganale aggiornato chiarisce come le piattaforme di commercio elettronico di Paesi terzi che spediscono nell’Ue saranno considerate “importatori di merci e pertanto responsabili dell’esecuzione di tutte le formalità doganali e dei pagamenti dei dazi”.

La legislazione prevede inoltre un nuovo sistema di sanzioni per gli operatori dell’e-commerce che violano i loro obblighi doganali: nei casi più gravi di non conformità possono comportare sanzioni pecuniarie fino al 6% del valore annuo delle merci importate dall’impresa nell’anno precedente, l’eliminazione di determinati privilegi doganali e limitazioni all’accesso delle piattaforme online.

Infine, “per contribuire a coprire l’aumento dei costi derivanti dal monitoraggio del numero crescente di piccoli pacchi che entrano nell’Ue attraverso il commercio elettronico” entro il 1° novembre 2026 sarà introdotta una tassa di gestione sulle piccole spedizioni (la cui entità è ancora da determinare), distinta dalla precedente decisione del Consiglio di eliminare l’esenzione storica dai dazi doganali per le importazioni di valore inferiore a 150 euro.

La nuova Agenzia per le dogane

Il testo istituisce la nuova agenzia decentrata dell’Ue per le dogane, operativa dal 2027, con il compito di analizzare i dati costantemente aggiornati sulle importazioni e sulle esportazioni contenuti in un nuovo centro doganale digitale dell’Ue: “una piattaforma centrale che consente agli importatori e agli esportatori di interagire con le dogane nell’Ue”, si legge nel comunicato. Questo “aiuterà gli Stati membri a individuare le merci più rischiose che dovrebbero essere sottoposte a ispezione in via prioritaria”. L’autorità contribuirà inoltre a stabilire i settori di controllo prioritari e i criteri in materia di rischio e a coordinare la gestione delle crisi nel settore doganale. Dopo aver sconfitto Roma in una gara al fotofinish, la sede sarà a Lille, in Francia.

Arrivano gli operatori ‘Trust and Check’

La nuova legislazione crea una nuova categoria di imprese più trasparenti: gli operatori economici di fiducia e certificati (operatori ‘Trust and Check’). Le imprese che forniscono informazioni complete sulla circolazione e sulla conformità delle proprie merci, e che rispettano altri criteri rigorosi, beneficeranno di procedure doganali semplificate. Le imprese più affidabili potranno mettere in circolazione nell’Ue le loro merci senza un intervento doganale attivo.

Il Parlamento europeo dovrebbe approvare il testo definitivo nel corso del mese di settembre, prima della firma e della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. L’uso del nuovo centro digitale per registrare le esportazioni e le importazioni da e verso l’Ue diventerà obbligatorio per le imprese di commercio elettronico il 1º luglio 2028 e per tutti gli operatori a partire dal 1º marzo 2034.

Urso: “Le nuove misure doganali difendono la competitività”

Soddisfatto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che su X ha scritto: “Le nuove misure doganali europee rappresentano un risultato significativo dell’azione che abbiamo intrapreso, insieme alla Francia, per tutelare consumatori, lavoratori e imprese dalla concorrenza sleale. Anche il commercio digitale deve essere responsabile e rispettare gli stessi requisiti ambientali, sanitari e di sicurezza che presiedono alla produzione in Europa”.

“Non possiamo accettare che chi produce e opera nel rispetto delle nostre regole sia penalizzato rispetto a chi, invece, può aggirarle. È una questione di equità, di tutela dei cittadini e di difesa della competitività del nostro sistema produttivo”, ha aggiunto.