Canada “membro associato” a Bruxelles? Finché Germania, Italia, Francia e Grecia non li separi

L'Italia si è espressa contro l’idea di adottare una dichiarazione congiunta al termine del vertice che si terrà domani 29 ottobre a Montreal
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Bandiere dell'Ue e del Canada all'Europarlamento
Bandiere dell'Ue e del Canada all'Europarlamento (Ipa)

È durato poco, l’annuncio in pompa magna, del Canada definito “membro associato” dell’Unione europea. Lo aveva espresso la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con orgoglio – e a sorpresa di molti – a settembre, in uno dei momenti più significativi degli appuntamenti politici dell’esecutivo europeo: il Soteu, il discorso annuale sullo Stato dell’Unione europea 2026. A sancire l’accordo, la presenza del presidente del Canada Mark Carney, con i complimenti e gli applausi dell’intera platea istituzionale degli Stati membri riuniti all’Europarlamento.

Finché Germania, Italia, Francia e Grecia non hanno deciso di sollevare obiezioni al riguardo.

Le preoccupazioni degli Stati membri

A ricostruire le remore di alcuni Stati membri rispetto allo status del Canada di “membro associato” all’Unione europea sono Rapporteur e Politico, che citano diversi diplomatici e funzionari europei. Il testo delle conclusioni del summit, che doveva essere adottato nella mattinata del 27 ottobre, è stato bloccato dalle obiezioni arrivate prima della scadenza per opporsi, ed è ora in fase di riscrittura.

La bozza, datata 26 ottobre, era stata fatta circolare dopo la discussione tra gli ambasciatori degli Stati membri pensata per avvicinare le posizioni. A preoccupare è la definizione non molto chiara del concetto stesso di “membro associato”. Secondo le ricostruzioni di stampa la stessa Ottawa non predilige questa definizione, avendo già proposto e parlato di un'”alleanza per il futuro”, in linea con la spinta alla cooperazione tra medie potenze espressa dal premier Mark Carney durante il suo celebre intervento dello scorso gennaio a Davos.

Un problema di definizione: il ruolo dell’Italia

A guidare il fronte di chi vorrebbe eliminare il termine dal testo c’è la Germania. Ma per evitare un imbarazzo diplomatico e una scelta che possa risultare come una delegittimazione della proposta lanciata da von der Leyen, sarebbe venuta l’Italia in soccorso. Roma ha proposto così una soluzione di compromesso: conservare la formulazione di “membro associato come proposto dalla Commissione europea”, che assegnerebbe la paternità dell’etichetta e l’onere di definirla meglio all’esecutivo Ue, consentendo al contempo alle capitali di prendere le distanze senza cancellare il termine dal testo.

Una soluzione di comodo e quella più equilibrata, per il momento, che secondo due fonti di Politico sarebbe quella rientrante nella nuova bozza, che il Consiglio europeo, incaricato di redigere la dichiarazione, sta facendo circolare in questi giorni.

L’Italia, inoltre, si è espressa contro l’idea di adottare una dichiarazione congiunta al termine del vertice che si terrà domani 29 ottobre a Montreal, non perché contraria ad una partnership, ma per segnalare la necessità di una transizione più equilibrata verso la decarbonizzazione, nel segno della neutralità tecnologica, stando a quanto spiegato all’Adnkronos da fonti diplomatiche italiane. Come spiegano le fonti, l’Italia si sarebbe opposta al capitolo riguardante investimenti e competitività, e mirava all’inserimento di un richiamo esplicito al principio della neutralità tecnologica, in linea con le conclusioni degli ultimi vertici del Consiglio europeo.

Il vertice a Montreal

Il tutto avviene, appunto, a poche ore dal 21° vertice Ue-Canada, che si terrà a Montreal il 29 e 30 ottobre 2026. António Costa, presidente del Consiglio europeo, e Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, rappresenteranno l’Ue nel Paese. Al vertice, i leader dovrebbero lanciare proprio un'” alleanza per il futuro “, il quadro di riferimento per la prosperità e la sicurezza economica condivise, basato su iniziative concrete per rafforzare i legami tra i popoli, approfondire le relazioni economiche e consolidare la loro posizione comune sulla scena globale.

Durante il vertice, i leader dovrebbero anche fare il punto sui progressi compiuti dall’ultimo vertice di giugno 2025. L’agenda del vertice, si legge in una nota del Consiglio europeo, coprirà una vasta gamma di argomenti come: commercio, digitalizzazione, materie prime critiche, difesa e sicurezza, cooperazione in materia di istruzione, ricerca e innovazione e giovani. Si presume che si dovrà aspettare il vertice del 2027, che si terrà in Europa, per stabilire davvero cosa sarà possibile e come descrivere la nuova relazione.

Un’idea “ridicola” per Donald Trump

Sul dossier Canada “membro associato” c’è inoltre l’ombra del giudizio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Tycoon aveva definito l’idea “ridicola” e minacciato “dazi molto pesanti” contro Bruxelles per l’offerta fatta al Canada, qualora avesse ritenuto che si trattasse di un “atto ostile”. Con le elezioni di metà mandato negli States la prossima settimana, sia Ottawa che le capitali europee vogliono evitare di provocare l’ira del presidente, sapendo che un accenno a un partenariato formale, come la proposta di rendere il Canada il primo “membro associato”, potrebbe accendere la miccia.

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