Henna Virkkunen: “L’intelligenza artificiale è un’arma geopolitica”

Il Digital Fairness Act affronta sfide interne alla Commissione per proteggere i consumatori senza soffocare l'innovazione
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Virkkunen henna afp
La vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica europea, Henna Virkkunen (Afp)

L’intelligenza artificiale è una vera e propria “arma geopolitica”. Henna Virkkunen, responsabile per il settore tecnologico e la sicurezza informatica della Commissione Europea, ha spiegato in un’intervista al Financial Times come le capacità legate all’Ai siano diventate “asset strategici” fondamentali, spingendo Bruxelles a un’accelerazione senza precedenti verso la sovranità tecnologica.

L’Ai come asset strategico: il rischio della dipendenza

La preoccupazione di Virkkunen nasce da una realtà sempre più frammentata. Chi controlla le tecnologie critiche non domina solo l’economia, ma detiene un potere geopolitico capace di condizionare la sicurezza nazionale. La commissaria ha citato come esempio emblematico quanto accaduto lo scorso giugno, quando Washington ha imposto controlli sulle esportazioni dei modelli avanzati di Anthropic per motivi di sicurezza. Le misure sono state poi revocate, ma l’episodio ha confermato i timori europei di restare vittima di una “Washington imprevedibile” o di un potenziale “interruttore” azionato da governi stranieri per tutelare i propri interessi.

Per evitare di essere tagliata fuori dalle competenze critiche, la Commissione ha presentato un massiccio Pacchetto per la sovranità tecnologica. Questo piano punta a ridurre la dipendenza dai giganti statunitensi sostenendo alternative “di casa” come la società francese Mistral o i fornitori cloud Scaleway e OVHcloud. Tra le misure principali spiccano:

  • Il Chips Act 2.0, per potenziare la produzione di semiconduttori all’avanguardia.
  • Il Cloud and Ai Development Act, per snellire la costruzione di data center europei e definire un quadro unico sulla sovranità dei dati.
  • Una nuova strategia per l’open source, per creare alternative trasparenti nelle amministrazioni pubbliche.

Il duello interno sul Digital Fairness Act

Per raggiungere questo scopo, Bruxelles sta lavorando al Digital Fairness Act (Dfa), una proposta legislativa prevista per la fine del 2026 volta a proteggere i consumatori dalle trappole del web, come i “dark patterns” (interfacce ingannevoli), design che creano dipendenza e le difficoltà nel cancellare abbonamenti.

Ma non manca lo scontro politico interno alla Commissione. Da un lato, il commissario alla Giustizia Michael McGrath spinge per una linea dura: vorrebbe che Bruxelles avesse il potere di sanzionare non solo le Big Tech, ma anche i piccoli commercianti online e i produttori di videogiochi. Dall’altro lato, Henna Virkkunen guida il fronte della cautela. La sua priorità è garantire che la nuova legge non si sovrapponga a norme già esistenti, come il Digital Services Act (Dsa), evitando di soffocare le imprese con una burocrazia ridondante. “È fondamentale mantenere il nostro libro delle regole digitali chiaro”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di non creare duplicazioni proprio mentre è in corso un grande sforzo di semplificazione normativa. Questa posizione è sostenuta anche da vari Stati membri, tra cui la Polonia, preoccupati che un eccesso di regolamentazione possa danneggiare la competitività.

Verso una “nuova Bruxelles”: meno burocrazia, più efficienza

Il messaggio di Virkkunen segna un tentativo dell’Unione europea di distinguersi dalla vecchia immagine di “Bruxelles” come fabbrica di ostacoli burocratici. La sfida è ambiziosa: trasformare l’Europa in un “continente dell’Ai”, leader mondiale nella ricerca e nell’adozione di queste tecnologie, senza però “murarsi” fuori dall’innovazione globale. La linea di Virkkunen suggerisce che la sicurezza e l’indipendenza non sono negoziabili. L’obiettivo finale non è il protezionismo fine a se stesso, ma la creazione di un ecosistema dove le regole siano semplici, applicabili e capaci di proteggere i cittadini (specialmente i minori) senza frenare la corsa tecnologica verso il futuro.

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