Il 28 ottobre il prezzo del gas sul mercato europeo TTF ha raggiunto i 100 euro per megawattora, una soglia che non veniva toccata dal dicembre 2022. Mentre il ruolo della guerra scatenata contro l’Iran dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal premier israelinao Benjamin Netanhyau sono note, l’Italia ora attribuisce parte della responsabilità alla Germania.
Intervenendo il 29 ottobre al Montel Italian Energy Day di Milano, Alessandro Noce, direttore generale Mercati e Infrastrutture energetiche del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha criticato Berlino per aver rinviato il riempimento degli stoccaggi, mentre l’Italia avrebbe speso circa 300 milioni di euro per assicurarsi riserve sufficienti prima dell’inverno.
I numeri fotografano una differenza rilevante: gli stoccaggi tedeschi sono pieni al 61,7%, quelli italiani quasi al 91%, contro una media europea del 75%. Secondo la ricostruzione italiana, la Germania avrebbe ritardato gli acquisti anche per contenere i costi delle società energetiche Uniper e SEFE, coinvolte in processi di privatizzazione. Acquistando gas soltanto adesso, Berlino contribuirebbe ad aumentare la domanda e, di conseguenza, i prezzi per tutti gli altri Paesi europei.
La Germania respinge le accuse
Il 30 ottobre è arrivata la replica del ministero tedesco dell’Economia, che ha definito le contestazioni “infondate”. Berlino nega che gli acquisti di SEFE stiano facendo salire i prezzi europei e sostiene di aver privilegiato, quando possibile, forniture provenienti dall’esterno dell’Unione per limitarne l’impatto sul mercato. “Di conseguenza, l’impatto sul mercato europeo e sui prezzi del gas è ridotto al minimo”, ha rimarcato un portavoce del Ministero dell’economia e dell’energia tedesco.
Il governo tedesco assicura inoltre che gli approvvigionamenti restano sufficienti anche nell’eventualità di un inverno particolarmente rigido, grazie alle importazioni via gasdotto, al GNL e alle infrastrutture europee interconnesse.
Il rischio di nuovi rincari
La disputa arriva mentre l’Europa affronta nuove tensioni energetiche legate ai conflitti internazionali. Noce ha avvertito che, in caso di gennaio particolarmente freddo, il gas potrebbe raggiungere 150-180 euro per megawattora. Si tratta di uno scenario ipotetico, ma non rassicurante, mentre lo scontro tra Italia e Germania evidenzia una fragilità del mercato energetico europeo: le strategie di approvvigionamento restano nazionali, ma le conseguenze sui prezzi possono attraversare rapidamente i confini.
Nel frattempo, Roma continua a chiedere alla Commissione europea maggiore flessibilità nell’utilizzo di fondi pubblici per contenere le bollette di famiglie e imprese.

