Saranno in due – uno più ‘frugale’ e uno più ‘accomodante’ – a contendersi il posto di Christine Lagarde alla guida della Banca centrale europea. Alla scadenza fissata per le 17 di oggi, 6 novembre, sono arrivate soltanto due candidature ufficiali: quella dello spagnolo Pablo Hernández de Cos e quella dell’olandese Klaas Knot, ovvero i nomi ampiamente circolati in queste settimane. A confermarlo è stato il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis. Il successore di Lagarde entrerà in carica dopo il suo addio previsto per il 7 febbraio 2027, quasi nove mesi prima del termine naturale del mandato.
Due approcci diversi
Entrambi ex governatori delle rispettive banche centrali, i candidati rappresentano due sensibilità differenti sulla politica monetaria. Knot è tradizionalmente considerato un falco, più attento ai rischi dell’inflazione e favorevole a una politica rigorosa sui tassi d’interesse, anche se negli ultimi anni ha assunto posizioni più pragmatiche. De Cos, oggi direttore generale della Banca dei regolamenti internazionali, è ritenuto più accomodante, con maggiore attenzione ai rischi per la crescita economica.
Una dicotomia che ricorda quella in corso per il bilancio pluriennale del blocco per il periodo 2028-2034, attualmente oggetto di infuocati negoziati in cui si contrappongono i Paesi che vogliono un budget più ampio, per far fronte alle sfide di un mondo in grande cambiamento, e quelli che vogliono sforbiciarlo di parecchio, considerando il poco (o nullo) spazio fiscale a disposizione delle capitali.

Tre incarichi di vertice da assegnare
Ma la scelta del successore di Lagarde non dipenderà soltanto dalle posizioni sui tassi o su un eventuale intervento nel caso in cui la situazione in Francia (o in Belgio) dovesse precipitare. La successione si inserisce infatti in un più ampio negoziato sugli equilibri geografici e politici della Bce. Il 3 gennaio 2027 lascerà il Comitato esecutivo la tedesca Isabel Schnabel, mentre a maggio scadrà il mandato dell’economista capo irlandese Philip Lane. Tre incarichi di vertice da assegnare, dunque, con Germania e Francia interessate a preservare il proprio peso nell’istituzione ma con parecchi problemi interni da risolvere. Un’eventuale nomina di Knot potrebbe inoltre comportare l’uscita anticipata dell’olandese Frank Elderson, secondo la prassi che evita due rappresentanti dello stesso Paese nell’esecutivo.
Il prossimo passaggio è fissato per il 9 novembre, quando l’Eurogruppo esaminerà le candidature. Seguiranno la raccomandazione del Consiglio Ue e le consultazioni con Parlamento europeo e Bce. L’obiettivo è arrivare alla nomina da parte dei leader europei al Consiglio europeo del 17-18 dicembre, con gennaio come alternativa.

