Kallas cancella il gruppo sulla difesa Ue: Italia e Germania (e non solo) contrarie

L’organismo avrebbe dovuto proporre soluzioni per accelerare il riarmo europeo. Ma le resistenze degli Stati membri lo affossano. Per l'Alta Rappresentante Ue è una battuta d'arresto pesante
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L'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas
L'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas in un'immagine di repertorio (Ipa)

Il nuovo gruppo europeo sulla difesa pensato da Kaja Kallas è morto prima ancora di riunirsi. La prima riunione, prevista il 7 settembre a Bruxelles, è stata cancellata poche ore prima e l’intera iniziativa è stata accantonata dopo l’opposizione di alcuni dei principali Stati membri dell’Unione, in testa Italia e Germania. Per l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza è una battuta d’arresto politica particolarmente pesante, anche perché arriva mentre è già in corso un confronto sul peso del suo Servizio europeo per l’azione esterna e sui rapporti di forza con la Commissione guidata da Ursula von der Leyen.

Che cosa doveva fare il gruppo sulla difesa

Kallas aveva annunciato la nascita dell’’High-Level Group on Defence’ il 1° settembre, al termine della riunione informale dei ministri della Difesa dell’Ue a Wicklow, in Irlanda. Lo stesso giorno in cui, peraltro, Berlino accusava formalmente Mosca di aver ordito il tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle lo scorso agosto.

L’obiettivo dell’iniziativa era riunire un ristretto gruppo di personalità di alto livello provenienti dal mondo politico e militare dell’Unione europea, del Regno Unito e dell’Ucraina. Non avrebbe avuto poteri decisionali ma avrebbe dovuto lavorare come organismo consultivo, elaborando proposte per accelerare il rafforzamento delle capacità militari europee.

Kallas aveva spiegato che il problema non è più soltanto quanto l’Europa spenda per la difesa, ma la velocità con cui riesce a trasformare le risorse in capacità operative. Il gruppo avrebbe quindi dovuto individuare “soluzioni innovative” per colmare le lacune della difesa convenzionale europea all’interno della Nato e produrre un rapporto con raccomandazioni concrete, individuando gli ostacoli, proponendo modalità più rapide di cooperazione e suggerendo come rendere più efficaci gli investimenti militari dei Paesi europei. Non arriverà però nessun rapporto.

Perché il progetto di Kallas è fallito

La presentazione ufficiale avrebbe dovuto tenersi alla Bibliothèque Solvay di Bruxelles. Gli invitati hanno ricevuto la comunicazione della cancellazione domenica 6 settembre. Il portavoce della Commissione europea Christian Wigand nel corso del briefing giornaliero con la stampa ha spiegato che “alcuni Stati membri hanno ritenuto che questa non fosse la strada giusta da seguire in questo momento“. Quindi, dopo aver discusso con i ministri, Kallas “ha deciso di non procedere con l’iniziativa e sta cercando nuovi modi per coinvolgere” le capitali.

Il problema è che diversi Paesi non avrebbero gradito il modo in cui Kallas e il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) avevano costruito il progetto, ritenendo di non essere state sufficientemente coinvolte e interpellate. Le obiezioni di Italia, Germania e Francia hanno contribuito a fermare definitivamente l’iniziativa.

L’irritazione dell’Italia e le obiezioni di Germania e Francia

In particolare, Roma non avrebbe contestato soltanto il metodo seguito per creare il gruppo, ma anche il profilo individuato per rappresentare l’Italia. Il ministro della Difesa Guido Crosetto non avrebbe gradito la scelta effettuata senza un adeguato confronto con il governo italiano.

Anche Germania e Francia avrebbero espresso riserve. La questione insomma riguarda l’equilibrio tra le istituzioni europee e gli Stati membri in un settore, quello della difesa, nel quale i governi nazionali intendono mantenere un ruolo centrale. Kallas voleva creare un organismo privo di poteri formali ma capace di elaborare una linea strategica sulla difesa europea. Per alcune capitali, però, persino un organismo puramente consultivo non poteva nascere senza un coinvolgimento più stretto dei governi.

Il risultato è che un’iniziativa annunciata pubblicamente il 1° settembre è stata smantellata meno di una settimana dopo, prima ancora che fossero ufficializzati tutti i componenti.

Kallas sotto pressione. Sullo sfondo c’è von der Leyen

La sconfitta sul gruppo di difesa arriva nel momento peggiore per Kallas. Da mesi è in corso a Bruxelles una battaglia molto più ampia su chi debba effettivamente guidare e coordinare la politica estera dell’Unione.

E anche se la cancellazione sul nascere dell’organismo sulla difesa non è dipesa da von der Leyen, il fallimento dell’iniziativa indebolisce inevitabilmente la capa della diplomazia, proprio mentre è in corso un confronto sulla sua capacità di incidere sulla politica estera e di sicurezza dell’Unione.