Costa rilancia l’Europa: “Il più grande investimento geopolitico mai fatto”. Ma Bardella: “Va cambiata”

A Cernobbio si sono confrontate due visioni dell’Ue: più integrazione e allargamento per il presidente del Consiglio europeo, meno regole e stop al Green Deal per il leader del Rassemblement National
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Jordan Bardella a Cernobbio
Jordan Bardella a Cernobbio (Ipa)

L’Europa è il più grande investimento geopolitico mai fatto, le sfide davanti sono significative ma Ue è più forte “se stiamo insieme con fiducia consapevolezza e determinazione”. Così il presidente del Consiglio europeo António Costa intervenendo sabato 5 settembre al panel sull’Europa al Forum Teha che si è svolto a Cernobbio.

“Stiamo costruendo un vero network multilaterale“, ha affermato Costa, sottolineando che “la cooperazione economica e politica sono la strada migliore per la pace e la prosperità: questo è quello che difendiamo”. L’Ue, in linea con i rapporti di Mario Draghi ed Enrico Letta, “deve migliorare la competitività e agilità per rispondere più veloce ed unita al mondo che cambia”, ha proseguito. “Noi vigiliamo per proteggere e rafforzare lo stile di vita europeo”.

Ue polo di attrazione

Quanto all’allargamento “all’Ucraina, alla Moldavia e ai Balcani occidentali”, per il portoghese questo “rafforzerà ulteriormente l’Unione europea come attore geopolitico per la pace, la sicurezza e la prosperità”. “L’Europa continua ad essere un polo di attrazione per milioni di persone“, ha detto sottolineando che l’allargamento ha rafforzato “democrazia, stato di diritto e prosperità”.

Le parole di Costa arrivano dopo il ‘no’ a riprendere i negoziati di adesione con Bruxelles espresso la scorsa settimana dall’Islanda, da molti visto come un verdetto sulla scarsa appetibilità del blocco e da molti altri come un monito verso forme ‘alternative’ di ‘matrimonio’ che consentono a chi sta fuori di prendere il meglio dell’Unione – attraverso la partecipazione allo Spazio economico europeo e a Schengen e ad accordi in specifici settori – senza un pieno coinvolgimento.

Le parole di Costa assumono poi quasi un valore profetico nel ribadire l’importanza del progetto comunitario, alla vigilia del voto nel più piccolo Land tedesco, la Sassonia-Anhalt, che ieri ha dato una vittoria schiacciante all’estrema destra di Alternative für Deutschland (Afd), filo-russa ed euroscettica, e una cocente batosta ai cristiano democratici del cancelliere Friedrich Merz, impopolarissimo e adesso a un passo dalle dimissioni più o meno volontarie.

Antonio Costa a Cernobbio
Antonio Costa a Cernobbio (Ipa)

“Accordo sul bilancio entro la fine dell’anno”

Vittoria che in prospettiva conferma la necessità per Bruxelles, espressa sabato da Costa, di “raggiungere un accordo sul bilancio dell’Ue entro la fine di quest’anno”, perché “non si possono rischiare interruzioni nei finanziamenti europei nel 2028″. “Non sarà facile” ma “sono fiducioso che riusciremo “, ha detto.

Bardella (Rn): “Non uscirne ma cambiarla”

Una visione diversa è stata portata a Cernobbio da Jordan Bardella, presidente del partito di estrema destra francese Rassemblement National. Il delfino di Marine Le Pen ha chiarito: “Non vogliamo uscire dall’Unione ma cambiarla”. Vogliamo “un’Unione della crescita e delle frontiere“, ha affermato aggiungendo che “serve un’Ue capace di proteggersi sul fronte migratorio” e che in materia di politiche climatiche bisogna “arrestare il Green deal” e fermare “la decrescita”.

Se fosse al governo in Francia, Rn si presenterebbe alle istituzioni europee per “negoziare, come già fatto da Giorgia Meloni per l’Italia“, per “pretendere un maggiore patriottismo economico” della Francia, che possa diventare “un nuovo paradiso energetico”. Inoltre, “pretenderemo come primo intervento in Ue una forte semplificazione economica, di sbarazzarsi delle norme“.

A partire dal fronte tech, ha sottolineato Bardella evidenziando il primato di Usa e Cina mentre la Ue “è campione di regole, di norme e bisogna rompere questa filosofia. Non ci si può accontentare in Europa di regolamentare le tecnologie che sono create in altri Paesi“. “La Francia può diventare il motore dell’Intelligenza artificiale”, ha concluso.

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