Droni a Lipsia, la Germania accusa i russi. Kallas: “Terrorismo di Stato”. Mosca minaccia conseguenze

Berlino imputa a Mosca il fallito attacco con droni esplosivi al caso Lipsia-Halle e annuncia ritorsioni. Anche l’Ue alza i toni, mentre il Cremlino minaccia di ripagare "con la stessa moneta"
2 ore fa
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Johann Wadephul
Johann Wadephul (Ipa)

Sono stati i russi. Ieri il governo tedesco ha esplicitamente accusato Mosca dell’incidente con droni esplosivi che lo scorso 4 agosto ha interessato l’area dell’aeroporto di Lipsia-Halle, e ha annunciato ritorsioni. Il Cremlino ha replicato che non ci sono prove e che le accuse della Germania sono un’escalation senza precedenti alla quale a sua volta risponderà. E intanto in queste ore si sono registrati danni premeditati sulle linee elettriche del Paese e stamattina un altro incidente, alla stazione ferroviaria di Augusta, rende evidente una delle caratteristiche della ‘nuova’ guerra’, quella ibrida: il logoramento psicologico. Non a caso l’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, ha parlato di “terrorismo” da parte della Federazione.

Ma andiamo con ordine.

La Germania: “Uno scenario professionale di minaccia ibrida”

“Nel loro insieme, le indagini della polizia, le modalità dei reati e i risultati dell’intelligence stabiliscono la responsabilità della Russia per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia“, ha dichiarato ieri pomeriggio il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt in conferenza stampa con il suo collega agli Esteri Johann Wadephul.

Dobrindt ha poi precisato che non si è trattato di “un approccio amatoriale”, ma di “uno scenario professionale di minaccia ibrida” per il suo “elevato grado di competenza tecnica e il notevole sforzo organizzativo nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attacco”.

Wadephul ha affermato che l’episodio di Lipsia si inserisce in “un quadro più ampio di operazioni ibride russe in Europa”, e lo stesso Dobrindt ha sottolineato che ci si aspetta che “la Germania sia bersaglio di ulteriori attacchi ibridi da parte della Russia. Si può anche presumere che vi sia la volontà di causare danni ancora maggiori”. Nel caso dell’aeroporto di Lipsia-Halle sono stati ritrovati tre droni carichi di esplosivo, uno dei quali vicino a un aereo Antonov ucraino utilizzato per il trasporto di munizioni.

Le ritorsioni di Berlino

Wadephul ha rassicurato che il Paese “resta al sicuro e si difenderà dagli avversari che cercano di creare insicurezza”. Il ministro degli Esteri ha poi elencato le misure ritorsive del governo, con le chiusure del consolato generale russo a Bonn il 18 settembre e di un centro culturale russo a Berlino, quest’ultimo sospettato di essere un centro per operazioni di spionaggio, e con controlli d’ingresso più severi per i cittadini della Federazione. Il Ministero ieri ha inoltre convocato l’ambasciatore russo in Germania.

Secondo Die Zeit Berlino avrebbe inoltre preso in considerazione di invocare l’articolo 4 della Nato, ma avrebbe poi deciso di non farlo per evitare un’ulteriore escalation e preservare spazio per una risposta più forte se la Russia compirà altri attacchi.

Intanto stamattina un oggetto non identificato è esploso vicino a una stazione ferroviaria di Augusta, importante snodo di trasporto regionale a nord-ovest di Monaco, ferendo due ragazzi di 17 e 18 anni, cittadini ucraini. E ieri si sono registrati due incidenti sulla rete elettrica: in Brandeburgo, ordigni incendiari inesplosi hanno danneggiato le linee, mentre nelle prime ore di oggi la polizia locale ha reso noto di aver aperto un’indagine su un un atto di vandalismo premeditato a una sottostazione vicino alla città di Bergheim.

Solidarietà europea

Dopo le dichiarazioni del governo tedesco, è arrivata la solidarietà europea. Kallas, impegnata ieri e oggi in una riunione informale dei ministri degli Esteri del blocco (il cosiddetto ‘gymnich’), oggi ha dichiarato che il fallito attacco all’aeroporto di Lipsia-Halle presenta “tutte le caratteristiche del terrorismo sponsorizzato da uno Stato“. “Abbiamo già convocato l’ambasciatore russo a Bruxelles, così come hanno fatto anche molti altri Stati membri”, ha aggiunto (tra questi, Francia, Paesi Bassi e Belgio), specificando che si discuterà su “cos’altro possiamo fare”.

La capa della diplomazia europea ha anche fatto sapere che la prossima settimana nascerà un nuovo Gruppo di alto livello sulla difesa, proprio in considerazione delle crescenti minacce per l’Europa e dell’intensificarsi del conflitto sul campo in Ucraina.

Diversi primi ministri, tra cui l’italiana Giorgia Meloni e il britannico Andy Burnham, hanno espresso solidarietà alla Germania. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere di aver assicurato al cancelliere Friedrich Merz che “manterremo l’Ue unita nonostante questi atti gravi e in escalation. Il governo tedesco ha adottato misure forti. E il messaggio è chiaro: attacchi ibridi non resteranno senza una risposta chiara“. “La Russia sta cercando di seminare sfiducia e paura nelle nostre società. Ma fallirà. E staremo accanto all’Ucraina per tutto il tempo che servirà”. “La questione, comprese eventuali sanzioni aggiuntive, sarà preparata dai ministri degli Esteri durante la loro prossima riunione”, ha specificato.

Al coro si è unito su X il segretario generale della Nato, Mark Rutte: “La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia. Le prove sono chiare. Accolgo con favore le misure annunciate dalla Germania in risposta”.

La reazione del Cremlino

Dura la reazione della Russia. Il presidente Vladimir Putin, parlando dal vertice Sco a Bishek, ha sostenuto che il cancelliere voglia distogliere l’attenzione dal suo scarso consenso tra gli elettori, in vista dell’importante voto del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, dove il partito di estrema destra filo russo Alternative für Deutschland è largamente in testa nei sondaggi. “Merz sta affrontando tempi difficili. Non gode della fiducia del suo popolo perché non protegge gli interessi nazionali. Sta vendendo gli interessi nazionali tedeschi, hanno commesso errori evidenti. La gente sta perdendo il lavoro, le condizioni di vita stanno peggiorando”.

il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, da Bishek, ha rimarcato: “Se vengono mosse accuse così gravi, queste devono essere supportate da prove. A mia conoscenza, non ne è stata presentata alcuna”.

La portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, ha invece parlato esplicitamente di un’escalation “nelle relazioni con Mosca sulla base di un pretesto totalmente inventato e assurdo“, e ha dichiarato che la Federazione risponderà “con la stessa moneta” alle decisioni della Germania.

Sulla stessa linea l’ambasciatore russo in Germania, Sergey Nechayev, che in una nota pubblicata sul canale Telegram dell’ambasciata ha definito l’accusa alla Federazione di essere dietro all’incidente di Lipsia-Halle “infondata, assurda e contraria al buon senso”, e le ritorsioni diplomatiche adottate “un’escalation senza precedenti nelle relazioni russo-tedesche” che “non saranno prive di conseguenze, delle quali il governo tedesco si assumerà la piena responsabilità”.

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